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vespro 1Innsbruck, 11 agosto 2017. Mirabile esecuzione del Vespro della Beata Vergine da concerto SV 206 di Claudio Monteverdi alla Jesuitenkirche per l’Innsbrucker Festwochen der alten Musik 2017.


Visto da Lukas Franceschini

 

Il Festival della città tirolese è una realtà musicale da oltre quarant’anni, esecuzioni peculiari di musica antica e barocca, che quest’anno rende omaggio al compositore italiano Claudio Monteverdi nel 450° anniversario della nascita.
Claudio Monteverdi fu compositore più rappresentativo del ‘600 secolo per aver saputo conciliare i valori del polifonismo e della monodia accompagnata. Fu l'ideatore del dramma in musica che, attraverso diversi stili e scuole, gli sviluppi della tecnica vocale, rimarrà costante nelle sue linee fondamentali fino ai nostri giorni. In particolare si evince il nuovo linguaggio armonico legato alla concezione psicologica delle famiglie strumentali e dei timbri dell'orchestra e soprattutto sua è la capacità di risolvere con chiarezza d’idee e organicità logica i problemi della realizzazione e dell'espressione lirica nel più stretto connubio di musica e poesia.
Il complesso lavoro del Vespro della Beata Vergine, dato alle stampe nel 1610 con dedica al Papa Paolo V, è scritto sopra canti fermi a 6 voci e 6 strumenti, com’è indicato nel titolo della composizione. Esso si compone di dodici parti, alcune non appartenenti al rito liturgico del Vespro per la festa della Beata Vergine, come il Duo Seraphim a 3 voci, l'Audi Coelum a 6 voci e la Sonata sopra Sancta Maria. L'orchestra nella sua forma originale (si deve tener conto delle modifiche subite dagli strumenti dal tempo di Monteverdi a oggi) è costituita da un organo, tre cornetti, due tromboni, un trombone doppio, due e a volte tre viole, un contrabbasso da gamba e in alcune battute del Magnificat da due fifare e due flauti.
Il Vespro è uno dei momenti più alti e solenni della musica religiosa, anche se non di stretta osservanza liturgica, di Monteverdi. In quest'opera la religiosità non si condensa più nella meditazione contrappuntistica tramandata dalla tradizione con la severità della tecnica, vesrpo 2usata nel gioco delle imitazioni e delle sequenze, quasi a trattenere gli impulsi vitali del canto.
In esso il sentimento religioso è vivo e intenso e si configura spesso come una preghiera, un inno alla divinità, concepiti come entità spirituale da cui discende la vita umana in tutte le sue ramificazioni sia profane sia terrene.
L’ascolto rende evidente l'ampio respiro del canto monteverdiano, dagli spaziosi accordi e dai ritmi vivaci rinsaldati e irrobustiti dalla magnificenza corale. Non mancano brani che rispondono a una visione musicale polifonica, continuamente variata nelle coloriture e negli spunti tematici, e in altri un carattere madrigalesco, o sortite virtuosistiche del canto.
Molto particolare è il Magnificat conclusivo del Vespro. Monteverdi scrisse due Magnificat; il primo più denso e sostanzioso per sette voci e strumenti, quali violini, cornetti, viola da braccio e organo, mentre l'altro è per sei voci e solo organo. Entrambi riflettono una grandiosità di concezione corale e dimostrano la forza inventiva e l'originalità creatrice del compositore. Il Magnificat chiude il Vespro in un clima di esaltante grandiosità vocale e strumentale e tra i più indicativi di questa costruzione polifonica che può a tutti gli effetti collocarsi non solo tra i vertici della musica barocca ma di tutti i tempi.
L’ottima realizzazione concertata da Rinaldo Alessandrini, il quale guidava il “suo” complesso Concerto Italiano, è una versione intima e leggera del capolavoro barocco. Pur nella non perfetta acustica che offre una chiesa, il suono è compatto e ricco di pathos, quasi struggente, in bilico tra sacro e profano, ma emerge soprattutto l’alto valore esecutivo dell’ensemble, voci e strumenti. Se al direttore va il plauso dell’esecuzione stilizzata e della concezione armonica della prassi esecutiva, non è da meno il valore dei dieci cantanti, i quali si producono in un canto coeso d’assieme contraddistinto dall’impeccabile sonorità di rilevante ascolto, squisitamente ricercata e colorata, e la perfetta intonazione. Sarebbe ingiusto segnalarli singolarmente ma prove come quelle di Raffaele Giordani e Furio Zanasi sono sicuramente ragguardevoli.
Il gruppo Concerto Italiano è un ottimo ensemble, ormai conosciuto da anni, la cui performance è solamente impeccabile e di raro ascolto su strumenti originali, la cui prova è ancor più ragguardevole per il colore avvincente dato all’esecuzione.

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Locandina

INNSBRUCKER FESTSOCHEN DER ALTEN MUSIK - Edizone 2017
Jesuitenkirche
VESPRO DELLA BEATA VERGINE da Concerto SV 206

Musica di Claudio Monteverdi
CONCERTO ITALIANO
Soprani Monica Piccinini, Anna Simboli
Tenori Valerio Contaldo, Gianluca Ferrarini, Raffaele Giordani, Andres Montilla
Baritoni Marco Scavazza, Furio Zanazi
Bassi matteo Bellotto, Salvo Vitale
Violini Boris Begelman, Laura Corolla
Violoncello Marco Frezzato
Contrabbasso Matteo Coticoni
Zink Doron Sherwin, Bork-Frithjof Smith, Friedericke Otto
Tromboni Ermes Giussani, Mauro Morini, David Yacus
Tiorbe Ugo Di Giovanni, Craig Marchitelli
Organo Francesco Moi
Direttore e Maestro concertatore Rinaldo Alessandrini
  

 

FOTO fornite dall'Ufficio Stampa dell'Innsbrucker Festwochen

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