Login

 

vr locVerona, 4 dicembre 2016. Il concerto Lirico-Vocale dell'Associazione Verona Lirica in occasione dell'ultimo appuntamento di dicembre si è svolto con la partecipazione dell'Orchestra della Fondazione Arena di Verona diretta da Francesco Ommassini. Il concerto, oltre ad essere benefico a favore del C.A.R.S. Centro Accoglienza Recupero Sociale, era dedicato al soprano Daniela Dessì, recentemente scomparsa.

{tabs type=tabs}
{tab title=Visto da Lukas Franceschini}

 

Importante per la città la presenza dell’Orchestra dell’Arena, la quale faceva la usa prima apparizione dopo la sospensione forzata di due mesi voluta dal commissario Fuortes, soluzione tragica ma necessaria per tentare di salvare i bilanci dell’Arena gravemente vr 2compromessi.
Il programma è stato aperto dalla rarissima esecuzione, per Verona, del Preludio atto I e Morta di Isotta (solo orchestrale) da “Tristan und Isolde” di Richard Wagner nel quale il complesso areniano ha espresso un'ottima professionalità soprattutto nel settore archi e fiati guidati con mano intimistica e calibrata dal direttore Ommassini. In seguito il giovane maestro ha concertato con piglio deciso e una linea giustamente in bilico tra lirismo e pennellate di scapigliatura l'Intermezzo da "L'amico Fritz" di Pietro Mascagni e una mirabile esecuzione della Sinfonia da "I vespri siciliani" di Giuseppe Verdi in una lettura molto sostenuta con ritmo "risorgimentale" eseguita con grande slancio e professionalità dall’orchestra.
Di grande classe e levatura il quartetto di cantanti protagonista della serata.
vr 3Il baritono Giovanni Meoni è stato un autorevole interprete di Jago nel monologo "Credo in due crudel" dal II atto di Otello di Verdi, cui è seguita una bellissima esecuzione del verdiano duetto Conte-Leonora da "Il Trovatore" nel quale il baritono e il soprano Hui He hanno trovato accenti e fraseggio molto rilevanti in un canto stilizzato e duttile. Peculiarità che sono state confermate in "Eri tu" da Un ballo in maschera, nel quale Meoni ha sfoggiato classe, interpretazione, e accenti morbidi da autentico baritono verdiano.
Il mezzosoprano Rossana Rinaldi ha eseguito un'aria e a lei particolarmente cara "Mon coeur s'ouvre a ta voix" da Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns offrendo un’interpretazione molto stilizzata e partecipe. Dopo, ha espresso veemenza e grande teatralità nell'aria "O mio Fernando... Scritto in ciel", da La Favorita di Gaetano Donizetti, con buon dominio del settore acuto, concludendo il concerto con il duetto Amneris-Radames "Già i sacerdoti adunansi" da Aida, assieme a Fabio Armiliato, nel quale i due artisti hanno interpretato i rispettivi ruoli con grande partecipazione e giusta espressione d’accenti.
Gradito ospite della serata è stato il tenore Fabio Armiliato, compagno della signora Dessì, che ha cantato un’ispiratissima "E lucevan le stesse" da Tosca di Giacomo Puccini, sfoggiando bellissime mezzevoci e un sensuale colore d'accento, ricevendo una meritata ovazione. Ha dimostrato inoltre grande temperamento e sentita partecipazione in "Vesti la giubba” da Pagliacci di Ruggero Leoncavallo.vr 3
Il soprano Hui He ha giocato la fortunata carta di Tosca in un "Vissi d'arte" di alto livello, sfumato e di forte impatto emotivo, fornendo poi particolare intensità e abbandoni lirici all'aria "Ebben ne andrò lontana" da La Wally di Alfredo Catalani.
Al termine un bis travolgente: la Sinfonia da “La forza del destino” di Verdi diretta superbamente da Francesco Ommassini con una ancora una volta strepitosa orchestra dell'Arena di Verona, che fornito prova di assoluta preparazione e professionalità.
Teatro gremito in ogni ordine, trionfali e prolungati applausi alla conclusione del bellissimo concerto.

Collega la pagina al tuo social: