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 marco_caselli_nirmal_w036_27128 Febbraio 2017. Ferrara - per l'anno nel quale cade la celebrazione del 450 anniversario della nascita di Monteverdi al Teatro Comunale si dà il Vespro della Beata Vergine con il Concerto Italiano diretto da Rinaldo Alessandrini.

Visto da Mirko Gragnato

La Sanctissime Virgini Missa Senis vocibus pluribus decantandae, cum nonnulis sacris Concentibusm ad sacella sive principum cubicula accommodata, questo il titolo esteso dell'altrimenti detto Vespro della Beata Vergine, che viene dato alle stampe nel 1610 dall'editore veneziano Ricciardo Amadino, ma più che per Venezia il frutto della composizione Monteverdiana vede la dedica al sommo Pontefice Paolo V.

Monteverdi dopo la perdita delle moglie va a Roma, non solo per affidare al seminario romano nelle mani dei gesuiti il figlio Francesco, ma anche per mostrare al Papa le proprie virtù compositive e magari trovare in principe della chiesa un nuovo patrono.
Paolo V era stato in visita Mantova solo pochi mesi dopo la prima esecuzione dell'Orfeo e probabilmente la toccata iniziale che ricalca l'apertura dell'opera vuole attingere a qualcosa che probabilmente era già stato apprezzato. marco_caselli_nirmal_w036_219
Certo il tito ad sacella sive principum cubicula accommodata è segno del fatto che i lvespro era pensato non solo per il beatissimo padre, ma anche per quel prinicpe ducale che aveva dato già autorevoli incarichi al compositore cremonese.
Un pezzo versatile che grazie alle varie parti attinte dal magnificat, altre dalla messa dell'epifania come il duo seraphim rendono la composizione adattabile a qualsiasi celebrazione mariana, ma non solo.
L'istituzione di un nuovo ordine cavalleresco a Matonva come l'ordine del redentore, che voleva ispirarsi e superare per importanza l'ordine del toson ha visto infatti la prima esecuzione del vespro nella chiesa del Leon Battista Alberti dedicata a Sant'Andrea come proprio allo stesso sant'andrea fosse intitolato l'ordine del Toson d'oro.
Claudio Monteverdi con la composizione del vespro mostra non solo di essere abile compositore, che riarrangia temi già visti, e sviluppandone di nuovi, ma anche di saper svolgere un'azione che oggi chiameremo di Marketing.

Il vespro però sin dalla sua prima esecuzione richiede forse un luogo adatta alla sua esecuzione e cioè una chiesa, eseguirne la complessa partitura in un teatro, smorza i toni e i giochi di risonanze ed echi che probabilmente Monteverdi aveva ben pensato per un'esecuzione non solo nel sacello del principe ma soprattutto nella navata di una chiesa.

Il teatro comunale per quanto come ci insegna l'esperienza di Abbado abbia un'ottima acustica forse si presta poco a questo tipo di repertorio, soprattutto pensando che a pochi passi sotto i portici si può giungere alla chiesa cattedrale di Ferrara.

Il Concerto Italiano infatti sebbene abbia mostrato ottima cura nella parte strumentale, tra gli esecutori pure Doron Scherwin, nativo di Hollywood ma cornettista usuale dell'english Baroque Orchestra guidata da Gardiner; nella parte vocale ha mostrato delle fragilità, forse dovute ad un acustica troppo delicata che lasciava poco sostegno alle voci dei cantanti in parti reali.
Il tenore Gianluca Ferrarini, mostra di non essere in serata non riuscendo con precisione e cura a seguire la sua parte cantata, specialmente nel duo seraphin.
Raffaele Giordani a cui è affidata l'antifona iniziale Domine ad adjuvandum me si mostra poco sicuro all'inizio ma poi estrae un timbro più solido e convinto per il resto del Vespro.

I due soprani Francesca Cassinari e Anna Simboli hanno voci troppo flautate, senza il riverbero della chiesa l'acustica del teatro di certo non le aiuta.
la sezione dei Baritoni e dei Bassi composta da Mauro Borgioni, Marco Scavazza e Salvatore Vitale e Matteo Bellotto invece si mostra colonna portante di solida vocalità di tutto l'ensemble vocale.
Un prima parte che si mostra fragile, soprattutto il "duo seraphim" che nel fugato di rapide biscrome è poco preciso e un po' buttato, senza una piena consapevolezza della parte, un canto superficiale e poco approfondito, la secchezza del teatro in questo ha esposto troppo le voci.

 marco_caselli_nirmal_w036_473La seconda parte invece con meno parti di solo e maggior forza corale invece ha dato un buon risultato.
Del direttore Rinaldo Alessandrini si può dire che sa quello che vuole ma resta troppo concentrato sulla partitura senza cogliere forse le reali esigenze dei cantanti o almeno dando questa impressione, mostrando una gestualità poco comunicativa ma intensa nelle intenzioni.

Hymnus e Magnificat risultato come il gran ripieno dell'organo dando valore a tutta l'esecuzione.

In tutta l'esecuzione ottima la parte strumentale, gran pregio ai trombonisti Mauro Morini, Ermes Giussani e David Yacus che con strumenti naturali e di difficile apprroccio non hanno mancato di precisione e di dinamico colore. Le due tiorbe poste a chiusura dell'emiciclo vocale a ridoss odella platea forse erano mal esposte dovendo sempre fare i conti con l'acustica per nulla accomodante del teatro andando a perdersi le fioritture arpeggiate dei pizzicati, che per essere apprezzate richiedevano di tender molto l'orecchio.
Così come il già citato Sherwin, per il quale Monteverdi è pane quotidinao e Josue Melendez e Gawain Glenton che con lui complertano la fantastica sezione dei cornetti.

Il pubblico ha tributo, nonostante gli affanni della prima parte,  abbondanti applausi ottenendo un bis del Magnificat finale.

Locandina

Teatro Comunale Claudio Abbado - Stagione FerraraMusica2016 /2017
VESPRO DELLA BEATA VERGINE

Musica di Claudio Monteverdi
Interpreti:
Soprani

Francesca Cassinari

Anna simboli

Tenori

Valerio Contaldo

Gianluca Ferrarini

Raffaele Giordani

Baritoni

Mauro Borgioni

Marco Scavazza

Bassi

Salvatore Vitale

Matteo Bellotto

Violini

Nicholas Robinson

Antonio de Secondi

Violoncello Marco Ceccato
Contrabbasso Matteo Coticoni
Cornetti

Josue Melendez

Gawain Glenton

Doron Sherwin

Tromboni

Mauro Morini

ermes Giussani

David Yacus

Tiorbe Craig Marchitelli
Ugo di gGovanni 
Organo Francesco Moi

Concerto Italiano

Direttore Rinaldo Alessandrini
  

 

FOTO DI MARCO CASELLI NIRMA su concessione del Teatro Comunale

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