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ferrara capFerrara, 24 novembre 2011. ll concerto svoltosi all'interno della rassegna Ferrara Musica riveste l'aspetto d'eccezionalità. La presenza della Chamber Orchestra of Europe è qualificante se stessa e non ha bisogno certo di presentazioni tantomeno di laudi, è complesso che brilla da solo e l'esecuzione ferrarese ha confermato queste prerogative. Sul podio c'era una delle bacchette internazionali più affermate, Semyon Bychkov, solisti i fratelli Renaud (violino) e Gautier (violoncello) Capuçon che rappresentano la nuova generazione del solista.

 


Visto da Lukas Franceschini

Il programma, tipicamente tedesco Brahms e Schubert, vantava la peculiarità di presentare le ultime composizioni per orchestra degli autori. Il Concerto in la minore op. 102 è l'ultima creazione sinfonica di Johannes Brahms e fu eseguito per la prima volta nel 1887 a Thun in Svizzera. L'insolita scelta del doppio concerto da parte di Brahms è da collegare alla ripresa dei rapporti con uno dei suoi più cari e celebri amici, il grande violinista Joseph Joachim. La partitura si rifà alla sinfonia concertante un genere che godette grandi favori nel Settecento, ma sparì completamente nell'età romantica. Il concerto non incontrò particolari accoglienze allora sebbene possa competere per qualità strumentale con la produzione brahmsiana delle sinfonie e dei concerti per pianoforte e per violino. Accostandosi al genere della sinfonia concertante, Brahms ne suggerisce anche le architetture formali, sia pure ampliate e sviluppate fino a renderle difficilmente individuabili ad un primo ascolto. Come affermato da illustri musicologi, il Concerto ha un tocco leggero in apparenza estraneo alla solennità tragica di altri lavori ma rilfette una melanconica realizzazione della spensierata e perduta gioventù. La perizia tecnica dei fratelli Capuçon è tratto immediatamente avvertibile sia nella cadenza del violoncello sia nel tema del violino, il quale riprende il tema dell'altro arco. L'eccellente esecuzione è via via stemperata da un'interpretazione di ottima finitura cui lo stile è comune denominatore dei due solisti, abituati anche al concerto in simbiosi. Nel rondò finale non mancano mirabili arcate di suono adamantino nell'irregolaritàanticonformista della partitura. La bacchetta di Bychkov è ferma e severa, ma particolarmente emozionante nel lirismo del secondo movimento, ed è capace di plasmare l'orchestra in un suono compatto nelle lunghe sezioni dei tempi. I Capuçon hanno eseguitoferrara cap_2

come bis la Trascrizione per violino e violoncello di Halvorsen (tratta della Passacaglia per Clavicembalo di Händel) e ancora una volta hanno fatto valere le loro straordinarie doti in "duetto" virtuosistico d'altissimo valore. Anche la Sinfonia in Do Magg. "La Grande" di Franz Schubert, sua ultima composizione, rivela una discontinuità con i lavori precedenti. Bocciata per un'esecuzione pubblica dalla Società degli Amici della Musica di Vienna fu eseguita postuma. L'autografo passato in eredità al fratello Ferdinand fu scoperto da Schumann nel 1839, che ne restò entusiasta tanto che a stretto giro di tempo fu eseguita al Gewanhaus di Lipsia diretta da Mendelssohn. Lo stesso Schumann ebbe a scrivere: " Chi non conosce questa sinfonia, conosce Schubert canora troppo poco e questa lode parrà quasi incredibile se si pensa a tutto quello che Schubert ha già donato al mondo dell'Arte Musicale".Infatti, il compositore, liberamente ispirato dall'ascolto della Sinfonia n. 9 di Beethoven, apre la partitura con una grandiosità sorprendente per passare nel secondo movimento al delicato tema di marcia sopraffatto poi dalla morbida e dolce cantabilità che dominerà l'intera sezione. Il terzo movimento è una spiritosa idea che assomiglia ad una danza dal ritmo campestre terminando in un binario tema di gioco di danza e marzialità: E' un testamento musicale di altissimo valore che controvoglia esprime sentimenti di gioia e di fuga alternati ad uno stato depressivo cui il compositore soffriva, ma offre uno squarcio unico di un futuro che forse sarebbe stato diverso se il destino non avesse chiuso la vita terrena di Schubert a soli trentun anni. In questo caso il maestro Semyon Bychkov giustamente cambia registro ed è l'armonia ad avere una linea di direttiva particolarmente struggente, quasi fiabesca nel secondo movimento ma riserva un dinamismo in tutte le sezioni e nella parte conclusiva, molto secca ed incalzante, esprime una lettura molto personale classicista ma apprezzata. Trionfale successo al termine.

 

 

Locandina

Ferrara Musica - Stagione Concertistica 2011/2012
Chamber Orchestra of Europe
Direttore Semyon Bychkov
Violino Renaud Capuçon
Violoncello Gautier Capuçon
Programma:

Johannes Brahms:

Doppio Concerto per violino, violoncello e orcehstra in la min. Op. 102

Franz Schubert:

Sinfonia n. 9 in Do Magg.  D. 944 "La Grande"

 

 

Foto di Marco Caselli - Mirmal Ferrara

 

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