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ranaVerona, 15 gennaio 2018, agli Amici della Musica di Verona il recital di Beatrice Rana, la giovanissima pianista che oramai si è imposta nei cartelloni dei teatri mondiali al fianco di grandi direttori e orchestre.

Visto da Mirko Gragnato

 Un teatro Ristori gremitissimo per questo concerto degli Amici della Musica, oltre ogni previsione se si pensa che è un lunedì sera, ma in cartellone Beatrice Rana, giovane artista ma di grande calibro.

Un programma che nella prima parte si vede tutto dedicato a Schumann, si apre con i Blumenstueck (tradotto il pezzo dei fiori o fiorito ndr) una parentesi graziosa nella produzione Schumaniana tra Kreisleriana e Phantasie.
Un tocco garbato quello di Beatrice Rana che inizia il programma di questo concerto con un pezzo breve ma perfetto per creare la giusta atmosfera, una sorta di prologo agli Etudes Symphoniques.
Pezzo corposo e ricchissimo di una dicotomia totalmente similare alla mente di Robert Schumann; il legatissimo del thema iniziale, arpeggiato in un piano quasi incantato che raccoglie l’atmosfera dei blumenstueck si sviluppa in un via vai di variazioni, che culminina in stacchatissimi ribattutti sino ai “fortissimo” degli accordi finali.
Beatrice Rana riesce magistralmente in questo alternare pianisticamente molteplici stati d’animo, molteplici personalità, l’accordo che va a chiudere gli etudes symphoniques viene calanto con un’energia e una forza tale che le corde gravi del piano emettono quasi un sibilo nell’accompagnare le note, uno sforzo immane non solo per la pianista ma anche per lo strumento stesso.
Gli applausi non mancano a fine di questa prima parte che chiude la parentesi Schumaniana del programma.
Nella seconda parta Miroirs di Ravel, sfodera altre sonorità, i ribattuti risuonanti e suoni ovattati della partitura raveliana, rivelano il senso effimero e sfuggente dei riflessi.
A chiudere l’incanto di questa diafana manifestazione la trascrizione per piano dell’Uccello di Fuoco, e qui ritornano gli inesorabili forti e accenti a sorpresa che si muovono agilissimi su e giù per i tasti.
Beatrice Rana nella sua gentile delicatezza nasconde una forza profonda, la sua è una lettura molto attenta e approfondita della parte che nel turbine prima schumanniano e del pezzo di Stravinsky ci mostra il suo lato più combattivo e passionale.
Un'artista di rara bravura Beatrice, che nonostnate abbia solcato grandi palcoscenici mantiene il suo carattere affabile e gentile, la classica ragazza della porta accanto che però ha vinto il “Gramophone Award” come “Young Artist of the Year” per il disco da lei registrato per Warner Classic delle Variazioni Goldberg. Giovane e brava, una stella neonata dalla quale ci possiamo aspettare ancora molto, continueremo a seguirla lungo il suo viaggio nel firmamento delle stelle del pianismo internazionale.

Locandina

TEATRO RISTORI - AMICI DELL MUSICA DI VERONA
RECITAL PIANISTICO

PROGRAMMA

 

Robert Schumann (1810-1856)

Blumenstück in re bemolle maggiore per pianoforte

Etudes symphoniques per pianoforte, op. 13 su un tema di Ignaz Ferdinand von Fricken

 

Maurice Ravel (1875-1937)

Miroirs, pour piano

 

Igor Stravinsky/Guido Agosti (1882-1971)

L’Uccello di Fuoco

pianoforte Beatrice Rana

 

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