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Panerai2La casa editrice Azzali aggiunge alla sua vasta produzione di biografie di cantanti lirici quella di Rolando Panerai curata da Elio Trovato. Si tratta di un libro importante perché ripercorre la carriera del cantante toscano, uno dei piu importanti baritoni italiani della seconda meta del XX secolo, significa ripercorrere una buona parte del melodramma degli ultimi sessant’anni.

In questo libro, che vanta l’autorevole prefazione di Giancarlo Landini, si racconta inoltre a chi non l’ha conosciuto anche l’uomo Rolando, un artista che non ha mai smesso di essere a fianco della professione una persona di estrema umanità, semplicità e simpatia. Chi scrive ha avuto l’onore di ascoltarlo, per ragioni anagrafiche, solo nell’ultima parte della sua lunghissima carriera, ma il ricordo vivo ed incancellabile del suo Dulcamara e Falstaff restano scolpiti. Questa biografia si divide in due sezioni: la prima dove il nostro protagonista risponde ad una lunga serie di domande partendo dalla fanciullezza ed intrecciando sia aspetti di vita privata sia gli esordi e poi il successo internazionale, la seconda sviluppa la carriera artistica attraverso il susseguirsi dei ruoli acquisiti e percorrendo 63 anni dal 17 dicembre 1944 al 18 settembre 2007. Rolando Panerai nasce a Campi Bisenzio il 24 ottobre 1924 e la sua gioventù scorre tranquilla nelle splendide campagne fiorentine. Ma per tutti i ragazzi della sua generazione sarà la guerra successiva a segnare in modo particolare la loro vita, sia per la situazione politica con l’occupazione sia perché erano anni bui e di ristrettezze. In questo frangente Rolando scopre di avere una voce interessante, ovviamente acerba non educata. Con l’audizione dal Maestro Frazzi Rolando trova una delle figure piu importanti della sua vita di artista, colui che gli insegnerà le basi di una tecnica vocale che lo stesso cantante definisce belcantistica, veristica (potendo cantare di tutto) per oltre 60 anni e fu l’unico maestro di canto che ebbe nella sua vita di artista. Dopo questa scuola impegnativa ma efficace si presenta per la prima volta in pubblico nel 1944 in concerto. Non erano certo anni allegri, eravamo in piena guerra, ma questi concerti di periferia gli permisero di frequentare poi la Scuola del Teatro Comunale di Firenze dove ebbe per compagni di classe nomi come Franco Calabrese, Cesy Broggini, Mirto Picchi, Ettore Bastianini, Giangiacomo Guelfi.Panerai1 Il debutto vero e proprio in un ruolo operistico avvenne nel 1946 in Lucia di Lammermoor proprio a Campi Bisenzio. Da qui iniziarono recite prima in provincia poi a Firenze e successivamente in altri teatri italiani. Nel giro di poco tempo arriva alla Scala dove debuttò nel Samson et Dalila diretto da De Sabata. Ebbe, in quel periodo occasione di cantare ne I Trionfi di Orff con Elisabeth Schwarzkopf, celeberrima cantante tedesca nonché moglie di Walter Legge potente impresario della casa discografica Emi. La segnalazione della Schwarzkopf al marito procurò a Panerai il debutto discografico nell’incisione de I puritani a fianco di Maria Callas e Giuseppe Di Stefano. Con la Callas cantò innumerevoli volte soprattutto Lucia di Lammermoor e quella con la direzione di Karajan è considerata ancor oggi una pietra miliare nella storia del melodramma. I rapporti artistici con direttori quali Karajan, Böhm, Rosbaud portò Panerai nel giro di brevissimo tempo in tutti i piu importanti teatri europei, in produzioni di prestigio con autorevoli colleghi, registi e direttori, elencarli sarebbe titanica impresa, ma se si analizza la presenza di Panerai in alcuni teatri possiamo farci un’idea della sua grande professionalità e longevità: a Firenze cantò dal 1946 al 2004, alla Scala dal 1952 al 1983, alla Piccola Scala dal 1956 al 1976, al San Carlo di Napoli dal 1947 al 1971, all’Opera di Roma dal 1951 al 1979, alla Staatsoper di Vienna dal 1956 al 1998, al Nationaltheater di Monaco dal 1953 al 1987, a Salisburgo dal 1957 al 1982, ad Aix-en-Provence dal 1955 al 1972. Furono soprattutto i festival austriaci e francesi a mettere in luce le sue peculiari doti artistiche che erano una perfetta simbiosi di canto e recitazione. Panerai non fu artista affetto da protagonismo, per molti anni cantò Masetto nel Don Giovanni di Mozart nelle piu importanti produzioni dell’opera a livello mondiale, successivamente interpretò anche il ruolo di Leporello, cosa che avvenne anche con Così fan tutte cantando prima Guglielmo poi Don Alfonso. Ci fu poi il passaggio da Ford a Falstaff nell’opera di Verdi oppure in Donizetti da Belcore a Dulcamara e da Malatesta a Don Pasquale. Molte volte fu un grandissimo Paolo Albani in Simon Boccanegra a fianco di Tito Gobbi. Fu protagonista di molti avvenimenti storici, come ad esempio, la prima opera trasmessa dalla televisione Italiana Il barbiere di Siviglia diretto da Giulini, l’inaugurazione della Piccola Scala con Così fan tutte diretta da Guido Cantelli e la prima esecuzione scenica dell’Angelo di fuoco di Prokofev a Spoleto assieme a Leyla Gencer e diretta da Istvan Kerstez. A differenza di molti suoi altrettanto celebri colleghi praticò spesso e con successo il repertorio contemporaneo: Fra Gherardo di Pizzetti, Margherita da Cortona di Refice, Le campane e Il linguaggio dei fiori di Rossellini, La fiamma di Respighi, Mas’aniello di Napoli, Mathis der Mahler di Hindemith (alla Scala in prima italiana), Macbeth di Bloch, Il calzare d’argento di Pizzetti (prima assoluta alla Scala), Il console di Menotti, Era proibito di Luciano Chailly, L’amore delle tre melarance di Prokofiev, Una partita a pugni di Vieri Tosatti; non dimenticando il ‘700: Alceste (con M. Callas alla Scala), Orfeo di Monteverdi, Il filosofo di campagna di Galuppi, Serse di Händel, La Griselda di Scarlatti, Il matrimonio segreto di Cimarosa, Lo frate ‘nnamorato di Pergolesi, Falstaff di Salieri. Definire Rolando Panerai è difficile e complicato, non si può affermare che rappresenti solo il baritono belcantista, o verdiano, o altre categorie, era un cantante a tutto tondo e già questa è una prerogativa rara. Semmai si può tracciare un profilo con autori e ruoli da lui assiduamente frequentati. I ruoli piu cantati furono il Figaro del Barbiere rossiniano, Marcello della Bohème, e Mozart nella trilogia dapontiana. Ma non si possono tacere dei tantissimi Don Pasquale, Elisir, Le nozze di figaro, Lucia di Lammermoor, Gianni Schicchi, Madama Butterfly, Falstaff (nei due ruoli) e La Traviata. Artista dunque a tutto campo tra i più versatili e prolifici, contraddistinto da notevole presenza scenica ed incomparabile senso musicale. Una carriera lunghissima che ovviamente nell’ultima parte tiene il segno più all’artista che al raffinato cantante di prima, ma questo è inevitabile. Il bellissimo libro di Trovato racconta anno per anno il susseguirsi di interpretazioni e debutti con rara precisione e perizia musicale. Interessantissime le pagine dedicate alla cronologia delle opere con cast completi, direttori registi ecc, oltre alla prolifica discografia dove si ritrovano anche video, oserei dire introvabili, degli archivi della Radio Televisione Francese. Un ottimo libro per ripercorrere una delle piu fortunate e rigogliose carriere, sia per chi l’ha conosciuto artisticamente sia per coloro che non hanno avuto tale fortuna.

Rolando Panerai Simpatia e comunicativa

di Elio Trovato

pp. 570, Azzali Editore, 2009

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