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kopatchinskajaBergamo, 7 maggio 2016. Per il 53° Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, il delicato suono della Chamber Orchestra of Europe ci trasporta nella musicalita del XXI secolo, con la bacchetta di Thierry Fisher e il virtuosismo di Patricia Kopatchinskaja.

Visto da Mirko Gragnato
 

 

kopathinskaja.3jpgQuest'anno il festival pianistico internazionale ci riserva delle pregevoli perle sinfoniche. Un concerto dal programma audace e curioso, quello proposto con COE, una sinfonia di un compositore del XXI secolo, Mieczyslaw Weinberg, scomparso 20 anni fa. 

Una sinfonia per un'orchestra da camera scritta nel 1968 che nello stile di Weinberg ricorda lavori per colonne sonore, sonorità epiche intrecciate con l'esplorazione di sonorità nuove.
Dagli ostinati degli archi, a canoni tra i leggi della stessa fila, un pezzo che racchiude forse le tensioni di un secolo sconvolto e travolto dai cataclismi dell'umanità.
Una scelta coraggiosa quella della COE che ha raccolto comunque il plauso di un pubblico in un misto tra il sorpreso e l'entusiasta.
Il concerto per violino n. 2 in sol minore di Prokofev che segue poco dopo continua nel sapore novecentesco, lasciando allo strumento solista l'apertura in un tacet dell'orchestra, 

dopo una ricchisssima letteratura violinistica che vede pagine e pagine scritte nella brillante tonalità maggiore di Re, Prokofev assapora il colore scuro della tonalità di sol minore, una tinta adatta ai tempi coevi del compositore.
coe e_kopatchinskaja_9La tonalità si manifesta fin da subito nel sussuro del tema, che non nasconde ma anzi si palesa sin dalle prime note con la triade minore dell'accordo di sol. Patricia Kopatchinskaja lascia quel tocco di perplessità usando la parte su un leggio, quando ormai l'abitudine ci mostra solisti che suonano l'intero pezzo a memoria, " by heart" direbbero gli inglesi.Tuttavia la violinista che nonostante i suoi 39 anni sembra ancora una ragazzina non manca di doti virtuosistiche, mostrando di conoscere a fondo la partitura sostenendo nei passaggi anche gli ingressi degli altri strumenti.
Dopo il primo concerto in Re Maggiore, qui Prokofev esplora la tonalità minore di Sol dando un sapore completamente diverso al dialogo tra strumento solista e orchestra, sonorità che vagamente ricordano le ambientazioni di un film di Tim Burton.
Patricia Kopathinskaja, suonando a piedi nudi, riesce a svincolarsi dai clichè della seriosità della musica classica, suonando con forza e coinvolgimento trascina il pubblico in un viaggio musicale fatto in prima persona.
Tanti gli applausi tributati alla solista alla fine del concerto tant'è che ben due sono stati i bis concessi al pubblico.
kopatchinskaja 32Duettando con il primo violoncello Kopathinskaja ha proposto il "tres vif" estratto dalla sonata per violoncello di Maurice Ravel, un altro pezzo agile e permeato di sonarità nuove dal sapore etnico mescolate a tinte un po' blues, un groviglio di pizzicati e note lunghe tra ostinati e passaggi dal tocco jazzato e flautati armonici. 
Per finire con uno dei suoi cavalli di battaglia la violinsta ha suonato "Crin" del compositore venezuelano Sanchez Chiong, un pezzo quasi identitario di Patricia Kopatchinskaja, che unisce la sua passione per la musica e tutte le sue possibilità, sperimentando ed unendo teatro, canto e passaggi virtuosistici.
Dopo i fragorosi applausi e raccolte le piccole ballerine appoggiate accanto al podio del direttore, Patricia Kopatchinskaja esce nelle quinte lasciando sul pubblico un sorpreso sorriso, le chiamate di applausi continuano sino a far uscire la solista senza strumento che con un inchino saluta il suo pubblico.

Dopo una prima parte tutta novecentesca, per dimenticare le tensioni di un secolo dibattuto si passa a tonalità più allegre con un ritorno al classico con la sinfonia n. 38 "Praga" in Re Maggiore di Mozart.

 Qui l'orchestra continua sul solco di un'esecuzione dal suono delicato, cosa ardua da pensare per il repertorio del XXI secolo, e che si sposa benissimo con la musicalità mozartiana.

Per l'ultimo movimento invece una sorprendente evoluzione dai colori forti e fortissimi.
La bacchetta di Thierry Fisher arriva in sostituzione del M° Jurowsky con il quale Patricia Kopatchinskaja ha registrato i concerti di Stravinsky e Prokofev, Jurowsky ha dovuto annullare i suoi impegni a causa di un problema di salute.
Nelle partiture novecentesche la bacchetta di Thierry Fisher si mostra sicura e congeniale alla guida della COE avendo però una spinta eccessiva in Mozart, una direzione poco pulita e più tendente all'onanismo più che ad un vero approfondimento della partitura, un Mozart un po' tralasciato al quale però la COE non ha mancato di dare volume e unità sinfonica.

Locandina

53° FESTIVAL PIANISTICO INTERNAZIONALE DI BRESCIA E BERGAMO

 

 

Sinfonia n.10 in La Minore op.98 Miecslaw Weinberg (1919-1996)
Concerto per Violino n.2
in Sol Minore op.63 
Sergej Prokofev (1891-1953)
Sinfonia n.38 "Praga"
in Re Maggiore k 504
Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1790)

CHAMBER ORCHESTRA of EUROPE

Direttore THIERRY FISHER
Violino PATRICIA KOPATCHINSKAJA

 

FOTO DI ROBERTO MORA SU CONCESSIONE DEL FESTIVAL

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