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swb1Verona, 23 Maggio 2017, al Teatro Ristori si chiude la stagione con un concerto d'eccezione, le prime parti di due tra le più importanti orchestre sul panorama internazionale, i Wiener Philharmoniker e i Berliner Philharmoniker eseguono il sestetto in sol minore di Johannes Brahms e la Verklaerte Nacht di Arnold Schoenberg.

Visto da Mirko Gragnato

I nazionalismi hanno sempre un carattere negativo ma la sensibilità di un tedesco è diversa per carattere ed esperienze da quella di un italiano, quindi chi meglio delle prime parti dei Wiener e dei Berliner Philharmoniker può eseguire musiche di compositori come Brahms, Schoenberg e Strauss?

Per il concerto dello Streichsextett Wien-Berlin molti gli studenti dei conservatori di Verona e dintorni accorsi quasi come groupie per sentire quelle che sono per uno studente di strumento ad arco le star dello strumento, oltre che ovviamente veronesi e abbonati.

Il "capriccio op. 85" di Richard Strauss, ultima opera del compositore, porta il titolo oltre che di capriccio di "conversazione in musica" aprire il programma con questo pezzo quindi dimostra fin da subito la voglia di coinvolgere e aprire ad un dialogo con il pubblico.
In programma il preludio per sestetto dove Violino e violoncello dialogano su un tappeto di note lunghe e il tema passa come un ricamo da strumento a strumento.
Un pezzo ricco di trasporto e tensione che dalle scalette tremolate portano ai momenti di note acute del cello oppure ai passaggi a quintine e terzine che lasciano quella strana sensazione di spaesamento ritmico, così come le terzine in contrattempo che lasciano intendere un qualcosa di sospeso.
il tutto tempestato dall'andamento di slancio che dall'inizio con il tema del primo violino ci spinge per tutto il pezzo.

Così si aprono le danze, che nell'opera di un atto di Strauss seguono proprio il preludio, mentre si passa alle celebrazioni di ricorrenze con il sestetto n. 2 in Sol minore si rende onore ai 120 anni dalla morte del compositore tedesco Johannes Brahms, nonché i 150 anni dalla prima esecuzione a Vienna del sestetto.
È la viola che con un ostinato apre l'allegro ma non troppo e il primo violino si apre la strada con discrete note filate e armonici, a mezza voce dice la parte.
Ai legati in acuto dei violini si alternalo le scalette discendenti di viole e violoncelli.swb
Il movimento forse più bello resta però il secondo, con lo scherzo giocoso, dove in tempo binario i violoncelli infiorettano la parte di pizzicati e viole e violini giocano su accenti e colori di froti e piano arricchendo il semplice movimento in due di sfumature e slancio.

A Brahms segue poi la Notte Trasfigurata di Arnold Schoenberg, un pezzo ispirato ad un testo poetico di Richard Dehmel che ai più forse non dirà molto, ma all'epoca era uno scrittore molto sentito dai suoi contemporanei, basti pensare che Thomas Mann gli invio i suoi primi lavori ricevendo da Dehmel incoraggiamento a continuare.
Il testo preso dalla raccolta di Dehmen "Weib und Mad" ( donna e mondo) tratta un argomento attualissimo anche oggi: una ragazza desiderosa di divenire madre, perse le speranze di trovare il compagno della vita, sceglie uno sconosciuto per concepire un figlio, ma poco dopo si innamora e il figlio di un uomo sconosciuto che giace nel grembo della donna si trasfigura in una notte come frutto dell'amore dei due innamorati; un argomento toccante e profondo.

ecco qui un estratto tradotto dal tedesco fatta da Diego Valeri

"La creatura da te concepita
non pesi sul tuo cuore; oh, guarda come
luminoso risplende l'universo;
qui tutto è nella luce. Tu cammini
con me nel freddo mare, ma una fiamma
in me da te, in te da me, si spande,
che il bimbo estraneo trasfigurerà."

Il Sehr Langsam che apre questa che è la prima vera opera matura di Schoenberg, non poteva essere eseguita in modo migliore.

Il suono del violino e della viola dei Wiener e dal quartetto delle prima parti dei Berliner è un suono curato, ogni nota non è mai sola, il suono è un continuo senza mai interrompersi, anche le pause sono pregne di musica.
Un fraseggio che impeccabile è dire poco, e nonostante di orchestre diverse e potremmo dire anche in competizione, per l'olimpo delle grandi orchestre, tra tutti i musicisti c'è un feeling speciale una connessione musicale spaventosa, musicisti a tutto tondo come il loro splendido suono.
Una trasfigurazione musicale di questa notte che ha chiuso il programma della serata.
Ma il vero momento estatico è stato con il bis, dopo i calorosi applausi del pubblico, nonostante uno dei due violini dovesse correre a prendere un treno poco dopo, i musicisti hanno eseguito un andante di Mozart che ha acquietato le emozioni risvegliate da Schoenberg

Purtroppo il teatro non ha fatto il tutto esaurito per questo strabiliante concerto, colpevole forse una scarsa sensibilità della città alla musica da camera e la coincidenza con l'opera in filarmonico di sicuro non ha giovato.
Ancora una volta però il Teatro Ristori si è mostrato di essere un teatro di alto livello, all'altezza di programmi di città come Milano, Torino o Venezia.
Credo che le energie spese in questo senso diano lustro sempre più alla città in un momento che per la cultura soffre profondamente, il teatro Ristori su questo si mostra oltre che luogo di cultura anche sensibile, i biglietti a prezzi accessibili fanno si che chiunque possa beneficiare della cultura.

 

Rainer Honeck – violino
Romano Tommasini – violino
Herbert Kefer – viola
Wolfgang Talirz – viola
Olaf Maninger – violoncello
Knut Weber – violoncello

 

            PROGRAMMA

 

- Richard Strauss (1864 – 1949)

Preludio dall’opera Capriccio op.85 
per sestetto d’archi

 

-Johannes Brahms (1833 – 1897)

Sestetto n. 2 in sol maggiore per archi, op. 36
Allegro non troppo Scherzo.
Allegro non troppo
Poco Adagio
Poco Allegro

 

- Arnold Schönberg (1874 – 1951)
Verklärte Nacht op.4
Molto lento
Più mosso
Furioso, appassionato
Molto disteso e lento

 

 

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