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vr 1Verona, 28 gennaio 2018. Il primo concerto del 2018 dell'Associazione "Verona Lirica" si è svolto al Teatro Filarmonico con la partecipazione di quattro solisti e la Banda Musicale di San Martino Buon Albergo (Verona). 

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{tab title=Visto da Lukas Franceschini}

 

All'inizio della serata il nuovo sovrintendente della Fondazione Arena, Cecilia Gasdia, ha rivolto un saluto al numerosissimo pubblico facendo anche una breve panoramica della situazione della Fondazione, la quale sta per risalire la china dopo un periodo buio. Molti auguri e vive attese.
Il quartetto di solisti, come di consueto accompagnati al pianoforte dal M.o Patrizia Quarta, era composto dal soprano Karina Flores, dal mezzosoprano Silvia Beltrami, dal tenore Giuseppe Tommaso e dal baritono Giuseppe Altomare.
La Banda di San Martino, diretta dal M.o Massimo Longhi, ha aperto le esecuzioni musicali con la celeberrima marcia n. 1 "Pomp and Circumstance" Op. 39 di Edward Elgar, proseguendo con un’altra rarissima marcia di Gioachino Rossini composta per l'imperatore francese Napoleone III e denominata appunto "Marcia dell'Imperatore". Il 27 gennaio era l'anniversario della morte di Giuseppe Verdi e il complesso bandistico ha voluto rendergli omaggio con l'esecuzione di "Verdiana" di Michele Manzi, clarinetto solista Stefano Conzatti, un pot-pourri dalle vr 2opere del compositore di Busseto. E’ doveroso porre l’accento che il complesso ha dimostrato una mirabile professionalità, ottima uniformità timbrica e rilevante prassi esecutiva, considerando anche oltre la metà degli elementi sono di giovanissima età.
Il baritono Giuseppe Altomare si è esibito nel ruolo di Severo da “Poliuto” di Gaetano Donizetti cantando l'aria e cabaletta "Di tua beltade immagine" con dolente partecipazione. Molto ispirata e rifinita l'esecuzione de "Il balen del suo sorriso" da Il Trovatore di Giuseppe Verdi e assolutamente esemplare "Nemico della patria" da Andrea Chénier di Umberto Giordano per stile e forbito fraseggio.
Silvia Beltrami ha cantato "Stella del marinar" da La Gioconda di Amilcare Ponchielli, seguita da un'intensa esecuzione di "Acerba voluttà" da Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, finendo con professionalità in "Voi lo sapete o mamma" da Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni.
Le sorprese più clamorose sono arrivate dalla performance di soprano e tenore, poiché chi scrive, era la prima volta ascoltava le loro voci.
Karina Flores si è esibita in una toccante interpretazione, soprattutto per un sapiente uso del fraseggio, dell'aria di Lisa da "Pikovaija Dama" di Piotr Ilic Cajkovskij, passando poi a Verdi con "Pace mio Dio" da La Forza del destino, eseguita con spiccate doti tecniche-interpretative e mirabile uso di colori vocali.
Giuseppe Tommaso è un cantante lirico d’indubbie qualità, messe in luce nell'aria del Duca di Mantova "Ella mi fu rapita... Parmi veder le vr 3lagrime". Non meno indicativa, anzi più forbita nei colori e nell'accento, l'esecuzione di "Tombe degli avi miei" da Lucia di Lammermoor di Donizetti. Anche nella romanza da salotto non sono mancate qualità che possono far sperare in una luminosa carriera, infatti, in "Rondine al nido" di De Crescenzo ha dimostrato buone qualità stilistiche e misurata espressione.
L'unico duetto è stato "Ciel! Mio padre" da Aida di Verdi eseguito da Flores e Altomare, i quali hanno dimostrato ottime capacità sia vocali sia interpretative Il concerto è terminato con una strabiliante esecuzione della sinfonia di "Guillaume Tell" di Gioachino Rossini nella trascrizione per banda.
Successo vivissimo al termine e numerosi e continuati applausi.

 

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