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ermafrodite armoniche_-_zecchini__2011Il Contralto nell'Ottocento.

Marco Beghelli e Raffaele Talmelli, due musicologi seppur di diversa estrazione, si sono avventurati nel complesso ed alquanto misterioso mondo del contralto ottocentesco. Quello che oggi intendiamo per contralto è una voce omogenea con particolare predisposizione nel registro grave, una zona centrale voluttuosa e ferma, un settore acuto efficace seppur non particolarmente esteso. Nel corso dei secoli non fu sempre così anche per caratteristiche di stile.

Se ascoltiamo voci come quelle di Ernestine Schumann-Heink, Marie Delna, Clara Butt o Louise Homer, nelle loro primitive incisioni degli inizi del '900, possiamo rilevare, anche da una sommaria audizione, un'ambiguità sonora tra registro grave ed acuto, talvolta con effetti notevolmente peculiari. In queste cantanti non c'è il tentativo di attenuare, o quanto meno a "nascondere", tale sbalzo anzi se ne percepisce piuttosto una volontà di accentuare tali prerogative, le quali al tempo erano considerate ammirevoli virtuosismi. Oggigiorno tale pratica è completamene sparita perché è cambiato il gusto delle esecuzioni e tale "manierismo" è stato bandito sia dai conservatori sia dagli insegnanti di canto. Qualora qualcuno volesse riproporla, sarebbe quasi impossibile ottenere qualche scrittura se non per sporadiche esecuzioni di nicchia. Tale tesi è confermata dal breve intervento di Elisabetta Fiorillo pubblicata nel volume. La lunga carrellata di autentiche stars ottocentesche ci schiude quell'affascinante mondo canoro forse mitizzato ma che segnò un punto di riferimento dell'esecuzione tecnica vocale. Il lungo elenco è una sintesi accurata del bel canto ottocentesco e novecentesco: Maria Malibran, Isabella Colbran, Giuditta Pasta, Marietta Alboni, Guerrina Fabbri, Pauline Viardot, Marianne Brandt, Eugenia Mantelli e altre. Le proprietà stilistiche di queste cantanti rappresentano il modello canoro cui si sono rivolti illustri compositori creando ruoli ad hoc per le loro peculiarità. Il disuso odierno e la prassi esecutiva hanno letteralmente cambiato i metodi di studio e la realizzazione vocale. Tuttavia è importante per un cantante capire le sue possibilità, forgiarle e rendere utilizzabile la voce in un repertorio eseguibile oggigiorno. Gli esempi non mancano: in appendice le testimonianze ad esempio di Elisabetta Fiorllo, Huguette Tourangeau, Angelo Manzotti, l'insegnante di Lucia Valentini Terrani, portano a ipotizzare che se fossero nati nel secolo scorso le loro carriere avrebbero preso strade con esiti molto diversi da quelli conosciuti.

Singolare ed anche drammatica la vicenda di Lily Dan narrata in appendice da Raffaele Talmelli. Ho conosciuto Raffaele all'Arena di Verona anni or sono e mi ha parlò di questa persona inviandomi poi in segno di amicizia un cd con alcuni brani inediti che mi fecero molta impressione considerando che le incisioni erano private ed effettuate in anni non più giovanili della cantante. Parallelamente all'arte che lei avrebbe potuto esprimere, vi è la vicenda umana che mi fu accennata nel breve spazio di alcuni intervalli dell'opera. Leggendo ora una più completa vicissitudine umana, non nego che ho provato molta tristezza e anche un po' di rabbia. Lily Dan (ovviamente è uno pseudonimo) visse anni notevolmente difficili per persone "diverse" e le sue qualità artistiche furono ovviamente tarpate sin dall'inizio, ma tali ingiustizie non segnarono solo un'eventuale carriera ma anche un'intera vita costituita purtroppo da dileggi e sofferenze. A tali sofferenze in parte ha cercato di venirle in soccorso, in età matura, Padre Raffaele e voglio aggiungere non solo perché persona di fede, ma perché soccorritore dei bisognosi non solo come nel caso narrato. La peculiarità di Lily Dan fu costituita dalla naturale predisposizione al canto contraltile cui la sorte non riservò un eventuale sviluppo e soprattutto una vita serena nel tentativo di creare qualcosa di artistico che resterà per sempre enigma poiché frenato dagli eventi.

E' stato allegato al libro un cd, il quale sarà un mezzo per il neofita di scoprire questo mondo in parte perduto, ma che sotto taluni aspetti rivive attraverso particolari esempi anche contemporanei senza raggiungendo fama, gloria e tributi riservati in passato. Peccato che i brani non siano completi ma solo incipit per una comprensione della tecnica di canto. In sintesi, un volume originale che cerca almeno in parte di colmare un vuoto anche accademico soprattutto per le giovani generazioni che si avvicinano allo studio del canto o dell'ascoltatore che desidera ampliare la conoscenza storico-stilistica dell'esecuzione operistica.

 

MARCO BEGHELLI – RAFFAELE TALMELLI:

ERMAFRODITE ARMONICHE  -  Il contralto nell'Ottocento

Con testimonianze di: Théophile Gautier, Nico Paolo Paolillo, Franco Fussi, Richard Bonynge, Michael Aspinall, Huguette Tourangeau, Adriana Rognoni Elisabetta Fiorillo, Gloria Scalchi, Angelo Manzotti

Zecchini Editore, 2011 pp. 215 con cd allegato € 25

www.zecchini.com

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