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Brescia, 16 Maggio 2016, Oltre alla scoperta della tastiera del pianoforte e del fortepiano al festival pianistico si disvela il clavicembalo, grazie alle mani del M° Wolfgang Gluxam accompagnato nel concerto dall'Orchestra da Camera " Lorenzo Da Ponte" diretta dal M° Roberto Zarpellon all'auditorium di San Barnaba.


Visto da Mirko Gragnato

Un programma fitto di classicismo in una versione più all'antica, quello che vede l'orchestra da Camera Da Ponte a destreggiarsi tra le pagine di Haydn, Cimarosa, Beethoven e Rossini.

L'orchestra, che ha sede ad Asolo, raggruppa musicisti dell'area veneta e da altre zone mitteleuropee, e qui si propone con un organico di strumenti all'antica, con gli archi che mettono corde in budello, anche se non tutti nella sezione hanno archetti alla barocca, un sorta di commistione di varie fogge e tipologie.
Con l'ouverture del Matrimonio Segreto l'orchestra ha avuto qualche inciampo, i corni naturali: considerando la difficoltà degli strumenti naturali a ritorte, non erano perfettamente in tonalità, problema forse dovuto allo strumento non ancora caldo.
Nel concerto di Haydn in Fa Maggiore per Clavicembalo fa la sua comparsa il M° Wolfgang Gluxam, allievo del celebre Ton Kopman, e ad oggi docente di clavicembalo all'università della musica di Vienna.
Un'esecuzione dotta, approfondita, tanto da proporre una lunga cadenza probabilmente di sua composizione, nella quale ha dato sfoggio di virtuosismo e piene abilità clavicembalistiche.
Purtroppo però, forse per l'acustica dell'auditorium, il pizzicato delle penne dello strumento restava soffocato dall'orchestra che anziché accompagnarlo se l'è praticamente mangiato.
Un peccato, ma quando l'orchestra accompagnava si doveva proprio tendere l'orecchio per poter sentire i passaggi di Gluxam alla tastiera.
Fortuna ha voluto che le parti di solo non accompagnate ci han dato la possibilità di apprezzare il maestro al clavicembalo.
Come Bis al pubblico Gluxam ha tributato un brano tratto dalle sonate per tastiera di Scarlatti.
Curiosità è che il maestro leggesse la parte su di un Ipad, affiancato da una volta pagine che al momento opportuno sfiorando lo schermo voltava la pagina digitale passando alla successiva.

L'ottava sinfonia di Beethoven è l'unica delle nove a non avere dedica, un lato quasi romantico vorrebbe che la mancanza sia dovuta in realtà ad un muto omaggio fatto alla donna amata Josephine Brunswik. L'orchestra guidata dal Maestro Zarpellon ha dato prova di una sonorità piena e matura, cosa un po' rada nei pezzi di Cimarosa e Haydn, dove si percepiva la mancanza di una visione più profonda.
L'impiego delle corde in budello sostiene e permette al suono di viaggiare meglio nell'aria, le onde acustiche sono più ricche di armonici e questo produce un suono pieno, tondo e molto più solido, a differenza delle corde in acciaio, comode perché tengono l'accordatura ma dal suono più povero. Un'ottima esecuzione quella proposta, anche se non si capisce il perché del solo del violoncello nel terzinato del minuetto, che a strumento in parte reale nel passaggio balzato soffre le stesse problematiche del clavicembalo, sparendo sotto le note dei fiati.
Il concerto aveva raggiunto un livello di emotività tale dopo Beethoven che poteva considerarsi concluso ma in scaletta mancava ancora un pezzo, l'ouverture de l'Ape Musicale di Rossini opera su libretto di Da Ponte.
Altro nome di questa partitura è "il Pasticcio" non poteva esservi dato nome migliore essendo uno strano collage tra gli ouverture de La Cenerentola, del Barbiere, del Tancredi e di Semiramide dello stesso Rossini. Un pezzo simpatico e sorprendente che stupisce l'ascoltatore per il suo variare proprio appena chi ascolta riconosce la citazione.
Ottimo pezzo per concludere un concerto come bis, ruolo che in realtà è stato affidato ad un adagio di Mozart per violino e orchestra con allo strumento il concertino dell'ensemble, Eleonora De Poi, purtroppo un pezzo poco approfondito che non ha estratto le qualità di questa orchestra giovane e affabile come nel caso della sinfonia di Beethoven.

Locandina

Teatro Donizetti di Bergamo

53° FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE DI BRESCIA E BERGAMO

PROGRAMMA
Ouverture da "Il matrimonio segreto"

Domenico Cimarosa

(1749-1801)

Concerto in Fa Maggiore per clavicembalo e orchestra Hob. XVIII/3

 

Allegro

Largo cantabile

Presto

Franz Joseph

Haydn

(1732-1809)

Sinfonia n. 8 in Fa Maggiore op.93

Ludwig van

Beethoven

(1770-1827)

Ouverture da "L'ape musicale"

Gioacchino Rossini

(1792.1868)

Orchestra da Camera "Da Ponte"

Direttore Roberto Zarpellon 
Clavicembalo Wolfgang Gluxam
  

 

FOTO DI XXX

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