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ommassini 1Verona, 28 settembre 2016. Ospite dell'Accademia Filarmonica è stata anche l'Orchestra della Fondazione Arena diretta da Francesco Ommassini e con la partecipazione del pianista canadese Jan Lisiecki.


Visto da Lukas Franceschini

 

Questo invito è stato molto importante per l'Orchestra, poiché la grave crisi (non musicale) in corso ha sicuramente abbattuto il morale dei professori.
Il programma comprendeva la sinfonia dall'opera Il turco in Italia di Gioachino Rossini, il Concerto per pianoforte n.1 di Fryderyk ommassini 2Chopin, e la Sinfonia n. 4 di Piotr Ilic Cajkovskij.
Il turco in Italia fu rappresentato alla Scala nel 1814 ma fu sonoramente contestato poiché si credeva una scopiazzatura al contrario de L'italiana in Algeri invece, l'opera vive di una drammaturgia molto più raffinata e sottile che non fu capita dai milanesi. Dopo qualche anno l’opera cadde nell’oblio fino al 1950 quando fu ripresa al Teatro Eliseo di Roma con Maria Callas e Sesto Bruscantini, iniziando un cammino che dopo l’edizione critica, lo vede oggi molto rappresentato. Chopin è il compositore per pianoforte per antonomasia, con Liszt fu l’iniziatore della scuola pianistica romantica. Avvicinandosi all’orchestra, di rado, la trattò solo come uno strumento di accompagnamento al pianoforte, il quale resta sempre il protagonista. Il concerto n. 1 in mi min. Op. 11, dedicato al concertista Friedrich Kalkbrenner, è identificato ommassini 3nel segno del virtuosismo brillante però accomunato a uno slancio melodico. Considerato uno spartito di altra poesia e satura espressione, lascia allo strumento solita un espressivo virtuosismo ispirato alla viva melodia. La Sinfonia n. 4 in fa min. Op. 36 (1877) di Cajkovskij fu dedicata a Nadiezda von Meck, la ricca mecenate che permise al compositore di lavorare e sopravvivere. Tra le più popolari sinfonie del maestro russo è anche spontaneamente ispirata al mondo della musica russa romantica di tardo ottocento. Potremo anche definirla autobiografica poiché nell’introduzione contiene il germe di tutta la sinfonia rappresentato dal destino che ostacola la felicità, una sorta di spada di Damocle che pesa e avvelena l’anima, alla quale bisogna assoggettarsi. Melanconico al crepuscolo il secondo movimento, mentre il terzo è un arabesco capriccioso. Il quarto tempo è un affresco di una festa popolare, nella quale ci si dimentica del destino, che instancabilmente riappare uscito dal caos, segnando però un finale ottimistico, aspetto raro nel pessimismo esistenziale di Cajkovskij.
L’orchestra dell’Arena era in ottima forma e l’ha dimostrato già nella non popolare Sinfonia del Turco, cui il direttore da un tocco di brillante vivace ma non troppo, appropriato. Nel Concerto di Chopin abbiamo avuto la piacevole presenza di Jan Lisiecki, giovanissimo pianista canadese, che sfodera tutta la sua eleganza e la capacità virtuosistica necessaria. Un’interpretazione luminosa che oltre alla tecnica precisa imprime un fraseggio brillante e romantico che colpiscono per la giovane età di Lisiecki, ommassini 5cui non manca nulla della base, col tempo verranno, anche se l’impostazione generale mancava di qualcosa di più personale, ma che sicuramente verrà, anche in considerazione dell’ottimo supporto che Ommassini e l’orchestra dell’Arena gli rendono, ma pare che lui segua solamente la sua strada, una strada fiorita, in parte abbagliante ma percorsa in solitaria.
Il meglio lo abbiamo ascoltato nella seconda parte quando è possibile parlare di un’esecuzione stupefacente da parte dell’orchestra e una concertazione di assoluto rilievo da parte del direttore. Nella Sinfonia n. 4 di Cajkovskij, Francesco Ommassini segna un tempo spedito, energico ma rotondo e rifinito calibrando benissimo il romanticismo tenuto sempre in considerazione come filo conduttore. Magistrale lo scherzo (pizzicato) tenuto su un lieve e ammaliante equilibrio emozionante. Compatto, preciso tutto fuoco il finale, perfettamente equilibrato in tutte le sezioni orchestrali, le quali sono state messe in luce dal direttore in un quadro che parafrasa un dipinto di Goya, tanti elementi, nessuno a caso tutto perfettamente pensato e realizzato con grande musicalità. Doveroso aggiungere che la sezione archi ha fornito un apporto di straordinaria enfasi, e gli ottoni erano in forma splendida in tutti i loro numerosi interventi, i quali stranamente non erano cosi belli e precisi nella Sinfonia iniziale.
ommasssini 4Numerosi, convinti e meritati applausi hanno ottenuto due bis: Traumerei di Schumann da parte del pianista, la scontata Sinfonia da Nabucco per orchestra e direttore, realizzata con battagliera sonorità di grande enfasi.
Mi permetto una nota conclusiva. Parecchi commenti dozzinali sono stati espressi da molte persone frequentatori della rassegna nei confronti dell’Orchestra dell’Arena paragonandola alle altre realtà presenti o passate negli scorsi anni. Ho trovato tale atteggiamento molto fastidioso, soprattutto per un giudizio preventivo che poi nei fatti si è verificato del tutto errato. Sostengo da qualche tempo che buona parte del pubblico non è più abituata ad ascoltare, sarebbe curioso far assistere un concerto con un paravento, senza vedere ma solo ascoltare, e poi sentire sei i commenti sarebbero uguali di altre occasioni, ma penso sia personale pura fantasia.

 

Locandina

ACCADEMIA FILRMONICA DI VERONA - Il Settembre dell'Accademia XXV Edizione
ORCHESTRA DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA
Direttore Francesco Ommassini
Pianoforte Jan Lisiecki

Programma

Gioachino Rossini (1792-1868) Sinfonia da "Il Turco in Italia"
Fryderyk Chopin (1810-1849) Concerto per pianoforte e orchestra n. 1 in mi min. Op. 11

Piotr Ilic Cajkovskij (1840-1849)

Sinfonia n. 4 in fa min. Op. 36

 

FOTO di Maurizio Brenzoni - Accademia Filarmonica

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