Login

 

mahler 1Verona, 8 settembre 2017. Per l’ufficiale apertura del Settembre dell’Accademia sul palco del Teatro Filarmonico sale la Mahler Jugend Orchester diretta da Ingo Metzmacher, un programma quasi tutto novecentesco con tocco quasi jazzistico con il concerto per pianoforte in Fa maggiore di Gershwin affidato Jean-Yves Thibaudet.

 Teatro gremito, come a Verona si vede raramente per i concerti sinfonici, l’Accademia Filarmonica riesce così a celebrare il teatro a cui dà il nome e che fece costruire agli inizi del ‘700. Nonostante bombardamenti e incendi il Filarmonico è sempre tornato in piedi per continuare la missione dell’Accademia nel promuovere la musica in tutti i suoi aspetti.

Se all’anteprima si è partiti con l’ospite straniero, con la Youth Turkish Orchestra, in questo concerto di apertura si parla sempre di orchestra giovanile, una creatura del compianto Maestro Claudio Abbado e che celebra quest’anno il trentesimo anno di fondazione: La Gustav Mahler Jugend Orchester, orchestra che si fregia per le sue attività del patrocinio della Commissione Europea.
Un settembre tarato quindi sul dare ampio spazio alle giovani generazioni che però propongono un programma tutto che facile con musiche malher 2di Bartòk, Ravel, Gershwin e Dvorak.
Programma molto ricco come la compagine GMJO visto il gran numero di musicisti, più di 100, che hanno riempito letteralmente l’intero palcoscenico del Filarmonico.
Il Concerto n. 1 di Gershwin ha dato una ventata di vivacità e freschezza a questa apertura ufficiale del settembre.
Il pianoforte era affidato Jean-Yves Thibaudet, pianista francese dall’affermata carriera che vanta collaborazioni con grandissimi artisti tra cui Cecilia Bartoli e Yurij Bashmet oltre ad un ricchissimo numero di registrazioni.
Un concerto quello di Gershwin che esalta la natura percussiva del pianoforte, intento che si manifesta sin dall’apertura del concerto affidata ai timpani.
Il pianoforte viene quindi rivisitato e va ad aprire un dialogo con tutti strumenti ma con un fare percussivo, i fiati si danno a staccatissimi, gli archi a picchiettati e Thibaudet gioca con il pianoforte in queste nuove nuance che Gershwin va ad esplorare dando un sapore a tratti jazzistici e dall’impressione improvvisati come gli scivolamenti delle dita sulla tastiera.
Un pianista che al repertorio del novecento con autori come Messiaen, Shostakovich o Ravel si è ampiamente dedicato e che si muove tra queste musicalità come un pesce guizzante.
mahler 3La GMJO dimostra in tutto il programma la grande capacità sinfonica e di forte dialogo tra le sezioni.
Un concerto dedicato molto alla dimensione percussiva prima con Gershwin e poi con la pantomima sinfonica di Bartòk de “Il mandarino meraviglioso”.
L’orchestra in questo pezzo estrae tutti gli strumenti e strumentini, dal gong all’organo, senza esclusioni.
Le sonorità si fanno potenti, dal ritmo martellante oltre che in alcuni passi suadenti; davvero “meraviglioso“ il solo del clarinetto che diventa incarnazione della seduzione in questa favola con un finale che non si sa se dire lieto o tragico.
Una grande apertura, con uno sguardo verso tempi più recenti, segnando il passo che per fare una bella stagione si può andare oltre i concerti o alle sinfonie di Beethoven ma anche guardare a tempi più prossimi da grandi risultati.
Per la Gustav Mahler Jugend Orchester grandi applausi, concerto che si conclude con un abbraccio tra i compagni di leggio, come ogni orchestra di tradizione d’oltralpe insegna.

 

©

FOTO fornite dall'Ufficio Stampa dell'Accademia Filarmonica

Collega la pagina al tuo social: