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02. vrliVerona, 13 gennaio 2019. Il primo concerto del 2019 all’Associazione Verona Lirica, dopo la pausa natalizia e la cancellazione del concerto di dicembre causa le ben note vicende sulla crisi istituzionale in cui si trova la Fondazione Arena, si è svolto in un Teatro Filarmonico affollatissimo. 

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{tab title=Visto da Lukas Franceschini}

 

Merito anche del quartetto canoro: il soprano Maria Letizia Grosselli (che sostituiva all’ultimo una collega), il mezzosoprano Rossana Rinaldi, il tenore Misha Sheshaberidze e il baritono Misha Kiria, accompagnati al piano dal maestro Patrizia Quarta e dal Quartetto d'Archi dell'Arena di Verona composto da Gunther Sanin, Mirela Lico, Luca Pozza e Sara Arioldi. Un concerto ancor più rilevante considerato il quintetto strumentale il quale oltre a pagine solistiche ha accompagnato quasi tutti i brani ricreando un’atmosfera da salotto de fin siècle.
Misha Kiria ha dimostrato ottime capacità d’interprete brillante nell'aria di Dulcamara da L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti, riconfermate anche nel brano solistico “A un dottor della mia sorte” da Il Barbiere di Siviglia nel quale il sillabato era di prim’ordine.
Rossana Rinaldi, dotata di voce compatta e scura, ha portato una ventata di napoletanità eseguendo con trasporto "I te vurria vasà" di Di Capua,01. vrlir tornado dopo al classico in una delicata e struggente esecuzione di “Mon coeur s’ouvre a ta voix” da Samson et Dalila di Camille Saint-Saens.
Il tenore Misha Sheshaberidze si è esibito in un ruolo di recente acquisizione nel suo curriculum, Otello di Giuseppe Verdi, nell’aria " Dio mi potevi scagliar" con valida professionalità dimostrando accenti affascinanti, e regalandoci poi un assolo di grande fascino un po’ al di fuori dell’opera. Infatti, “Parlami d’amore Mariù” di Adrea Bixio resa celeberrima da Vittorio De Sica negli anni ’30. Anche se il tenore è georgiano, lo stile e l’esecuzione erano molto d’effetto, e il pubblico ha particolarmente gradito.
Infine, ma non per ultima, Maria Letizia Grosselli, la quale avuto il suo grande momento solistico affrontando con delicata e ispirata passione due brani pucciniani: "Vissi d'arte" da Tosca e “Un bel dì vedremo” da Madama Butterfly.
Ovviamene non sono mancati i duetti. Dopo il preludio atto I, eseguito dal Quartetto d’archi, le due primedonne hanno eseguito il duetto Ameris-Aida dal II atto dell’opera verdiana, sfoggiando tutta la loro personalità e carisma in un brano dove accento e veemenza sono essenziali e le due artiste hanno felicemente risposto all’appello.
03. vrlricKiria e Sheshaberidze hanno proposto un altro classico duetto verdiano: “Invano Alvaro” da La forza de destino, nel quale il baritono ha offerto una prova maiuscola in un repertorio che parrebbe non frequentare spesso, mentre il tenore ha riconfermato stile e aderenza stilistica di grande fascino.
Il concerto si è finito con un altro duo, “Già nella notte densa” da Otello, nel quale il tenore ha offerto proprietà d’accento molto positive e il soprano una spontanea delicatezza amorosa.
Dopo il conferimento delle targhe un fuori programma molto divertente, la celebre canzone napoletana “’O sole mio” cantata in versione di terzetto.

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