Login

vr 1Verona, 22 aprile 2018. In un caldissimo pomeriggio primaverile il pubblico, che solitamente affolla il teatro Filarmonico per i Concerti di Verona Lirica, non ha voluto mancare all'appuntamento al chiuso considerato l'eccezionalità degli artisti in locandina. 

{tabs type=tabs}
{tab title=Visto da Lukas Franceschini}

 

Oltre a cantanti di fama mondiale, come il soprano Elena Mosuc, il tenore Leonardo Cortellazzi e il baritono Ambrogio Maestri, la serata ha vr 2avuto un gradito ritorno nella partecipazione straordinaria del violinista Giovanni Andrea Zanon.
Ambrogio Maestri, venuto a Verona negli intervalli delle recite di Don Pasquale alla Scala, ove ha conseguito un caloroso successo, ha esibito una robusta e rifinita vocalità, affrontando ruoli diversi come Carlo Gérard da Andrea Chénier nel quale eleganza e ricercatezza di colori erano punto di forza, mentre fraseggio e scansione della parola hanno contraddistinto l'ottima esecuzione di "Credo in un Dio crudel" da Otello. Il vasto repertorio del cantante pavese è costituito da molti ruoli buffi, ne ha fornita prova eccelsa nell'aria di Dulcamara, "Udite o rustici", da L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti, nella quale hanno prevalso una sfaccettata misura comica e un sillabato lodevole.
vr 3Leonardo Cortellazzi è ormai certezza nel panorama della lirica e anche in quest’occasione non ha reso evidente la duttilità della voce passando da una stilizzata esecuzione dell'aria di Tamino, alla raffinata e intensa aria "Pourquoi me réveiller" da Werther, eseguita con accento sognante. Occasionalmente qualche cantante si cimenta anche nel repertorio della romanza italiana da salotto, che dovrebbe essere più eseguito, e in questo caso il bravo Cortellazzi ci ha deliziato con un'esecuzione molto squisita di un classico: "Non ti scordar di me" di De Curtis.
Elena Mosuc, reduce dal recente debutto a Belgrado né Il Trovatore, ha proposto le due arie di Leonora nelle quali è emersa la professionalità della brava esecutrice, ma terreno a lei più praticabile e fiorito resta il belcanto, infatti, sia in "Come innocente e giovane" sia in "Al dolce guidami", sortita e finale di Anna Bolena di Donizetti, lei incarna ed esprime un significato rilevante sia nell'accento sia nelle difficoltà, che vr 4entrambe le arie contengono.
In programma un solo duetto, "Voglio dire…lo stupendo" da L'elisir d'amore, mattatori Maestri e Cortellazzi che oltre un canto brillante hanno esibito una spassosissima recitazione.
Infine, ma non certo per ultimo, la strabiliante performance del giovane violinista Giovanni Andrea Zanon. L'artista dopo anni di studio con Pinchas Zukerman in residenza a New York, ora frequenta corsi di perfezionamento a Berlino. Enfant prodigue dell'archetto si è già esibito in numerose sedi istituzionali, e a Verona è assidua presenza. Accompagnato al pianoforte da Patrizia Quarta ha eseguito il Cantabile Op. 17 di Niccolò Paganini, nel quale la delicatezza del gesto e l'espressione virtuosa erano coniugate con grande maestria. Anche nel rarissimo "Bel rosmarino" del celeberrimo Fritz Kreisler abbiano ascoltato un saggio di tecnica impressionante, per non parlare del brano conclusivo il Capriccio n. 5 in la dai 24 vr 5capricci di Paganini per violino solo, composizione di carattere estremamente virtuosistica per la cui esecuzione il solista necessita di una grande varietà di tecnica, la quale non manca a Zanon che ha sfoderato tutto il suo talento emozionando il pubblico in sala.
Come di consueto il pubblico era molto numeroso e ha tributato calorosi applausi a tutti gli interpreti e anche qualche richiesta di bis (non concessa) ma le ovazioni maggiori sono andate al violinista Giovanni Andrea Zanon.


©  ®

Collega la pagina al tuo social: