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modern times2Milano, 15 maggio 2016, per l'80° anniversario, l'Orchestra Verdi porta all'auditorium Fondazione Cariplo la musica restaurata del film di Charlie Chaplin "TEMPI MODERNI", la colonna sonora viene eseguita sotto la guida del maestro Timothy Brook e così come era un tempo musica e immagini si fondano in un'esecuzione estemporanea.


Visto da Mirko Gragnato

Tempi Moderni è sicuramente un film chiave del suo tempo che ancora oggi riesce a far sorridere mettendo alla berlina una realtà difficile come quella della fabbrica, che negli anni '30 era in pieno taylorismo considernado gli operai come macchine da lavoro senza vita e dignità.

Sono tante le disavventura che portano Chaplin dalla fabbrica operaia, a custodire un grande magazzino sino alla prigione, che diventa un luogo consolatorio con un tetto sopra la testa e pasti caldi tutti i giorni, il regista riesce anche a sfiorare la questione delle sostanze stupefacenti, arrischiandosela con la legge, che ne aveva vietato all'epoca di proporla sulle scene.
brock timothy1Nell'intreccio delle tante vite di miseria e difficoltà Chaplin riesce ad invitare il suo pubblico a sorridere oltre che a riflettere; "un supplizio infinito, su cui Chaplin balla un minuetto degno di Mozart" Ejzenstejn.
La cosa che pochi sanno è che per questo film ibrido tra muto e sonoro, ricco di splendide emozioni espresse dalla mimica facciale, fu proprio Charlie Chaplin a comporre la colonna sonora.
Una colonna sonora registrata dalla formidabile bacchetta di Alfred Newman che purtroppo con i mezzi del 1936 nella registrazione non riesce a dare il pieno di sé " noi ascoltatori siamo stati in grado di sentire solo la mera superficie di una grande partitura" dice Timothy Brock, direttore e compositore che è stato chiamato dall'associazione Chaplin per restaurare e riportare la colonna sonora al suo primigenio splendore.
Il maestro sorvolato l'oceano e andato a Parigi si è trovato tra le mani un tesoro di documenti manoscritti, partiture e riduzioni, scritte da Chaplin e ricopiate in bella dal suo assitente Raskin.
Chaplin presenziava a tutte le registrazioni e partitura alla mano annotava con pesante tratto rosso i passaggi di cui non era soddisfatto: commenti come "più acceso " "no oboe" "aggiungere melodia per violoncello qui" popolavano molte delle bozze venendo poi corrette e inserite nella partitura finale.
Il maestro con arte certosina in 14 mesi di lavoro sul campo, o meglio sulla parte, ha documentato ogni cambiamento da quello che era la partitura e quello che era la registrazione del '36.
Molte però delle modifiche venivano fatte da Chaplin a Newman solo a voce e di queste annotazione restano solo gli appunti che i musicisti si segnavano sulle parti. Addirittura sul retro delle ricevute di pagamento dei musicisti si trovano pezzi di parti e battute di note.
A questo il maestro Brock ha avvicendato un lungo lavoro di trascrizione dalla registrazione per ricomporre i buchi di musica registrata che però mancava in partitura.
Un direttore quindi che affianca al lavoro di guida per un'orchestra anche quello di esploratore e ricercatore di un mondo di note legate al passato, e dalle nebbie del tempo le ha riprese e riportate all'autentico splendore.
Questa la premessa che porta Timothy Brock a dirigere l'Orchestra Verdi in questa speciale quanto rara esibizione.tempi moderni
Il pubblico ha letteralmente gremito la sala dell'auditorium della fondazione Cariplo, e quando le luci si sono abbassate lasciando l'orchestra nella penombra delle piccole lampade da leggio, si è fatto rapire dalle immagini e dalla musica.
La pellicola restaurata dalla formidabile cineteca di Bologna era tornata all'originale lucentezza e nitidezza.
L'esecuzione dell'orchestra Verdi, guidata approfonditamente dalla bacchetta del maestro Brock, di rara bellezza; era strano e allo stesso tempo piacevole vedere come in maniera sinestesica il pubblico godesse sia della visione del film che della dimensione concertistica con l'orchestra schierata in sala.
Per tutto il film gli archi, i fiati e svariate percussioni hanno reso anche i suoni più curiosi oltre che trasportare nelle emozioni della pellicola un pubblico rallegrato e commosso, sino a quando in un momento magico, l'orchestra e tutto l'auditorium si è zittito.
La scena dove Chaplin improvvisa una canzone, "bella mia titina" o anche nota come "nonsense song", tutti rapiti dalla voce originaria di Chaplin che canta in un misto di inglese, francese e italiano, accompagnato dalle note dell'orchestra di Newman.
Un raro momento di dialogo tra il restauro e l'antico, tra i musicisti di oggi e i musicisti del passato.
Alla fine del film quando Charlot e la Goddard camminano verso il tramonto scrosci di applausi hanno riempito la sala, tributando un successo al lavoro di Timothy Brock e alla magistrale esecuzione dell'orchestra Verdi.
Questo appuntamento di concerti straordinari,che salva l'arte cinematografica dalle bolgie delle multisala, è solo uno di quelli proposti con originalità e qualità nel calendario di questa orchestra continuandoci a sorprendere.

 

Locandina

- AUDITORIUM FONDAZIONE CARIPLO -
TEMPI MODERNI

 

Musiche di Charlie Chaplin
restauro a cura di Timothy Brock

 

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

Direttore Timothy Brock 
  

 

FOTO SU CONCESSIONE DELL''UFFICIO STAMPA

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