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bee 1Verona, 15 agosto 2017. La Sinfonia n. 9 di Ludwig van Beethoven è stata eseguita per la prima volta all’Arena, anche se nel 1975 Maurice Bejart creò un balletto sulla stessa musica e fu rappresentato per tre serate.


Visto da Lukas Franceschini

 

La tradizione del concerto sinfonico era una prassi abbastanza considerata in Arena fino ai primi anni ’80, in seguito del tutto abbandonata. Sarebbe invece auspicabile un recupero di tale tradizione, come sperimentato negli ultimi anni, poiché con oculate scelte potrebbero essere realizzate serate diverse dall’opera e non meno apprezzate dal pubblico.
La Sinfonia n. 9 in re min. Op. 125, per quattro voci soliste e coro, è l’ultima sinfonia del compositore tedesco, e fu composta bee 2a dieci anni di distanza dalla precedente. E’ palese che la composizione appartenga ai vertici espressivi di Beethoven, che in quel periodo creò un mondo nuovo nella composizione spezzando definitivamente le barrire con della tradizione cercando nuovi sbocchi espressivi. Impossibile un parallelo con i lavori precedenti, nella sinfonia gli incisi tematici spesso non hanno un valore melodico autonomo, sono solo un materiale naturale che sta fine se stesso. Rilevante l’inciso ritmico iniziale da cui si erge la costruzione dell’allegro, straordinario per la tematica semplicità. Differentemente alla tradizione il secondo movimento è uno scherzo, nel quale Beethoven trova una delle pagine più bee 3sconvolgenti della struttura formale, con sonorità misteriose o selvagge. Il presto aggredisce per la veemenza degli archi (violoncelli e contrabbassi) con l’inizio della parte solistica cantata, sulle liriche di Schiller, sviluppandosi in un finale che è un tripudio corale e orchestrale. Questo brano segna un’impressionante novità e anche complessità esecutiva, molto ardita per le voci. La sinfonia termina con una grande doppia fuga, vero proprio apogeo della titanica composizione, il cui significato dell’inno di gioia è la fiducia nell’uomo, spesso disattesa.
L’esecuzione veronese era penalizzata da una pessima amplificazione, la quale sappiamo, è necessaria ma con le tecnologie attuali potrebbe essere migliorata, e di molto, poiché già durante i primi tre movimenti (solo orchestrali) il problema era molto evidente nello squilibrio delle diverse componenti strumentali dell’orchestra, rendendosi ancor più palese quando il basso ha intonato la prima frase cantata “O Freunde”, il cui ascolto era palesemente imbarazzante. Tutto questo ha penalizzato bee 4enormemente un’esecuzione che in sé avrebbe potuto avere più rilevanza.
Sul podio abbiamo avuto il maestro Daniel Oren, che oltre alla professionalità sempre dimostrata nella lunga carriera, non è mai stato un direttore tipicamente concertistico ma piuttosto operistico. Tuttavia, non sono mancate intuizioni accattivanti e momenti di buona concertazione, anche se il filo narrativo non sempre era coerente. E dobbiamo aggiungere che forse il momento migliore è stato l’esecuzione dell’ultimo movimento, molto trascinante e con buone dinamiche riprese dei temi, che hanno determinato il successo della serata.
L’Orchestra dell’Arena di Verona è stata volenterosa con buoni risultati, però con il dubbio anche che le prove siano state risicate poiché spesso l’espressione delle singole sezioni non era collimata.
bee 5Molto buona la prova del Coro diretto da Vito Lombardi che si ritaglia un successo tutto meritato.
Nel complesso soddisfacente il quartetto di solisti che schierava una limpida Erika Grimaldi, una collaudata Daniela Barcellona, però un po’ in ombra, uno svettante Saimir Pirgu, e un professionale Ugo Guagliardo, forse il più penalizzato dall’amplificazione, e non sempre preciso nell’intonazione.
Serata trionfale per la risposta del pubblico ma molto discutibile sul piano musicale considerato che la citata amplificazione è stata rafforzata nel finale, il brano più conosciuto, che ha esaltato il non troppo esperto pubblico alla concertistica ma molto numeroso per l’occasione.

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Locandina

FONDAZIONE ARENA DI VERONA - 95° Opera Festival 2017
LUDWIG VAN BEETHOVEN
Sinofnia n. 9 in re min. Op. 125
Orchestra e Coro dell'Arena di Verona
Direttore Daniel Oren
M.o del coro Vito Lombardi

 

Soprano Erika Grimaldi
Mezzosoprano Daniela Barcellona

Tenore

Saimir Pirgu

Baritono

Ugo Guagliardo

  

 

FOTO di Ennevi - Arena di Verona

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