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rai 1Verona, 17 settembre 2017. Il quarto concerto della 17ª edizione de Il Settembre dell’Accademia ha visto il ritorno a Verona dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, in quest’occasione diretta da Semyon Bychkov e con la partecipazione del pianista Kirill Gerstein.

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{tab title=Visto da Lukas Franceschini}

 

In programma il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in do min. Op. 18 di Sergej Vasil’evic Rachmaninov e la Sinfonia n. 4 in fa min. Op. 36 di Petr Il’ic Cajkovskij.
Il Concerto n. 2 è una delle prime composizioni mature di Rachmaninov (1901), il quale oltre ad essere considerato dai più autorevoli musicologi il più riuscito è il più famoso ed eseguito dei quattro composti. Trattasi di uno spartito ridondante di pathos romantico e di melodie molto personali, le quali si alternano nella composizione in un racconto rai 2drammatico. In particolare il primo movimento pone il pianoforte al centro di sviluppi quasi di ribellione con l’orchestra, seguito, nel secondo, da un carattere elegiaco. Il finale è invece un alternarsi di episodi vivaci con atmosfere più cupe, nei quali lo strumento solista raggiunge vette di virtuosismo che possiamo definire eccezionale.
La Sinfonia n. 4 (1877) è una delle composizioni più ispirate di Cajkovskij in particolar modo alla musica popolare russa. Restano celebri la fanfare iniziale, l’accorata melodia nel secondo movimento, il formidabile pizzicato, per finire con la viva concitazione del quarto movimento. Dedicata alla mecenate von Meck, in una lettera a lei indirizzata, il compositore specifica che la sinfonia contiene temi della sua emozione con la sua corrispondenza: il fato che ostacola il loro rapporto, la melanconia delle ore serali, l’abbraccio quasi capriccioso nei suoi confronti e la festa popolare, identificata nella felicità altrui quando l’infelicità impera in se stessi. Le forti emozioni espresse fanno di questa partitura una delle più apprezzate sia dagli esecutori sia dal pubblico.
Il pianista Kirill Gerstein è straordinario per perizia tecnica, nella quale ha dimostrato una precisione impressionante, cui bisogna aggiungere un fraseggio con la tastiera che rende la sua mano un tutt’uno con lo strumento. Inoltre, è capace di una peculiare interpretazione nelle sfumature e nei colori, e una suggestiva liricità nelle pagine più romantiche. Una grande esibizione che è stata premiata con calorosi applausi dal pubblico il quale a sua volta è stato rai 3omaggiato con un bis. “Melodia” sempre di Rachmaninov.
Il direttore Semyon Bychkov concerta un’orchestra di grande rango, che conferma l’attitudine a un repertorio poliedrico. Essa è stata brillantissima e omogenea in tutti i settori, sonorità controllate, quasi cameristiche, ma di grande emozione. La bacchetta viceversa, in Rachmaninov, sceglie una strada interpretativa molto sdolcinata con tempi molto dilatati, che per gusto interpretativo ha leggermente deluso poiché ci si aspettava più vigore. Stile cambiato radicalmente in Cajkovskij, nel quale ha impressionato la tensione narrativa dell’”affresco” sinfonico, rifinito in ogni particolare, non tralasciando una drammaticità ora latente ora più accentuata ma sempre condotta in bilico tra sonorità accese o intense melodie post-romantiche. In tale ottica è stato da mozzafiato l’esecuzione del III movimento “pizzicato”.
Anche per l’orchestra un fuoriprogramma “Variazioni Enigma” di Edward Elgar, un tocco di straordinaria poesia musicale.
Successo trionfale al termine con ripetute chiamate per il pianista e il direttore.

 

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FOTO fornite dall'Ufficio Stampa dell'Accademia Filarmonica di Verona

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