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mingardo14 maggio 2017, Verona, L'ultima data della stagione Barocca al Teatro Ristori si conclude con un concerto dedicato alle arie barocche di Vivaldi, Haendel e per le celebrazione del 450° anniversario anche di Monteverdi. Le voci soliste sono quelle di due giovani soprani Lucia Cortese e Martina Loi affiancate dal famoso contralto Sara Mingardo le accompagna il Ristori Baroque Ensemble.

Visto da Mirko Gragnato

La direzione artistica di Alberto Martini ha proposto per la prima volta al pubblico veronese una stagione dedicata al Barocco, il Ristori quest'anno più degli altri anni ha proposto una varietà di iniziative e serate dalla musica del '600 al Jazz, dalle lezioni concerto alla danza, una tavolozza variopinta di proposte e sfumature.

Il pubblico veronese non era certo abituato a confrontarsi con una quantità e una qualità di offerta così alta, ma il teatro sembra sempre più animato di pubblico e di giovani, diventando oltre che un luogo di performance artistiche anche un luogo d'incontro.mingardo3

Ad apertura e chiusura di questo concerto, due pezzi del cerimoniere di quest'anno, Monteverdi.
In questo programma, che è un percorso di arie del '600, accanto ad una stella della vocalità barocca, come Sara Mingardo, due giovani voci dal curriculum accademico di alto livello: Martina Loi e Lucia Cortese.
Le due soprano, con "La Romanesca" di Monteverdi "Ohimè dov'è il mio ben" aprono questo concerto, voci un po' tiepide e con qualche incertezza, ma che nel corso della serata si sono rese più salde e piene.
Martina Loi con l'aria "Lascia ch'io pianga" dall'opera Rinaldo ha mostrato una vocalità pesata, con una messa di voce che accompagnava il fraseggio, aria famosissima e per questo terreno non facile. Lucia Cortese ne "Non ti lusinghi crudeltade" dal Tito Manlio di Vivaldi ha mostrato tutte le sue doti canore, trovando piena sintonia nel solo d'oboe barocco di Paolo Grazzi, il timbro della voce e dello strumento ad ancia erano un tutt'uno, un eco di impasto timbrico costruito alla perfezione, oltre alle abilità e leggerezza della voce nei passaggi verso l'acuto della Cortese.

E con questa sera, dopo molti ensemble ospiti, si presenta il Ristori Baroque Ensemble: un gruppo composto da vari musicisti provenienti da "i Virtuosi Italiani" ma anche da altri valevoli gruppi musicali specializzati nel barocco come Ensemble Zefiro, il maestro di concerto è al violino Alberto Martini.
Questa formazione orchestrale ha manifestato di eseguire la musica barocca con una cura e un'intesa rari, più che di altri famosi e quotati ensemble barocchi.

Alle varie "Arie" per dare anche spazio alla parte strumentale si è inframezzata la suite per tromba e orchestra HWV 341 di Haendel, con alla tromba naturale Gabriele Cassone, l'ouverture è una citazione dalla suite in Re "Water Music" che ha dato a questa suite il nome di Water Piece.
Nel lascia ch'io pianga o nella suite per tromba ottima intensa e relazione tra tutti gli strumentisti, la guida di Martini è stata magistrale, portando i pezzi ad un stato più emotivo e coinvolto.
Gabriele Cassone ha suonato con chiarezza e con piena continuità di timbro e intenzione, nonostante le difficoltà dello strumento naturale.

mingardoSara Mingardo la stella di questa serata ha superato ogni aspettativa, con la sua voce chiara che disattende il timbro del contralto ma che lo arricchisce con un colore unico; nei duetti con le giovani cantanti non ha mai prevaricato sulle voci più giovani, ma intesseva con esse un equilibrio e un'intesa ricercata, non lasciata al caso.
Nei pezzi a solo come " Or la tromba" o il "voglio di vita uscir" dal Rinaldo il pubblico le ha tributato fortissimi applausi, concedendo al pubblico l'aria " Ombra mai fu" dal Serse di Vivaldi, scatenando un scoppio di applausi fragorosi, il teatro non era sold out ma il calore del pubblico valeva per due teatri.
Un successo per le voci e gli strumentisti ma anche e soprattutto per la direzione artistica del teatro che è riuscita a realizzare una prima stagione barocca a Verona, un esperimento riuscitissimo che speriamo abbiamo una sua continuità.

 

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