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tav 1Verona, 1 ottobre 2017. Il penultimo concerto della rassegna Il Settembre dell’Accademia è stato caratterizzato per la presenza del pianista veneziano Alessandro Taverna, il quale si è esibito in un programma molto interessante ed eclettico.

 

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{tab title=Visto da Lukas Franceschini}

 

La prima parte è stata dedicata tutta a Fryderyk Chopin: i Notturni n. 1 e 2 Op. 9, il Grande Valse brillante Op. 18, la Ballata n. 1 Op. 23, lo Scherzo n. 3 Op. 23, l’Andante spianato e grande polacca brillante Op. 22.
Nella seconda tutti brani del ‘900: George Gershwin con una selezione da “Songbook” (Swane, Nobody but You, I’ll build a Stairway to Paradise, Do it Again, Fascinanting Rhytm, Oh, lady be Good!, The Man I Love, clap yo’ Hands, My One and Only, ‘S Wonderful, Strike up the Bland, I Got Rhythm), il rarissimo n. 7 Intermezzo e n. 8 finale da “Otto studi da concerto Op. 40” di Nikolai Kapustin, Fredrich Gulda con quattro pezzi da “Play Piano Play (n. 1 moderato, n. 9 allegro dolce, n. 5 moderato poco tav 2mosso, n. 6 presto possibile, e per finire ancora Gershwin con la versione per solo pianoforte di “Raphsody in Blue”.
Taverna si è affermato a livello internazionale al concorso Pianistico di Leeds del 2009. In seguito, la sua carriera l’ha portato a esibirsi con le più importanti istituzioni italiane ed estere e ad affermarsi nei più prestigiosi concorsi pianistici, confermandosi come uno dei più interessanti artisti alla tastiera degli ultimi anni.
In Chopin impressiona il fraseggio variegato, ma sempre sotto il controllo di uno stile preciso e molto classico. Tuttavia, quest’ultimo aspetto non lo esime da una vitalità interpretativa scattante, soprattutto nella polacca e nel valzer brillante, nei quali l’effetto, prodotto da una tecnica rilevante, è decisamente mozzafiato. Infine, ma non secondaria, è la classe dell’artista che colpisce, poiché in questi brani del classicismo pianistico egli riesce a scavare minuziosamente ogni angolo rimarcando il colore, e in particolare il timbro, nel quale emerge la grande raffinatezza dell’interprete. Magnifico l’attacco poetico del Notturno Op. 09 n.2.
Nella seconda parte egli trova un terreno ancor più edificante nella sua vena artistica. Impressionano lo scaltro e incisivo tono con cui affronta il Songbook di Gershwin, nei quali prevale la “libertà” esecutiva in bilico tra la formazione classica di Taverna e il ritmo jazz dei brani.
tav 3E’ straordinario, oserei dire quasi interprete di riferimento oggi, sia negli studi di Nikolai Kapustin, sia nei brevi pezzi di Fredrich Gulda, nei quali emerge non solo il gusto ma anche la scansione cromatica.
La conclusione è sostanzialmente soggiogante, poiché in Raphsody in Blu (nella versione per pianoforte solo approntata dall’autore) ha impresso uno stile magnifico, per classe, aderenza stilistica e grande armonia nell’insieme cui va sommata una nitida esecuzione di ampio respiro.
Successo clamoroso da parte di un pubblico attento e numeroso, al quale sono stati regalati due bis, un Ragtime e un delicatissimo Notturno di Claude Debussy.

 

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FOTO di Brenzoni - Accademia Filarmonica Verona

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