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unknown-4Merano, 25 agosto 2016 nela chiesa cattedrale il Concert Koeln Ensemble inaugura la sezione Barocco delle Meraner Musik Wochen accompagnando la voce del mezzosoprano Rosanne van Sandwijk.
Alternando parti strumentali di Dall'abaco, Sammartini e Vivaldi a cantate di Haendel. 

Visto da Mirko Gragnato

 

Per la prima volta alle Meraner Musik Wochen, giunte alla 31a edizione nella pregevole stagione nella valle del Passirio, si inaugura, su volontà del direttore artistico del festival Andreas Capello, la sezione della musica barocca.

unknown _1_Un genere musicale affermatissimo in Francia e in Inghilterra: laddove sono fiorite orchestre come l’English Baroque Orchestra, il Concert Spirituel o Les arts Florissants, mossi da ricerche musicologiche e dalla volontà di riportare un repertorio dimenticato all'antico splendore grazie anche all'impiego di strumenti originali, come i famigerati cornetti, stretti compagni di timbro della voce umana.

Così anche la Germania non è da meno e il Concert Köln, che è tra i più pregevoli ensemble barocchi d'Oltralpe con un medagliere di importanti incisioni discografiche che vanno dal repertorio operistico di Händel a Vinci, e con la registrazione dell’Artaserse di quest’ultimo sono stati premiati con l’”Echo Classic Award.
Ottima la scelta invitarli ad inaugurare questo nuovo ciclo barocco, che risponde con un'offerta di livello ad una domanda sempre crescente nei confronti del genere musicale seicentesco.

Il vero e proprio battesimo della sezione barocca del festival avviene nel Duomo di Merano, una chiesa gotica che unknown-2conserva il suo bel coro: non si poteva scegliere location migliore, per acustica e atmosfera, dove inaugurare questa speciale rassegna nella rassegna.

L'apertura del programma è sempre fatta con i dovuti riguardi nell'unire storia e geografia di queste terre di confine: Evaristo Felice Dall'Abaco è il compositore del Concerto n. 3 op. 5 in Mi minore per più istrumenti in apertura del programma. Un compositore veronese, a cui è dedicato il conservatorio della città scaligera, che lascia la città natale per divenire compositore di corte dell’Elettore di Baviera, trasferendosi a Monaco e passando il resto della sua vita in terra straniera, ricoperto di onori.

Il suono degli strumenti antichi, soprattutto gli archi con le loro corde di budello, riempiono la navata della chiesa: un suono curato, limpido, ma la grande magia di questo ensemble è data dai due traversieristi Cordula Breuer e Wolfgang Dey. Il flauto traversiere, per la difficoltà dei fori aperti e la mancanza delle chiavi, che invece affollano la lunghezza del flauto traverso, suo erede moderno, non sempre permette di ottenere dei suoni chiari, perché l'aria può sfuggire letteralmente tra le dita degli esecutori con dei soffi poco apprezzabili. Ma Breuer e Dey hanno veramente dimostrato di avere una perizia tecnica e una musicalità sorprendenti, facendoci riscoprire il suono delicato di questo strumento ormai un po' dimenticato.
La chiesa ha sostenuto acusticamente questi strumenti arricchendone la voce con un sorprendente effetto eco durante l'esecuzione del concerto per flauto in Re maggiore di Vivaldi "Il gardellino", che ha visto nella parte del solo Cordula Breuer. Un'esecuzione spiccata, agile, con i trilli dello strumento, che ricordavano il verso del simpatico volatile, che risuonavano nella chiesa dando l'impressione di essere all'aria aperta, in mezzo ai dolci pendii delle montagne sudtirolesi.

Inframezzandosi alla parte strumentale del concerto barocco non poteva mancare l'esecuzione di passi scelti delle opere di Georg Friedrich Händel, a cui l'ensemble nel tempo ha dedicato una nutrita discografia. Stavolta è la voce del mezzo soprano Rosanne van Sandwijk a risuonare nel duomo di Merano.

unknown-1Una voce matura che sia nel timbro acuto sia in quello grave non manca di colore e timbro pastoso, al quale il mezzosoprano olandese aggiunge una dizione ed una recitazione veramente formidabili.
In onore al luogo sacro che ospita questa apertura barocca, ecco "Donna che un ciel che di tanta luce splendi" e "Il pianto di Maria: giunta l'ora fatal", le cantate sacre italiane che Händel scrisse durante il suo soggiorno romano.
In entrambe il mezzosoprano ha mostrato una notevole agilità nei passaggi delle scalette di semicrome e nell'acuto del "vacillò".

Oltre ad esse, le famose arie tratte dal Giulio Cesare, "Cara speme" e "Svegliatevi nel core". In entrambe Rosanne van Sandwijk è stata capace di una teatralità spinta, confermando la profonda capacità di rispondere a ruoli scenici e traspostando il pubblico nel pieno delle tensioni e delle emozioni delle arie händeliane.

Gli applausi non sono mancati, e la chiesa ha risuonato fragorosamente al successo di questo concerto, tributando onore sia al concert Koeln che a Rosanne van Sandwijk.a
A ringraziamento del tributo del pubblico è stato concesso un bis: la famosa aria di Almirena del Rinaldo "Lascia ch'io pianga" ha coronato questa serata inaugurale, aprendo ufficialmente l'avvento del Barocco per questa edizione, a cui seguiranno altri due concerti con l'ensemble il Furibondo e il duetto Pramsohler e Grisvard.

Locandina

MERANER MUSIK WOCHEN
programma
concerto per più istrumenti op.5 n.3 in Mi Minore Evaristo Felice dall'Abaco

Concerto per flauto e orchestra " il Gardellino"

Antonio Vivaldi

Arie tratta da cantate italiane,

Artaserse,


Georg Friderich Haendel

 

FOTO DI DAMIAN LUKAS PETROLL

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