Login

mitsuko 1

Treviso, 21 febbraio 2017. Al teatro comunale, una tra le due date italiane che vede la Mahler Chamber Orchestra accompagnare Mitsuko Uchida nei concerti di Mozart, prima di andare a eseguire il programma nel teatro più moderno al mondo l'ELB Theater di Amburgo recentemente inaugurato.

Un concerto molto atteso a Treviso, teatro sold out, e fin da due ore prima una fila di persone aspettava speranzosa di trovare qualche biglietto last minute. Seconda delle due date italiane della tournée che ha visto in Italia Mitsuko Uchida e Mahler Chamber Orchestra, il concerto avvenuto solo domenica 19 a Perugia come prima tappa italiana del tour si chiude con Treviso. Un teatro assiepato di persone, in programma il divertimento per archi di Bártok, il concerto 12 e 25 per pianoforte e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart.
Abbiamo già scritto più volte della Mahler Chamber Orchestra, un ensemble dinamico e affiatato, un gruppo di musicisti dove Abbado ha lasciato il segno indelebile facendo sì che questi ensemble continui a portare avanti il senso musicale del maestro scomparso.
Nel divertimento per archi di Béla Bártok a condurre l'orchestra è lo stesso primo violino, una costruzione quella di questo divertimento che nonostante sia frutto della metà del XX secolo richiama la struttura barocca del concerto grosso, nell'alternarsi dell'orchestra e il concertino, formato dalle prime parti di ogni sezione.
Questa similitudine rococò s’intreccia con una musicalità dal sapore ungherese: nei tre movimenti gli archi della MCO si muovono tra questo sapore di canto popolare, con repentini cambi di ritmo, e abili effetti acustici. Ritmicamente trascinante la parte del solo del primo violino, anche se forse con una piccola scivolata sulle note acute.
Sublime la sonorità del secondo movimento, dove gli strumenti ovattati dalle sordine e dal suono filato degli armonici creano un'atmosfera mitsuko 2acustica dal sapore trascendentale che la MCO non ha mancato di realizzare. Per capire il valore musicale dei concerti di Mozart si deve considerare la prolifica produzione di concerti che furono scritti per uno strumento neo nato, e che faceva la sua comparsa da poco. L'intento di Mozart nello sperimentare le possibilità di questo nuovo prodotto della tecnica e dell'acustica si legge anche in una lettera che egli inviò al padre "che anche i non intenditori restino contenti, pur senza sapere il perché" datata 28 dicembre 1782.
Grande aspettativa per i concerti per pianoforte di Mozart, nonostante un pianoforte Steinway con le sonorità basse un po' ovattate, Mitsuko Uchida è riuscita ottimamente nell'esecuzione dei due concerti.
Una gestualità nella direzione che conduceva la MCO poco approfondita; nel ruolo di direttore la musicista giapponese non rende qualitativamente come il risultato alla tastiera del pianoforte. Una ricercata e approfondita lettura della parte alla quale però manca un’approfondita lettura della partitura d'orchestra, restando però un'esecuzione magistrale essendo accompagnata dalla compagine della MCO, che ha già dato prova di riuscire ottimamente anche se lasciata senza direttore, infatti, qualche attacco, qualche accenno, molta gestualità sui segnali dei colori musicali, questi i gesti principali di Mitsuko Uchida ovviamente più impegnata nel rapporto con lo strumento.
Alla tastiera la pianista giapponese ha dato un'interpretazione molto intima dei concerti, con un tocco molto controllato e un suono molto delicato, il tutto condotto con fluidità e naturalezza. La cosa che da di più delle abilità pianistiche di Mitsuko Uchida è il suo fraseggio, il modo in cui soprattutto nel dialogo con l'orchestra riesce a trovare un ottimo equilibrio, mentre nella cadenza la sospensione del tempo le permette di ottenere con colori di crescendo e diminuendo un’ottima tavolozza delle sfumature musicali.
Di gran pregio l'andante del concerto n 12 k 414 che ha una dolce e affettuosa introduzione dell'orchestra arricchita da degli accentati ingressi di corno e dai fioriti trilli in crescendo degli archi che, in uno sfumato diminuendo, preparano l'ingresso di lunghe note del pianoforte dove una melodia quasi romantica viene eseguita dalla mano destra. Il fraseggio di Mitsuko Uchida qui permette di godere con ampio respiro della mitsuko 3tenuta emotiva della musica mozartiana, in un'espressività quasi religiosa che muta, nel giocoso e dalle tonalità ombrate dell'allegretto, in un continuo scambio di botta e risposta tra orchestra e pianoforte.
Nel concerto K. 451 in do maggiore n. 25 ha molto in comune con la sinfonia "Jupiter", e non si parla in questo caso solo della tonalità.
Alla bellissima e grandiosa introduzione orchestrale dell'allegro maestoso, in cui il pregiato ingresso dei legni si alterna ai fortissimi all'unisono di percussioni e archi e agli ingressi in contrattempo dei violini. Lo strumento solista entra in punta di piedi con dei terzinati della sola mano destra: la delicatezza nel tocco di Mitsuko Uchida è perfetta in questo momento, dando poi molta più solidità agli accordi in forte che si alternano ai legni. I ribattuti che costellano tutta la partitura danno uno slancio ritmico divenendo motore propulsivo del movimento.
Nel momento del solo la Uchida riesce a eseguire le nuvole di semicrome in un elegante legato portando poi al momento del solo il cambio delle tonalità, in cui la sonorità si ombreggia, il pianissimo legato degli archi sfuma nell’ingresso flebile ma sempre concreto dei legni della Mahler Chamber Orchestra. Bellissimo il colore e l'equilibro che pianista e orchestra instaurano nell'andante.
Il teatro Comunale "Mario del Monaco" per la stagione concertistica richiama artisti di altissimo spessore, essersi aggiudicati un’artista come Mitsuko Uchida e la Mahler Chamber orchestra dimostra l'impegno culturale di una città che non si arrende alla vicinanza con Venezia ma che mantiene un impegno artistico di spessore e rilievo.

 

 

Pianista e direttore: Mitsuko Uchida
Mahler Chamber Orchestra
Primo violino e direttore: Matthew Truscott

 

Programma:
Béla Bártok:
Divertimento per archi, BB 118, SZ 113
Wolfgang Amadeus Mozart:
Concerto per pianoforte n. 12 in la maggiore, K 414
Concerto per pianoforte n. 25 in do maggiore, K 503

 

 

FOTO fornite dall'Ufficio Stampa del Teatro Comuanle di Treviso

Collega la pagina al tuo social: