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orchestra_sofia_philharmonieVerona, 3 settembre 2010. L’apertura della Stagione Concertistica Il Settembre dell’Accademia parte in tono minore con la Sofia Philharmonie Orchestra diretta da Nicola Guerini e il pianista Matteo Valerio, anche se l’inaugurazione vera e propria della rassegna sarà il 7 settembre con l’Orchestra Filarmonica della Scala.

Infatti, questo concerto è un omaggio agli abbonati e vede la presenza di due artisti veronesi d’adozione. L’Orchestra Filarmonica di Sofia, fondata solo nel 1928 e diretta da autorevolissimi musicisti di fama internazionale, è un complesso di buona fattura con suono vigoroso seppur la raffinatezza, soprattutto nel settore fiati ,non sia esemplare. Il Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in re min. Op. 15 di Johannes Brahms è pagina difficile e non sovente eseguita in parte perché è un prodotto ibrido del compositore; proviene originalmente da una sonata che sarebbe poi dovuta diventare una sinfonia per approdare definitivamente in questo concerto in tre movimenti. Matteo Valerio è un pianista preparato ma piuttosto gelido nel gesto e nell’espressione, colpiscono lo struggente ritmo e la tecnica perfetta cui sarebbe auspicabile un fraseggio piu articolato. Nicola Guerini risolve la direzione del concerto in maniera molto accademica, non manca certo di conoscenza, ma il respiro dell’orchestra è limitato. gueriniValerio come bis esegue un brano di Chopin con maggior carisma e ampia melodia. Il programma prevedeva anche l’esecuzione della Sinfonia n. 9 in mi min. Op. 95 Dal nuovo mondo di Antonin Dvorak, una monumentale composizione che risale alla fine dell’800 quando il musicista era a capo del Conservatorio di New York. In essa si trovano molti elementi della musica popolare americana, dallo swing agli spirituals, dalle ballate indiane a quelle dei cowboy poi riversatesi nel country novecentesco. Considerata dai nordamericani come l’emblema della musica colta nazionale che in se racchiude in parte quel complesso di inferiorità rispetto all’Europa musicale, è a tutti gli effetti un affresco pittorico musicale del nuovo continente che Dvorak scolpisce soprattutto nel colore e dall’influenza che esso percepì oltrepassando l’Atlantico; non dimentichiamo che nello stesso periodo compose il celebre Quartetto per Archi Americano. Guerini trova un terreno espressivo piu pertinente nella sinfonia di Dvorak rispetto al concerto brahmsiano. Qui cesella, o meglio, dipinge colori con maggior naturalezza e viva espressione, il ritmo è decisamente più incalzante e l’Orchestra di Sofia risponde con sapiente energia. Quale bis esegue una brillantissima Danza Slava n. 8 in sol min. Op 46 dello stesso autore ottenendo un successo di stima dal folto pubblico.

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