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chailly 1Verona, 22 settembre 2016. Il ritorno dell'Orchestra Filarmonica della Scala nella città scaligera segna il concerto d'inizio di un'importante tournée che la porterà in Germania, Lussemburgo, Austria, Francia e si concluderà a Vienna nel mitico Musikverein.


Visto da Lukas Franceschini

 

Artefice di questa peculiare trasferta è l'attuale direttore musicale Riccardo Chailly, non nuovo a Verona, ma per la prima volta all'Accademia in tale veste.
Il direttore ha scelto un programma interamente dedicato a Robert Schumann: Manfred Overture, Concerto per pianoforte e Sinfonia n. 2. Manfred overture Op. 115 (1849) è l'unica delle sette overtures composte da Schumann a essere in repertorio nei concerti sinfonici. Brano a sé stante, dal Manfredo di Lord Byron, è una delle partiture più drammatiche dell'autore, ispirandosi alla personalità dibattuta di Manfredo, egli trova un'innovativa ricchezza di colori che si esprimono in modo spontaneo e incisivo.
Il concerto per pianoforte e orchestra in la min. Op. 54 (1841-1845) è un brano peculiare nel panorama musicale poiché lo strumento è pari protagonista con l'orchestra, i quali creano un dialogo intenso e armonico, che si fonde in un accorato dialogo poetico, sviluppando un’espressione melodica, la quale nel finale, senza pause, sfocia in un vigoroso "allegro vivace". La chailly 2composizione segna il passo creativo della maturità di Schumann.
La Sinfonia n. 2 in Do Magg. Op. 61 (1846) identifica lo Schumann contrappuntistico intento a rendere più solida l'elaborazione polifonica. Convalescente da un grave attacco della sua malattia nervosa, nel primo movimento si possono riscontrare il carattere ostinato, pertanto ci troviamo di fronte ad un lavoro diverso dai precedenti, più intimo e mesto, una parafrasi di un autunno nostalgico. La stessa quieta melodia che ritroviamo nello scherzo, apice probabilmente della partitura, la quale termina con allegro vivace, uno slancio gioioso e ottimistico che neutralizza le ombre precedenti.
L'esecuzione è stata una delle migliori ascoltate a Verona. Innanzitutto, il giovane pianista Danil Trifonov sfodera la talentuosa mano romantica in una ricca e cromatica scala interpretativa, capace di un virtuosismo sfrenato ma precisissimo e d'impeccabile fattura e fraseggio. In lui prevale un romanticismo molto personale ma capace di rapire e conquistare per l'elevata capacità interpretativa. Alle trionfali acclamazioni ha risposto con un bis molto partecipato di Nicolaj Medtner Fairy Tale Op. 26.
Il successo di Trifonov non sarebbe stato eguale senza La Filarmonica della Scala e soprattutto Riccardo Chailly. Il direttore milanese infonde al concerto per pianoforte un ritmo romantico ma sostenuto nella compostezza di una linea melodica di forte espressione, tali indicazioni sono raccolte dal pianista che solo a quel punto può esprimere le sue capacità. Nell'iniziale overture Chailly dosa con sferzante robustezza la drammaticità insita nel brano, come fosse un romanzo d'appendice. È chailly 3tuttavia nella sinfonia che egli sprona l'orchestra, una meravigliosa Filarmonica, la quale ha un suono pulitissimo, preciso, armonioso, di grande rilevanza esecutiva, peculiare nei dettagli, e in una misurata ma vibrante lettura sequenziale di racconto intimistico. Chailly e l’orchestra ci hanno deliziato con un bis contemporaneo molto accattivante: Fast Motion di Carlo Boccadoro.
Successo trionfale al termine con acclamazioni per pianista, direttore e orchestra, giustamente meritate.

 

Locandina

ACCADEMIA FILARMONICA DI VERONA - XXV Edizione
Teatro Filarmonico
ORCHESTRA FILARMONICA DELLA SCALA
Direttore Riccardo Chailly
Pianoforte Danil Trifonov

Programma:

ROBERT SCHUMANN (1810 - 1856):

Manfred Ouverture Op. 115

Concerto per pianoforte e orchestra in la min. Op. 54

Sinfonia n. 2 in Do Magg. Op. 61

 

FOTO di Maurizio Brenzoni - Accademia Filarmonica

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