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currentzis 1Merano, 5 settembre 2017, alle Meraner Musik Wochen i Musica Aeterna guidati dal loro vigoroso direttore Theodore Currentzis, un programma che unisce il requiem di Mozart alle musiche di Ligeti e Snittcke.


Visto da Mirko Gragnato

Quando in programma ci sono i Musica Aeterna non si può parlare di un semplice concerto ma di una performance.

La Kursaal è lasciata al buio mentre il coro inizia a cantare nel foyer, un momento di smarrimento, che all’ingresso dei coristi in processione trasporta in un momento liturgico, vicino per intensità e pathos alla veglia di Pasqua.
La Kursaal si trasforma in una basilica a tre navate dove il palcoscenico diventa l’abside dell’altar maggiore dove si compie un rito, il rito del canto.
Il coro si dispone in cerchio e Currentzis ne è il centro, musiche difficili quelle di questa prima parte del programma quasi per addetti ai lavori, avviene un mistero concertistico che lascia il pubblico smarrito.
Il coro è come estatico, concentrato sulla realizzazione dei difficili passi che portano a momenti di tensiva dissonanza: quarte eccedenti, settime, armonie che tengono viva l’attenzione del pubblico in questi sentieri musicali poco battuti, che portano il nome di Ligeti e Snittcke.
Mettiamo da parte il latino della pronuncia restituita che indurisce le orazioni cantate, come il Salve Regina, lasciando magari qualche filologo medievista un po’scocciato, pur tuttavia mostrando un’efficace cura, un lavoro quasi di bulino sull’aspetto delle vocalità: messe di voce, impercettibili pianissimi, effetti sonori generati dal sussurro o dal respiro.
Sembra che Currentzis non voglia comunicare nulla al pubblico, ma tutt’altro, celebrare un mistero comprensibile a pochi, lasciando stordita la sala, complice anche un cambio di programma dell’ultimo momento.
Momenti liturgici davvero, chi va a sentire un concerto di Musica Aeterna non va solo ad ascoltare, ma anche a vedere, giochi di luci, ombre e coreografie arricchiscono come per la recita di un dramma le parti dei coristi, che non solo cantano a memoria ma si muovono sul palcoscenico come attori di un’opera.
Gli applausi timidi, forse perché intontiti da un’ora di musica senza sosta, che immergeva in una dimensione completamente nuova, anche per i più esperti delle stagioni teatrali. La stessa sensazione che poteva provare un contadino del medioevo andando alla messa tutta in latino, spettatore passivo di un’azione che avveniva tra pochi individui isolati nel presbiterio.
Un vero spettacolo che forse per eccezionalità di programma e intensità trova la chiave del successo dei Musica Aeterna e di Theodore Currentzis. currentzis 2
Kursaal gremita per questa prima volta di Currentzis alle Meraner Musikwochen, che l’anno scorso aveva dato forfait a causa di un febbrone, nella seconda parte un programma più classico il requiem di Mozart k. 626.
Gli orchestrali portano gli stessi abiti del coro, lunghe tuniche come i membri di un ordine, riconoscibili dalle vesti indossate, nere come le cocolle dei benedettini.
Tutti in piedi i musicisti, tranne che per i violoncelli.
La cura della parte dei cantanti mostra sempre un livello alto, le entrate delle parti sono curate con minuzia e grande attenzione su tutti gli ingressi delle voci, particolare bellezza la parte del coro maschile all’inizio dell’introitus del Requiem.
Nel Tuba Mirum, il trombone giunto nelle prime file intona le note a memoria per accompagnare la formidabile pienezza del basso Tareq Nazmi voce che il tenore Thomas Cooley non eguaglia per forza acustica, in questo alternarsi delle voci pregevole quella del soprano Julia Lezhneva: leggera e chiara ma di grande presenza vocale, che già nell’introuitus ci aveva incantato con la sua voce angelica.
currentzis 3Grande dolcezza sulle vocalità come nell’Hostias o nel Lacrimosa del solo coro femminile.
Dopo la registrazione del requiem nel 2011, che ha ricevuto ampio appoggio dalla critica, sentire il requiem dal vivo però porta alla luce alcune cose che in registrazione stranamente non si sentono, dove molto prende il coro

La parte dell’orchestra è, e in particolar modo quella degli archi, eseguita con molta secchezza e brevità, i passaggi dei violini sembrano graffi, strappati. Se l’esecuzione è in una vera chiesa dove l’eco della struttura crea un continuum, un dialogo con l’architettura del luogo sacro, questo ha un senso ma in un auditorium dall’acustica pressoché perfetta questo va a ridurre il potere musicale della partitura orchestrale.
Tutta la cura sulla vocalità si perde sull’uso di questa scelta di prassi esecutiva per l’orchestra.
Un personaggio controverso quindi Currentzis, che a fine requiem nonostante timidi applausi fossero iniziati a conclusione del Lux Aeterna, ha tenuto l’orchestra salda, pietrificata, in un momento di stordimento questi applausi vanno a spegnersi ed è allora che finalmente Currentzis lascia la tensione silente per un applauso che ormai perde di significato perché non più figlio delle emozioni provate.
In un periodo storico dove i teatri e le orchestre si aprono al loro pubblico per creare una relazione nuova e più salda, dalla madre russia Theodore Currenztis sembra sia alla ricerca di un pubblico semplice spettatore ed estraneo al mondo che sembra volere sacrale della musica, sono altri i tempi e come diceva Watzlavich padre della scuola della comunicazione "la relazione influenza il contenuto" e se il contenuto è la musica, è importante comunicarlo con coinvolgimento e dialogo.

 

Locandina

MERANER MUSIK WOCHEN 32° - KURSAAL

HILDEGARD VON BINGEN (1098-1179)
O vis aeternitatis

IGOR STRAVINSKY (1882-1971)
Credo

HENRY PURCELL (1659-1695)
I will sing unto the Lord

ALFRED SCHNITTKE (1934-1998)
Hail Mary, full of Grace

HENRY PURCELL (1659-1695)
Remember not, Lord, Our Offences

SERGEJ TANEYEV (1856-1915)
2° movimento dalla cantata “Giovanni di Damasco”

HENRY PURCELL (1659-1695)
Hear my Prayer, O Lord

ALFRED SCHNITTKE (1934-1998)
2° movimento dal “Concerto per coro”

GYÖRGY LIGETI (1923-2006)
Lux Aeterna

KNUT NYSTEDT (1915-2014)
Immortal Bach

 

 

WOLFGANG AMADEUS MOZART (1756-1791)
Requiem KV 626

 

Julia Lezhneva - soprano
Catriona Morison mezzosoprano
Thomas Cooley - tenore
Tareq Nazmi - basso

 

MUSICA AETERNA

Direttore Theodore Currentzis
   


Foto su concessione di Ufficio Stampa

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