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unknown-2Fatto trenta, facciamo trentuno, per aprire la trentunesima edizione delle Meraner Musik Wochen è chiamata la Filarmonica della Scala. Un debutto di altissimo livello quello dell'apertura del festival, che ha visto la Kursall gremita con anche molti spettatori in piedi. 

Sul podio l'attuale direttore musicale del teatro milanese: Riccardo Chailly.

 

Visto da Mirko Gragnato

unknown-1Con un tocco di eleganza e buongusto si comincia con il fair play, in una terra di frontiera, dove il mondo austriaco è ben radicato, il programma è tutto all'insegna di musiche italiane così come l'ospite impone. 

Con Verdi, Rossini e il nome di un compositore poco esplorato nei programmi al di qua delle Alpi, Luigi Cherubini.
Un concerto sinfonico ricco di quell'italianità e quel brio tipico del bel paese che con le stagioni per il balletto dei Vespri Siciliani e la celebre ouverture del Guglielmo Tell ha dato avvio alle splendide iniziative delle settimane musicali di Merano.
In questo paesino, bagnato dalle acque del Passirio e accoccolato ai piedi delle Alpi, va in scena un festival musicale che chiama orchestre di fama e spessore, oltre che virtuosi del violino e del pianoforte.
La Filarmonica della Scala è come un reparto di forze speciali, l'accorpamento di grandi e valevoli musicisti: tra i leggii le prime parti dell'orchestra Rai di Torino, dell'Accademia di Santa Cecilia e non solo, oltre che ovviamente ai musicisti di casa al Piermarini.
In unknownquesto concerto inaugurale sul palco della Kursal, una splendida sala in stile liberty, vi erano la crema delle orchestre italiane nelle cui schiere non mancavano giovani, probabilmente freschi di accademia, in un intreccio tra esperienza ed entusiasmo dando un suono speciale all'esecuzione di questa formazione artistica.
Il programma che nella prima parte racchiudeva l'ouverture da concerto e la sinfonia in Re maggiore di Luigi Cherubini è stata una scoperta, pagine dal sapore mozartiano rilette con una visione in più, l'impressione di cogliere il passaggio della tal sinfonia o tal altra veniva infatti disatteso in un gioco di riconosciuto e nuovo che ha lasciato sorpreso il pubblico, uno stimolo a riscoprire un compositore che riposa in terra straniera: a Parigi, tra le tombe di Pere Lachaise e che il maestro Muti vorrebbe tanto riportare in Italia per dargli i giusti onori in Patria.

Luigi Cherubini, nato Firenze, coevo di Mozart, e vissuto abbastanza per vedere l'alba del XIX secolo e con esso le sue novità e le nuove sperimentazione che con Beethoven, al quale sopravviverà, vedranno l'alba di un nuovo universo musicale, quello del romanticismo.
Così come Lully anche Cherubini lascerà la città medicea per la ville Parisienne, dove diverrà quasi fino alla morte direttore del conservatorio.
La sfortuna della sinfonia in Re Maggiore sta nell'anno della sua composizione, il 1824, lo stesso che ha visto il compimento di quella partitura che è stata dichiarata bene dell'UNESCO, la IX sinfonia di Beethoven.
Cherubini infatti è un compositore dall'estro immaginario ricco e interessante, ma, nel suo vivere sulla stessa linea del tempo che per contiguità vede Mozart e Beethoven, per timore esplorera solo con questo lavoro la stuttura sinfonica.
Con l'Ouverture da concerto e la Sinfonia in Re Maggiore l'orchestra della Scala ha aperto la serata con un'atmosfera speciale, che se nel lontano 1824 accolse la sinfonia di Cherubini con un mite successo, nella Kursal non ha fatto mancare calorosi applausi, il maestro Chailly si è mostrato profondo conoscitore della partitura Cherubiniana guidando un'esecuzione pregevole.

Nella seconda parte il tocco parigino continua in questo programma italiano ma dal gusto francese, le Stagioni dei Vespri Siciliani di Giuseppe Verdi.
Un'opera che ha visto la luce nel 1855 per il Theathre de L'Acadèmie Imperial de Musique, oggi Operà di Parigi, e in omaggio alla tradizione francese inframezzata ai cinque lunghi atti un balletto, la famosa danza delle quattro stagioni.
Le stagioni si alternano in modalità curiosa, partendo dal periodo più freddo per concludersi con l'autunno, seguendo più che il solco del ciclo vivaldiano, che dalla fiorita primavera porta al gelido inverno, quello dell'uva che culmina nell'autunno: con la vendemmia.
Una composizione di circa trenta minuti dove gli interventi dei fiati la fan da padroni, soprattutto nel frizzante autunno dove il flauto e le percussioni tintinnano dando un tocco di magia all'intero pezzo.
Un'esecuzione spumeggiante che dopo il respiro sinfonico della prima parte ha mostrato il tocco più operistico del gesto di Chailly.
Nell'ouverture del Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini, altra opera scritta da un italiano per il teatro francese, il bellissimo dialogo cameristico dei violoncelli apre l'esecuzione, che per la speciale sintonia nella file della filarmonica della scala ha emozionato il pubblico della  Kursaal.
Anziché farci pensare alle Alpi svizzere dove si svolge l'intreccio dell'opera ha proprio ricordato le montagne che coronano il Sudtirol incantcon il tema svizzero affidato al corno inglese trapuntato dalle fioriture del flauto sino al trascinante galop finale.
La Filarmonica della Scala non delude per la qualità del suono e della capacità di produzione sinfonica ma in questa ultima parte del programma si è visto uno Chailly stanco, un po' impoverito dell'energia che aveva contraddistinto la parte cherubiniana, viene da pensare che il faticoso lavoro di direttore musicale del teatro scaligero sia un fardello non da poco, speriamo che l'incarico preso dal maestro continui con uno sguardo proiettato verso un orizzonte lontano, senza affanni.

Una serata di apertura veramente d'eccezione, in sala molte le maestranze di spessore di Merano e Bolzano, come ospiti illustri e militari in alta uniforme, unica nota dolente la scarsa presenza di giovani, soprattutto nella platea della sala e un po' relegati nelle balconate, auspichiamo che vi sia una maggiore attenzione alle politiche giovanili e all'apertura verso le giovani generazioni

 

Locandina

Kursall - 31 °Meraner Musik Wochen

 

 

PROGRAMMA

Ouverture da Concerto

 

Sinfonia in Re Maggiore

Largo-Allegro

Larghetto cantabile

Minuetto( allegro non tanto - trio)

Allegro Assai

Luigi Cherubini (1760-1842)

I vespri siciliani 

l'inverno

la primavera

l'estate

l'autunno

Giuseppe Verdi (1813-1901)
Guglielmo Tell - Ouverture Gioacchino Rossini

Orchestra "Filarmonica della Scala"

Direttore Riccardo Chailly

 

FOTO DI DAMIAN LUKAS PERTOLL

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