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polepsVerona, 20 settembre 2017. La Philarmonia Orchestra inaugura il suo tour partendo dal filarmonico di Verona, alla sua guida il suo direttore stabile, il Maestro Esa Pekka Salonen.

Visto da Mirko Gragnato

Un concerto pregno di sinfonismo quello della Philarmonia Orchestra di Londra, che affianca Sibelius e Beethoven.
Apre il programma la Morte di Melisanda, un pezzo struggente che sottovoce a poco a poco fa prendere possesso del teatro all’orchestra sino al forte crescendo.

Una suite orchestrale il Pellèas e Melisande, tema cui moltissimi compositori hanno dedicato il loro lavoro, tra cui ovviamente Debussy, ma anche Faurè e Schoenberg; la versione di Sibelius, comissioanta dal teatro svedese più di unsecolo fa è poco eseguita nella sua interezza. Essa è il frutto di un Sibelius dalle grandi capacità descrittive nella musica nonostante sonorità delicate si delinea bene l'atmosfera e l'ambientazione di questo dramma amoroso legato agli scherzi della sorte e ad amori impossibili.
Il leggero ricamo melodico dei violini ci lascia sospesi in un’atmosfera eterea, sino alla sostanza del forte dei corni.
La morte di Melisanda, l'utimo dei nove pezzi di questa suite è un brano struggente che ha lasciati commossi gli spettatori in questa esecuzione speciale, quasi opalescente nel gioco di colori e sfumature melodiche.
orch-londra5-1030x688La direzione di Esa Pekka Salonen mostra una sensibilità spiccata, una gestualità leggera, il maestro guida l’orchestra come se stesse muovendo i fili leggeri di un teatro di burattini.
Una musicalità sospesa che si manifesta anche nella sesta sinfonia, una partitura dai caratteri misteriosi, che la Philarmonia Orchestra arricchisce di pregevoli nuance nelle fluttuanti tonalità della scrittura di Sibelius.
Una linea dal sapore quasi wagneriano in questo continuum senza sosta rischiarato da vivaci ingressi dei fiati, che il maestro Salonen riesce a tingere con leggerezza.
Nel programma anche la terza sinfonia, l’Eroica, di Ludwig van Beethoven, che potrebbe far sembrare la seconda parte del programma un grande classico, ma la Philarmonia Orchestra di Londra dà prova di arricchire una pagina caposaldo della letteratura sinfonica.
La gestualità di Salonen si fa più intensa e appassionata, i gesti più ampi, si respira tutt’altra energia, un cambio di approccio totale.
La terza sinfonia scritta da Beethoven agli inizi del 1800 è sicuramente la cartina al tornasole che qualcosa sta cambiando, figlia dei tempi del rinnovamento, di quella spinta nata dalla rivoluzione francese è forse una delle prime dimostrazioni di un romanticismo che si sta facendo strada sull’epos europeo.
Mirabile la marcia funebre, Esa Pekka Salonen dilata l’adagio assai, un lento incedere che non appesantisce ma arricchisce di una tensione travolgente l’intera sinfonia, come il flusso di un grande fiume che nel suo placido incedere muove un’incommensurabile quantità d’acqua.
La philarmonia orchestra risulta compatta anche in questo cambio di registro, dal suono quasi effimero di Sibelius alla compattezza della terza di Beethoven.poeps2
Un suono tenuto, pieno e rotondo che dà un sapore arricchito a questa sinfonia, il compianto Gianandrea Gavazzeni scrisse un libro intitolato "Non eseguire Beethoven", perchè i livelli raggiunti nelle già molte registrazioni di questa sinfonia ormai erano difficili da eguagliare o superare ma la Philarmonia Orchestra e il suo direttore ci hanno dimostrato quanto ancora un classico possa essere scoperto e riscoperto, arricchendosi di nuove letture.
Un inizio di un tour con i fiocchi per un concerto mozzafiato che ha dato al Settembre dell’Accademia un vero sapore sinfonico.
Dopo i molti applausi l’orchestra ha dato ancora un tocco di Finlandia con il Valse Triste, sempre di Sibelius.

Locandina

XXVI SETTEMBRE DELL'ACCADEMIA - 2017 

Mort du Melisande -

dalla suite per Orchestra Pelleas et Melisande op. 46

Sinfonia n. 6 in Re Minore op.104

Jean Sibelius 
 Sinfonia n.3 in Mi Be Molle maggiore op.55  " Eroica Ludwig van Beethoven

PHILARMONIA ORCHESTRA DI LONDRA

Direttore Esa Pekka Salonen

 

Foto Brenzoni su concessione dell'ufficio stampa dell'accademia

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