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immagineRiva del Garda (Tn), 26 gennaio 2019. Musica radiata, ovvero quella musica di compositori italiani di origine ebraica che dal 1938 vennero espulsi dalle istituzioni musicali del Regno come indesiderabili al pari della loro musica.

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{tab title=Visto da Federica Fanizza}

 

Compositori e promettenti studenti come Donato di Veroli  ( 1921- 1943) che riuscì a concludere il suo percorso presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra. I tempi burrascosi del conflitto, uniti alle persecuzioni razziali non permisero al musicista, di esprimere pubblicamente il meglio della sua produzione artistica. Si uccise nel 1943 L'opera postuma La madre, il cui libretto è dello stesso autore, rappresenta il suo lavoro più vasto e impegnativo febbrilmente concluso nella parte strumentale poco prima della morte. Venne eseguito a Bergamo nel 1951 a chiusura della stagione lirica del teatro Donizetti; quindi a Torino per la stagione della RAI nel maggio 1960. Emblematica la carriera di Aldo Finzi (Milano, 4 febbraio 1897 – Torino, 7 febbraio 1945), che all'età di 24 anni era divenuto uno degli autori di cui Ricordi pubblicava le opere. Per sopravvivere fu costretto a lavorare in anonimato o sotto prestanome . Morì il 7 febbraio del 1945 e fu inumato sotto falso nome. Sua moglie dovette attendere il dopoguerra e la fine di un processo per poter trasferire le sue spoglie nella tomba di famiglia al Cimitero Monumentale di Milano. Ebbe riconoscimento postumo nel 2012 quando è stata eseguita per la prima volta, al Teatro Gaetano Donizetti di Bergamo, la sua opera "La serenata al vento". Riscoperto ed apprezzato a livello internazionale, un concerto tributo sarà eseguito il 5 Novembre 2018 alla Carnegie Hall di New York (L'Orchestra dell'Opera di Budapest e Placido Domingo saranno gli interpreti), a subissare il successo ottenuto il 17 Dicembre 2017. Furono anche direttori di conservatori e in questo caso emblematica è la carriera di Guido Alberto Fano (Padova, 18 maggio 1875 – Tauriano, 14 agosto 1961) responsabile di S. Pietro alla Majella poi di S. Cecilia, dal 1938 è rimosso dall'insegnamento a causa delle leggi razziali e dal 1943 al 1945 è costretto a fuggire e rifugiarsi a Fossombrone e Assisi alla fine della guerra riprenderà le sue funzioni di docente e compositore
Più fortunato Mario Castelnuovo-Tedesco (Firenze, 3 aprile 1895 – Beverly Hills, 16 marzo 1968) Si iscrisse al Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze, dove studiò pianoforte e quindi composizione con Ildebrando Pizzetti. Ottenuto nel 1914 il diploma di pianoforte e nel 1918 quello di composizione, Castelnuovo-Tedesco riscosse sin dall'inizio della carriera ottimi consensi in tutta Europa come concertista e compositore. La sua produzione attrasse l'attenzione di Alfredo Casella, che la incluse nel repertorio della Società Nazionale di Musica (fondata da Casella nel 1917) e già nel 1922 opere di Castelnuovo-Tedesco furono eseguite a Salisburgo al primo festival della International Society for Contemporary Music. Nel 1939. Castelnuovo-Tedesco si vede costretto a lasciare l'Italia con la sua famiglia. Grazie all'aiuto offertogli da Arturo Toscanini, Jascha Heifetz e Albert Spalding, si trasferì negli Stati Uniti, dapprima a New York, dove al suo arrivo nel 1939 poté esibirsi come solista al pianoforte per la prima esecuzione del suo Concerto n.2 per pianoforte con la New York Philharmonic Orchestra, in un concerto diretto da John Barbirolli. Ricevette quindi un contratto (e un lavoro stabile) a Hollywood con la Metro-Goldwyn-Mayer affermandosi come stimato autore di colonne sonore per film. 11 sono quelle che furono a lui accreditate
Tragica fu la sorte di Leone Sinigaglia (Torino, 14 agosto 1868 – Torino, 16 maggio 1944) oggetto delle persecuzioni della polizia nazista che occupava Torino durante il 1944; al momento dell'arresto una sincope ne causò la morte. Tra le prime prove compositive 50787727 10218932571484765_1246971358424858624_n__1_rientrano la Romanza op. 3 per corno e quartetto d'archi (1888). Dal 1894 risiedette a Vienna dove conobbe e divenne amico di Johannes Brahms, e dal compositore tedesco prese il gusto per la musica cosiddetta assoluta, studiando con Eusebius Mandyczewski. In questi anni nacquero molti Lieder e il Concerto per violino e orchestra op. 20. Dal 1900 fu a Praga a studiare strumentazione con Antonín Dvorák. Trascrisse un'enorme quantità di canti popolari arcaici, circa 500, provenienti dalla tradizione orale, in gran parte raccolti dalla viva voce dei contadini. Arrangiò alcuni di essi in una versione per canto e pianoforte che molto risente del linguaggio della lirica da camera di area tedesca di fine Ottocento: nacquero così le Vecchie canzoni popolari del Piemonte.
Unico straniero per lo più sconosciuto Robert Alexander (Vienna 1883- New York 1966), austriaco, le sue musiche sono conservate al museo Leo Beck nel Minesota
Sul fronte russo della I guerra mondiale scrisse la sua “sesta sinfonia” (in realtà le sinfonie erano per pianoforte, probabilmente in attesa dell’orchestrazione), nei Balcani dirigeva spettacoli per la truppa. Terminata la guerra riprese a comporre ed eseguire suoi brani, soprattutto per organo. Negli anni 30 fu l’organista della Chiesa di S.Agostino in Vienna. Purtroppo l’annessione dell’Austria da parte della Germani nazista fu l’inizio di una triste e tragica storia che coinvolse la sua famiglia. Alexander decise , con lungimiranza, di abbandonare l’Austria per l’America. Partì nel 1939 da Genova con la nave Saturnia, ma senza la moglie Anna Jarosch che, disperata, si era suicidata. In America tra mille difficoltà riprese a suonare, in particolare l’organo della Cattedrale di S. Patrick; si risposò e morì a New York nel 1966
Per una amara sorte, questi compositori vennero messi nel dimenticatoio sia in quanto ebrei sia per essere compositori formatisi negli anni’30 in un Italia post bellica che ha rimosso ben presto, per motivazioni ideologiche ciò che è stato prodotto in quegli anni . Certo non sono sonorità di avanguardia, con la sol eccezione di Di Veroli, saldamente ancorate dell’armonia di quanto veniva prodotto dalle nostre avanguardie di inizio ‘900 a cui occorre iscrivere Petrassi, Pizzetti, Malipiero, Casella, Respighi, Ghedini, troppo presto respinti come testimoni di musica di retroguardia. Il percorso musicale è stato recuperato dal pianista Enzo Oliva, docente al Conservatorio di Campobasso, con l’aiuto di un ricercatore napoletano, Beniamino Cuomo, raccoglitore di memorie musicali desuete e abbandonate. Doveroso omaggio in una Giornata che recupera memoria di chi di questo evento ne fu vittima.


Federica Fanizza

 

 

“Giornata della Memoria”2019
Associazione Amici della Musica Riva del Garda
in collaborazione con Comune di Riva del Garda. Archivio Storico


Sabato 26 gennaio 2019
Auditorium del Conservatorio - Riva del Garda

Musica radiata: compositori italiani ebrei espulsi dalle istituzioni musicali a seguito delle leggi razziali

 

Pianoforte: Enzo Oliva

AldoFinzi: Pavan


Mario Castelnuovo–Tedesco: Le stagioni (Inverno  Primavera  Estate   Autunno  Epilogo)
Leone Sinigaglia: Staccato – Etude op.11
Guido Alberto Fano: Imago  Solitudo
Robert Alexander: Symphonie op.115 (Russische Symphonie)
    II.Andante  IV.Polonaise – Intermezzo – Mazurka – Intermezzo – Valse pologne – Intermezzo – Chor – Intermezzo – Tempo di

    Gavotte – Cosacca – Krakowiak – Pause – Couplet – Orgel
Donato Di Veroli: Tema con Variazioni

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