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chiuri lombardi_1Piacenza, 31 dicembre 2015. Il Concerto di San Silvestro al Teatro Municipale di Piacenza è stato una delle migliori esecuzioni di miscellanee a cui si è potuto assistere nel nord Italia negli ultimi anni, fortemente ispirato, con un programma per nulla scontato, in cui hanno fatto capolino solo un paio di grandi classici e che ha saputo avvicinare tra loro, in perfetta armonia, i capolavori di grandi autori europei di diverse epoche.


Visto da William Fratti

 

orchestraIn questa occasione la Filarmonica Arturo Toscanini ripresenta il suo consueto smalto, che pareva aver perso in alcune precedenti performance su altri palcoscenici, soprattutto la sezione degli archi, che si prodiga in un suono preciso e pulito. A guidarla è il bravo Vito Lombardi, che apre la serata con l’allegra sinfonia di Un giorno di regno di Giuseppe Verdi, trasmettendo subito alla sala il clima giocoso della festa di fine anno. Sono molti i momenti in cui Lombardi dà prova delle sue doti di concertatore, ma in particolare si devono apprezzare una buona capacità d’accento nelle pagine verdiane e soprattutto l’emozionante Valzer dei fiori da Lo schiaccianoci di Ciajkovskij, toccante fino alle lacrime, momento in cui è doveroso segnalare anche l’espressività dei violoncelli capitanati da Diana Cahanescu e dell’arpa di Tatiana Alquati.

Altro grande protagonista è il Coro del Teatro Municipale di Piacenza preparato a dovere da Corrado Casati, che si prodiga con la consueta bravura nell’esecuzione di brani provenienti da diversi repertori, primi fra tutti “Fuoco di gioia” da Otello e il superbo finale de Les contes d’Hoffmann, in cui il coro risulta essere perfettamente omogeneo, oltreché ben concentrato sul fraseggio. Gli unici appunti sono qualche attacco non troppo preciso e qualche acuto stridulo nel comparto femminile, soprattutto nel finale di Guglielmo Tell di Gioachino Rossini.

chiuri lombardi_2Ma l’indiscussa mattatrice della serata è Anna Maria Chiuri, che ancora una volta dimostra il suo incredibile carisma a supporto di una linea di canto dalla morbidezza pressoché perfetta. Il mezzosoprano sortisce con la versione italiana di una delle più belle arie dell’operetta austriaca: “Ich lade gern mir Gäste ein” del principe Orlofsky da Il pipistrello di Johann Strauss jr. anche se, considerando l’ottima dizione tedesca dell’artista, la si sarebbe preferita in lingua originale. Altrettanto spumeggiante è la divertentissima aria dell’ubriaca “Ah! Quel dîner” da La périchole di Jacques Offenbach. Ma la vera pasta di cui è fatta Chiuri si fa sentire nel fraseggio di “L’amour est un oiseau rebelle” da Carmen di Georges Bizet, nella rotondità degli acuti e nei bellissimi suoni di “Rataplan” da La forza del destino, nei fiati e nei filati purissimi e leggeri come una piuma di “Mon coeur” da Samson et Dalila di Camille Saint-Saëns, dove la professionista del canto sa esprimere emozioni sinceramente commoventi.

guagniniIl vero fiore all’occhiello del concerto è l’esecuzione del coro “Vibri Piacenza al giubilo” e della sinfonia da Gerolama Orsini di Stefano Guagnini, appositamente commissionate dalla Fondazione Teatri di Piacenza grazie alla lungimiranza del direttore artistico Cristina Ferrari, con uno sguardo sempre attento ai giovani talenti, perché di vero talento si tratta nel caso specifico del compositore venticinquenne. La sua musica è originale, ispirata, belcanto puro, ma che solo lontanamente ricorda i grandi classici, trasportando invece l’ascoltatore verso sentimenti più moderni e attuali; un prodigio della composizione musicale che si adatterebbe perfettamente al detto verdiano: “torniamo all’antico e sarà un progresso”. Il coro, ma soprattutto la sinfonia, sono stati accolti dal pubblico in sala – i posti erano tutti esauriti – con un sincero, lungo e caloroso affetto e nei corridoi, dopo lo spettacolo, tutti ne parlavano auspicando la messinscena dell’opera completa nella prossima stagione.

Grandioso e suggestivo il finale con Anna Maria Chiuri e il Coro del Teatro Municipale con “Des cendres de ton coeur” e l’immancabile bis con “Libiamo ne’ lieti calici”.

foto fornite dall'Ufficio Stampa del Teatro Municipale di Piacenza

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