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vr 1Verona, 3 dicembre 2017. Il consueto appuntamento mensile con il Concerto di Verona Lirica si è svolto al Teatro Filarmonico con la partecipazione dell'Orchestra dell'Arena di Verona diretta da Francesco Ommassini e un quartetto di solisti rilevanti: Gilda Fiume, Teresa Iervolino, Pietro Adaini e Giovanni Romeo

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{tab title=Visto da Lukas Franceschini}

 

Il Concerto si è aperto con l'esecuzione dell’Overture da Der Freischütz di Carl Maria von Weber nella quale il maestro vr 2Ommassini ha conferito uno stile e una ricercata sonorità ma anche dinamiche e ritmo tipico dell'opera tedesca, anzi di quella che è considerata la prima opera romantica tedesca. In seguito, brillantezza e tempi briosi hanno contraddistinto l'esecuzione della Sinfonia da Don Pasquale di Gaetano Donizetti, un vero gioiello interpretativo. Non meno valida anche l'overture da Le nozze di Figaro, nella quale ritmo e nitida pulizia di suono hanno contraddistinto l'esecuzione. L'orchestra e il direttore hanno concluso i loro pezzi solistici con un’ammirevole esecuzione di "Invito alla danza " di Carl Maria von Weber, nella quale sono prevalsi stile e un ottimo spirito di romantico.
Il giovane basso-baritono Giovanni Romeo, cantante sempre più in ascesa, ha iniziato la sequenza delle arie con "Udite! O rustici" da L'elisir d'amore di Gaetano Donizetti, interpretata con verve e una riuscitissima estetica vocale. I ruoli buffi si vr 3addicono in maniera particolare alle qualità del cantante e in "Miei rampolli femminini" da La Cenerentola di Gioachino Rossini ne ha fornito una prova eccelsa, soprattutto nel sillabato. Reduce da un'importante Italiana in Algeri a Palermo, e non dimenticata La Cenerentola al Filarmonico con l'Accademia del Teatro alla Scala, possiamo affermare che egli sarà nel repertorio buffo uno degli artisti del prossimo futuro.
Teresa Iervolino, mezzosoprano ormai di riferimento nei teatri italiani, ci ha deliziato con una rarità rossiniana, "Non temer d'un basso affetto" da Maometto II di Rossini, dimostrando una tecnica esecutiva di grande efficacia assieme ad un perfetto utilizzo dei registri, in particolare il grave. Il belcanto è il terreno ove si svolge l'attuale carriera della cantante, infatti, in "O mio Fernando" da La Favorita di Donizetti ha messo in luce una vocalità ricca di espressione, un timbro efficace e una sfavillante gamma vocale nel registro acuto.
Pietro Adaini, tenore che a Verona si ricorda per la brillante Cenerentola menzionata, ha coltivato una particolare predisposizione per Rossini. Infatti, l'esecuzione di “Languir per una bella” da L'Italiana in Algeri è stata di grande pregio con vr 4una padronanza esemplare del registro acuto e in "Cercherò terra lontana" da Don Pasquale di Donizetti il cantante ha saputo coniugare stile ed eleganza attraverso un'ottima prova vocale, cui è seguita una raggiante esecuzione della cabaletta.
Il soprano Gilda Fiume si è esibita in un suo ruolo prediletto, Amina da La Sonnambula di Vincenzo Bellini, riconfermando nell'aria finale dell'opera le ottime qualità vocali e una prodigiosa tecnica nella cabaletta. In seguito, ha mostrato un rifinito fraseggio e tensione drammatica incisiva nella lunga aria finale di Anna Bolena di Donizetti.
Divertentissimo il duetto "Ai capricci della sorte" da L'italiana in Algeri cantato da Iervolino e Romeo, preciso stilisticamente e accomunato con una grande vivacità giocosa, anche se l'eccessiva recitazione poco si presta all'esecuzione concertistica. Un secondo duetto "Una parola Adina" da L'elisir d'amore di Donizetti è stato eseguito da Fiume e Adaini, i quali hanno brillato per vr 5spontaneità e sensibilità esecutiva nel rendere giustamente poetica la pagina musicale.
Il concerto è terminato con una peculiare esecuzione del quartetto "Bella figlia dell'amore" da Rigoletto di Giuseppe Verdi, premiata da calorosi e continui applausi, i quali sono stati fragorosi e convincenti durante tutta l’esecuzione del concerto.

 

 

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