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laVerdi3 giu15Milano, 6 settembre 2015. In un programma insolito si è impegnato Simone Pedroni per il suo debutto come direttore dell'Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi, presentando l'integrale degli arrangiamenti approntati dal compositore americano John Williams per la saga di Star Wars.


Visto da Marco Benetti

 

Se nel XIX secolo toccava al genere dell'opera avvicinare il grande pubblico ai successi e scandali letterari e teatrali dell'epoca, con l'avvento del secolo breve il testimone è passato al cinema.
Di questo principio è ben consapevole John Williams, che della tradizione ottocentesca va a cogliere le tecniche di un autore in particolare, Richard Wagner.
Sono infatti diversi i punti in comune tra il lavoro compiuto da Williams e soprattutto l'impresa del Ring wagneriano. Nelle musiche per Star Wars c'è da sottolineare come sia riscontrabile un utilizzo altamente consapevole della tecnica dei leitmotive anche se le idee di fondo dell'Americano sono assai diverse da quelle che muovevano il compositore di Bayreuth. Se per Wagner lo scopo finale è il dramma e la sua unità, Williams si deve preoccupare non dell'unità dell'opera, compito demandato al regista e sceneggiatore della saga George Lucas (e aiuti), ma dell'efficacia della musica, che non si presenta sotto forma di melodia infinita ma suddivisa in pezzi chiusi che affiorano dal silenzio o dai dialoghi dei personaggi agendo anche da loro coscienza come già nell'orchestra in Wagner (basti pensare ai monologhi di Wotan).
 
Locandina Guerre_Stellari_1977
Per chi non avesse mai visto i film della saga bisogna specificare che dei sei lungometraggi fino ad ora prodotti (con altri tre in preparazione già annunciati e tre spin off) i tre più recenti, usciti fra il 1999 e il 2005, raccontano vicende cronologicamente antecedenti i primi tre film, prodotti tra il 1977 e il 1983, di cui costituiscono il prequel. Per seguire la giusta evoluzione della storia il direttore Simone Pedroni ha scelto di eseguire prima quelle che sono le ultime musiche composte catapultando l'uditorio in un viaggio a ritroso nello stile di Williams. Si può notare come il linguaggio degli anni '70 fosse più spinto, debitore da una parte della tradizione jazz propriamente americana da cui il compositore è partito, come dimostra il brano Cantina Band, quasi prototipo di una jem section aliena(nte), dall'altra una profonda conoscenza della musica del novecento storico (suo maestro è stato Castelnuovo- Tedesco) e più in generale della tradizione occidentale sinfonica e cinematografica hollywoodiana: è sorprendente notare l'incredibile somiglianza fra The Desert e l'incipit della II parte del Sacre di Stravinsky. Forse anche per il livello drammatico della narrazione il linguaggio si fa più sinfonico e romantico nei brani recenti, con interventi corali in gaelico, la lingua ancestrale ampiamente sfruttata del mondo fantasy.
 
Simone Pedroni__8
Pedroni conduce LaVerdi e il Coro Sinfonico di Milano (diretto da Erina Gambarini) in maniera davvero eccellente dimostrando una certa sintonia forse dovuta anche al fatto di esserne pianista residente. Il gesto direttoriale risulta chiarissimo e nitido. Il pubblico, che oltre agli abituali abbonati comprende uno stuolo di giovani appassionati della saga che si salutano con il motto “Che la Forza sia con te!”, tributa a tutti gli esecutori un applauso davvero travolgente dopo due ore e mezza di concerto. All'evento hanno preso parte anche i figuranti della Legione 501st Italica Garrison e della Rebel Legion Italian Base, i due gruppi di costuming Star Wars ufficializzati da Lucasfilm, che per il bis hanno fatto la loro entrata trionfale in sala sulla musica della Imperial march. C'erano anche le spade laser.

 

Locandina

Auditorium di Milano - Orchestra Verdi - Stagione 2015
Concerto n. 50
Musica di John Williams

Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi


Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi

Maestro del Coro: Erina Gambarini

Direttore Simone Pedroni

 

FOTO fornite dall'Ufficio Stampa LaVerdi

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