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ARTE SELLA, Borgo Valsugana (TN) 26 GIUGNO 2016, Alla "Fucina Verde" contesto speciale che unisce la musica all'Art Nature, nel percorso di Arte Sella, si esegue " Rosamunde " di Franz Schubert. L'opera "reverse of volume" di Onishi Yasuaki abbraccia l'esecuzione magistrale della formazione quartettistica di Laura Bortolotto, Danilo Rossi, Marco Rizzi e Mario Brunello.

 


Visto da Mirko Gragnato

will beckers__through_the_soul__copyright_arte_sella__ph._giacomo_bianchiARTE SELLA è un'idea che compie trent'anni, un percorso tra arte e natura, un luogo speciale dove umano e naturale si intrecciano e dialogano in una sinestesica esperienza sensoriale.

Un luogo dove l'intervento umano è in equilibrio tra l'uso della natura come strumento e la sua preservazione e tutela: un abbraccio tra l'artificio e il naturale.

L'idea di questa radura artistica nasce dalla spinta degli eventi di Chernobil che nel 1986 scossero l'opinione pubblica senza confini, i cataclismi verificatisi dall'errore e l'incauto intervento umano nel plasmare il mondo sconvolgono senza però fare uscire l'umano sentire realmente cambiato, o meglio evoluto.
La natura ci insegna infatti che tutto non si crea e si distrugge in un giorno, ma lentamente, come la goccia che scava la roccia, come la mano dell'artigiano che lavora il legno e che pian piano ne plasma la forma con la forza delle braccia e la pressione dello scalpello.

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Arte Sella è un contenitore di opere ed è essa stessa un'opera, il bellissimo paesaggio naturale lavorato di continuo dalla natura viene arricchito ad ogni primavera da artisti chiamati a lasciare un segno, una traccia artistica del loro incontro con questo luogo, una galleria cangiante al variare delle stagioni.

A differenza di un qualsiasi museo però, dove il cicaleccio delle scolaresche, la voce grossa del guide nelle sale affollate si alterna allo scalpiccio e ai colpi di tosse di quelle poco frequentate, il percorso di Arte Sella, snodandosi tra le fronde di alberi e circondato dalle vette delle montagne, è un viaggio multi sensoriale.

Oltre ai profumi dei fiori di campo, ai suoni della natura: del vento che si muove tra i rami, del cinguettio degli uccellini; si gode del sole, dell'ombra degli alberi, e ovviamente arte.
Opere fatte con materiali che la natura sembra aver dato in prestito agli artisti: tronchi, pezzi di legno, piante sempreverdi, rocce, rivoli d'acqua e scoscesi pendii.

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In questo contesto sorprendente, che fa dimenticare al visitatore il suo semplice ruolo di utente, al percorso espositivo si affianca quello concertistico-musicale. Lo spirito artistico che però permea Arte Sella è il manifestarsi di una dimensione diversa da quella dei musei e delle sale da concerto e a Malga Costa, che da stalla è diventata auditorium, è custodito al suo interno un'opera dell'artista giapponese Onishi Yasuaki "reverse of Volume" uno stillicidio di una materia plastica su un enorme velo di nylon trasparente, una sorta di fiume di pensieri che viene increspato da gocce nere, una pioggia di note, così come il flusso delle idee musicali sfocia sul pentagramma dalla mano del compositore.

Qui la platea fatta di semplici sedie è popolata da zaini, marsupi e scarponi, un uditorio di persone così diverse tra loro ma unite da un unico sentimento: la curiosità.

Ai concerti della Fucina Verde mancano i fronzoli e il superfluo delle grandi soirèe dei festival e delle prestigiose 

sale da concerto.
Il pubblico ha camminato tutto il giorno, si è avventurato per boschi e prati e la musica qui diventa ristoro per l'animo.Un legame quello speciale quelo tra pubblico e musicisti, quasi alla pari, si scherza prima di suonare, musicisti in nero, ma in t-shirt.
Prima del concerto si dialoga da un leggio all'altro passando da tagliatelle al premio Tchaikosky sino ad arrivare all'essenziale: la musica.

Le risate scherzose si quietano e si manifesta "il silenzio, l'ottava nota di Schubert" per un ascolto vivo e partecipato.
Mario Brunello, violoncellista di fama, Danilo Rossi, prima viola dell''orchestra alla Scala di Milano, Marco Rizzi e Laura Bortolotto sono i protagonisti di questa ideale Schubertiade in quest'angolo di grazia che è Arte Sella.

Il programma di questo concerto è "Rosamunde": il frutto della penna di Franz Schubert quando aveva soli 28 anni, pochi anni prima che una malattia subdola come la sifilide gli spezzasse la vita. 
La pagina composta porta la dedica al violinista Ignaz Schuppanzigh che con il suo quartetto lo eseguì per la prima volta alla Musikverein di Vienna il 14 marzo 1824.

whatsapp-image-20160627 1_ Questo quartetto nasce nel periodo in cui Franz Schubert componeva musica per il teatro, per il testo di Helmina von Chézy "Rosamunde" e le sperimentazioni di questa colonna sonora teatrale vennero poi riversate in questo quartetto famosissimo e secondo per fama solo a " La morte e la fanciulla" che chiuderà il 30 dicembre quest'anno musicale, idealmente collegato con questa apertura Schubertiana, i concerti della Fucina Verde.

Il quartetto è la dimensione ottimale per le sperimentazioni, basti pensare ai giochi compositivi e alle sorprendenti invenzioni che Beethoven, negli stessi anni in cui Schubert scriveva questo capolavoro, metteva nei suoi ultimi quartetti anticipando di secoli la musica contemporanea, cosa curiosa è che sia Schubert sia Beethoven venivano eseguiti in prima assoluta proprio dallo stesso quartetto di Ignaz Schuppanzigh.

In questa formazione cameristi i quattro archi si trovano in pieno "vis a vis", in un completo dialogo dove tutte le possibilità di ogni strumento vengono evocate in un intreccio di parti, suonare in quartetto vuole dire entrare in completa sintonia per un lavoro musicale che è impossibile non definire sinergico.
whatsapp-image-20160627 3_Tutte le realtà armoniche saltano fuori e ogni nota non è quello che è a sé stante, piegata alle semplici regole acustiche della fisica e alla frequenza di Hertz, ma esattamente per come si relaziona con tutte le altre note, calando e crescendo secondo una dimensione armonica particolarmente raffinata.
In quartetto è impossibile non respirare assieme, non suonare assieme, perché si è come un unico strumento e lo si capisce dai giochi di sguardi, dagli attacchi in sincrono o dalle attese per gli ingressi a canone o i fugati.
L'esecuzione di "rosamunde" nei suoi Allegro, Andante, Minuetto e Allegretto non è una semplice esecuzione capo a fine, ma il maestro Brunello tra il giocoso e il didattico la introduce, la platea è un pubblico misto e l'obiettivo è di fornire un'esperienza consapevole.
giuliano mauri_-_cattedrale_vegetale_-_2001_-_copyright_arte_sella_-_ph_giacomo_bianchi-13745575_x_3717Il primo movimento da un accenno di un accompagnamento di viola e violoncello apre la strada all'intervento del primo violino nel famoso tema di Rosamunde.
Un primo movimento lungo e vorticoso trascina l'ascoltatore nel tema che maestralmente Schubert trasforma da minore a maggiore con giochi di colori tonali.
Segue l'altrettanto famoso secondo movimento, andante, forse il più noto di questo formidabile quartetto.
Dove il ribattuto diventa come nota sospesa e trattenuta l'equivalente di un sospiro mozzato.
L'atmosfera dell'Allegro ma non troppo ricompare nel Minuetto, le cui prime battute sono prese letteralmente dalla introduzione ad alcune liriche su Die Götter Griechenlands di Schiller, un minuetto che si sviluppa tra viriazioni coloristiche sulla scia del primo movimento passando dal maggiore al minore. Il minuetto però più che una danza sembra un rigoroso intermezzo al quale segue la spensierata gaiezza dell'ultimo movimento, finale- allegretto. Dalle lettere che Schubert scriveva in quel periodo si capisce come il languore del suo animo abbia trovato pieno specchio emotivo in questa produzione quartettistica.
lee jaehyo__0121-1110=115075__copyright_arte_sella__ph.giacomo_bianchi_4159E le emozioni suscitate da questa esecuzione non sono mancate, merito anche della cornice suggestiva di Malga Costa e dell'alto livello espressivo esecutivo dei musicisti guidati da Brunello, un gruppo di vecchi amici che imbracciati gli strumenti riesce a donare un'esecuzione d'incanto arricchita dalla perizia e affabilità di Laura Bortolotto, che imbracciato il violino tagliava la scritta fucina sulla sua t-shirt in FUNA, e le fune in dialetto trentino sono le fate.Quindi non un caso che a quest'esecuzione non fosse mancato quel tocco d'incanto che l'ha resa un momento speciale in un altrettato posto magico: ARTE SELLA.

Magico come l'esecuzione del bis: una frazione dell'andante a ritornello in una riproposta che dal forte si è fatta via via flebile, diminuendo  al pianissimo sino al vibrato di corde silenti, lasciandone nei pensieri l'eco.
Il calendario di eventi prosegue con il 16 luglio nell'abbraccio delle verdi fronde al teatro di Arte Sella con l'orchestra Spira Mirabilis che eseguirà con un puntuale programma di metà luglio "Sogno di una notte di mezz'estate" di Felix Mendelsohn. 

Locandina

ARTE SELLA - FUCINA VERDE 2016

Quartetto d'archi n. 1 in La minore, op. 29 D. 804 "Rosamunde"

 

Allegro

 

Andante

 

Minuetto

 

Allegretto

Franz Schubert
Primo Violino Marco rizzi 
Secondo Violino Laura Bortolotto
Viola

 

Danilo Rossi

Violoncello

Mario Brunello

  

 

FOTO DI GIACOMO BIANCHI

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