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ROYAL LIVERPOOL PHILARMONIC ORCHESTRA VASILY PETRENKO KIAN SOLTANI

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rlpo2Brescia. 13 Febbraio 2017. un programma che raramente si trova nelle stagioni dei teatri in una speciale esecuzione: autori inglesi come Britten ed Elgar e di un autore russo come Rachmaninov; letti e interpretati dalla più antica orchestra sinfonica inglese la Royal Liverpool Philarmonic Orchestra con la direzione di un giovane russo Vasily Petrenko e il violoncello solo di Kian Soltani.

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{tab title=Visto da Mirko Gragnato}

L'opera "Peter grimes", scritta da Benjamin Britten e diretta in prima assoluta da Leonard Bernstein sono uno dei capolavori del '900, ad oggi molti premi oscar per la miglior colonna sonora sono parecchio debitori alla musica di Britten.
Un'opera che racconta la difficile vita di un villaggio della costa inglese, dei drammi e delle gioie dei marinai in un rapporto simbiontico di vita e di morte con il mare.
A cadenzare i tre atti di questo capolavoro vi sono i Quattro Interludi Marini : Pezzi bellissimi che però poco si vedono nei programmi di sala dei teatri italiani, Brescia si dimostra ancora una città che della cultura si fa esperta e abile divulgatrice.
Nel più bello dei quattro, Moonlight ( chiaro di luna ) il movimento del mare, il lento e inesorabile cadenzare delle onde, è evocato dalle lunghe arcate degli archi in un crescendo di intensità.
rlpo1A queste note Britten aggiunge un contrappunto di note dei fiati, che arricchiscono questa massa sonora di vita, come i guizzi dei pesci che saltano fuori dalla superficie.
Un mondo marino che la Royal Liverpool Philarmonic Orchestra ha reso magicamente inondando di una forza acustica il teatro e trascinando il pubblico in questo mare di note guidate dal timoniere russo Vasily Petrenko, un gesto preciso e contenuto, pochi movimenti ma esaustivi.
Un giovane che sa come tenere la barra dritta della sua orchestra, così come il capitano sa guidare la sua nave sia in porti sicuro che in mari agitati.
Dopo il mare nel cuore si passa ad un altro autore inglese, Sir Edward Elgar, con il concerto per violoncello e orchestra in Mi minore.
Il solista è Kian Soltani, giovane violoncellista austriaco-persiano, due imperi nel dna - soli 25 anni e già vincitore di molti concorsi tra cui il Paulo Cello di Helsinki - ha dato una lettura del concerto di Elgar molto intima, mai urlata, per quello che spesso è un concerto che spinge all'"Heavy Metal".

Un suono rotondo e ben studiato in una ricerca di equilibri e dinamicità, già dal solo che apre il concerto si palesa la sua intenzione di un violoncello dal suono profondo, che trova nell'orchestra guidata da Petrenko piena sintonia sia nel tappeto armonico delle viole dell'inizio sia allo scoppiare in fortissimo dell'orchestra.
Dai passaggi con l'arco e agli accordi arpeggiati Soltani mostra di aver fatto propria la partitura del concerto e di conoscerlo magistralmente, riuscendo ad aggiungere alle doti tecniche la sua lettura ed interpretazione: nella ricerca del giusto suono, che forse ha reso un po' troppo delicate le sonorità dello strumento che la RLPO non ha mai soffocato, stando sempre in equilibrio con il solista.
Il violoncellista tributato di fragorosi applausi ha concesso ben due bis "Persian Fire dance", un pezzo dal sapore orientale dove agilità e abilità violoncellistiche la fanno da padrone, e poi un marcia di Prokof'ev.
Nonostante in teatro fossero state già riaccese le luci nel pubblico nessuno ha lasciato il posto per godere dei bis.
Kian Soltani, violoncellista scelto dallo stesso Baremboim per l'esecuzione del triplo concerto di Beethoven si è dimostrato tanto giovane quanto un vero musicista.

A chiusura del concerto le danze sinfoniche di Rachmaninov, l'ultima composizione del compositore russo dopo la quale il compositore non scrisse più nulla, il suo testamento musicale.
Certo sentire gli inglesi suonati dagli inglesi ha il suo perché ed anche sentire i russi diretti dai russi.
Un'esecuzione magistrale, i fiati di questa orchestra sono veramente pregevoli, e se negli interludi di Britten avevano già dato prova delle loro abilità, qui salta fuori tutta la loro perizia.rlpo3
L'aggressività ritmica del primo non allegro è guidata da Petrenko con un dinamismo che passa dalle chiamate dei fortissimi ai pianissimi senza indugi, con sicurezza, nell'alternanza dei legni, accompagnati dall'ostinato degli archi e nelle entrate delle percussioni.
Nel secondo "a tempo di valse", gli ottoni governano con un tema languido e nostalgico, quasi a danse macabre, un lamento romantico.
Nella terza danza i fortissimi con i vorticosi colpi di gong chiudono il concerto della Royal Liverpool Philarmonic Orchestra al teatro Grande di Brescia.

Scrosci di applausi, nonostante posti liberi in platea e molti palchi vuoti ma con il loggione esaurito.

Una città che nonostante il lunedì sera non ha mancato di venire a teatro per godere di un formidabile concerto.

Brescia tiene ancora testa alla vicinanza con la Scala, invitando prestigiose orchestre e valentissimi solisti.

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TEATRO GRANDE 

Quattro interludi marini da "Peter Grimes"

 

Dawn - Lento e Tranquillo

Sunday morning - Allegro spiritoso

Moonlight - Andante comodo e rubato

Storm - Presto con fuoco

Benjamin Britten 


Concerto per violoncello e orchestra in Mi minore Op. 85

 Sir Edward Elgar


Danze Sinfoniche op.45

Non allegro

Andante con moto ( Tempo di Valse )
Lento assai- allegro vivace 

Segej Rarchmaninov

ROYAL LIVERPOOL PHILARMONIC ORCHESTRA

Direttore Vasily Petrenko
violoncello solista Kian Soltani
  

 

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FOTO DI UMBERTO FAVRETTO