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CONCERTO ORCHESTRA FILARMONICA DELLA SCALA dir. Myung-Whun Chung

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01. chungVerona, 17 settembre 2018. Un “Tutto Beethoven” ha caratterizzato il terzo concerto del Settembre dell’Accademia con la prestigiosa presenza dell’Orchestra Filarmonica della Scala, diretta dal coreano Myung-Whun Chung.

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{tab title=Visto da Gianni Villani}

 

Per l’occasione erano in programma la Sinfonia n. 6 in Fa Magg. Op. 68 “Pastorale” e la Sinfonia n. 7 in La Magg. Op. 92 del genio di Bonn che hanno visto schierata una compagine compatta nei fiati -strumentini per primi- e splendente negli archi. Chung l’ha diretta con mano sicura, da interprete altamente espressivo e sensibile, in forza anche della sua ventennale pratica dei nostri palcoscenici. Un direttore “collaudato”, molto applaudito al termine, che oggi si può considerare a tutti gli effetti un testimone privilegiato della vita musicale italiana degli ultimi decenni. Per02. chung questo forse la Filarmonica della Scala e il Teatro La Fenice di Venezia continuano ad annoverarlo fra i principali attori della loro vita artistica.
Le esecuzioni delle sinfonie beethoveniane -almeno negli ultimi vent’anni e su per giù nelle linee generali- sono riconducibili all’impostazione espressa agli inizi di questo secolo dall’indimenticabile bacchetta di Claudio Abbado, tesa a conciliare la consapevolezza di un approccio filologico con le risorse delle orchestre moderne. Di qui un Beethoven agile e trasparente, contrassegnato da tempi abbastanza spediti, spesso in ossequio ai metronomi originali e da affilati contrasti dinamici.
Nell’esecuzione di Chung l’insieme dei tempi si orienta invece in una comoda scorrevolezza, accompagnata da una discreta energia ritmica, che nell’insieme conferisce a questo Beethoven un’immagine meno impaziente, atletica e muscolare di quanto siamo oggi abituati ad ascoltare. Le doti di rigore e saggezza del direttore non mancano di farsi apprezzare nella sovrana eleganza del modo di porgere e nella notevole qualità del suono, secondo l’immagine di una classicità quasi sottratta ad una specifica connotazione temporale.
Un Beethoven olimpico e sereno, senza tensioni ed eccessive ruvidezze, quanto estraneo a forzature soggettive e virtuosistiche che permette 03. chungalla gloriosa orchestra scaligera di suonare con tutta la disinvoltura possibile. La ricerca costante di equilibrio e di compostezza spinge Chung a non allentare eccessivamente il tempo dei primi due movimenti della Pastorale, come a non trasformare il Temporale in un cataclisma tellurico nella dolorosa tonalità di fa minore, privilegiando ancora una volta la fluidità del discorso più dell’accentuazione dei contrasti.
Pur lontana dalla frenesia aerea e dall’eccitazione di altre celebri esecuzioni, andate pure incise, la Settima Sinfonia mostra poi una freschezza ed una vitalità che certo non la fanno sembrare diretta da un asiatico e la sua saggia amministrazione di tempi e dinamiche permette di coniugare lo spirito della danza con l’esaltazione dei valori del canto. Un nuovo, chiaro successo per questo XXVII Settembre dell’Accademia, coronato poi col bis del Galop finale dall’Ouverture di Guglielmo Tell di Gioachino Rossini salutato con la grande ovazione di un Filarmonico nuovamente esaurito.

 

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FOTO di Silvia Di Leli (orcehstra), uff. stampa Accademia Filarmonica (m.o Chung)