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dallari_nurijParma, 23 novembre 2010. “La musica, il canto e la danza sono i tre generi teatrali che da sempre mi appassionano, tanto da farne il mio lavoro” ha detto Luciana Dallari, responsabile marketing e editoria della Fondazione Arturo Toscanini e presidentessa dell’Associazione Verdissime.com. “Tra le cose più belle che mi accadono nella vita, è pronunciare il nome di Arturo Toscanini decine di volte al giorno. Nel cinquantesimo anniversario della sua scomparsa, il 16 gennaio 2007, tutto il mondo ha parlato del direttore d’orchestra e del mito, mai nessuno dell’uomo. Io non l’ho conosciuto, ma lo vedo ancora camminare per le strade di Parma; infatti nella mia storia non muore, ma è stanco e semplicemente si ritira per riposare”. Luciana Dallari, ideatrice e scrittrice di Artu e Melody, libro edito da Berti di Piacenza nel 2007, con disegni e illustrazioni di Oscar Salerni e realizzazione grafica di Filippo Calzi, racconta la favola de “la bacchetta magica più famosa del mondo”. Visibilmente commossa, dice di non volersi sostituire ai molti studiosi e autori che hanno pubblicato la vita del Maestro, ma lo vuole far conoscere ai bambini, interessandoli e affascinandoli attraverso i magnifici disegni ed i personaggi fiabeschi che narrano la vicenda, tra cui la bacchetta Artu, il leggio Melody, il podio Pippo e le sette note. I momenti più importanti della vicenda umana e professionale del Grande Maestro sono raccontati in maniera accattivante, dalla nascita nella Parma d’Oltretorrente al debutto a Rio de Janeiro, dalla prima di Turandot alla Scala di Milano al primo Centenario Verdiano a Busseto, dal Metropolitan di New York alla riapertura della Scala ricostruita dopo la seconda guerra mondiale, fino alla creazione della NBC Symphony Orchestra, senza tralasciare la moglie, i figli, i nipoti ed il cagnolino Picciù.
dallari_artu“Non mi ritengo una scrittrice e per questo non ho voluto il mio nome in copertina” prosegue Luciana Dallari. “Questo libro è Toscanini ed è totalmente rivolto ai più piccoli, verso i quali tutti gli adulti hanno il compito di trasmettere le proprie esperienze. Ma è anche una scoperta per i più grandi, proprio come lo è stato per me. Addentrandomi nei particolari più minuti della sua vita ho scoperto dei bellissimi aneddoti, come nel caso dell’inaugurazione della Scala nel dopoguerra, quando furono gli stessi milanesi a sceglierlo per il grande evento”. Questa fiaba ha chiaramente l’intento di fare rivivere prima di tutto il bambino, il ragazzo, l’uomo e poi il grande direttore, la star, il mito. “Trovo Artu e Melody totalmente incantevole” ha detto la Contessa Emanuela di Castelbarco, nipote di Arturo Toscanini, che per gentile concessione ha permesso la pubblicazione nel libro di numerose fotografie storiche del nonno. “È spiritoso, divertente e soprattutto ricco di episodi originali che rinfrescano la memoria e leggendolo con gli occhi di un bimbo, mi sembra di tornare ad esserlo”.
Con l’aspirazione di continuare a raccontare ai più piccoli la vita artistica dei più celebri personaggi del passato, quelli che hanno contribuito a far grande il nostro teatro, dopo Artu e Melody Luciana Dallari si è dedicata a Maria Callas. “Desidero spiegare ai bambini che ci sono stati artisti, grandi persone, che hanno reso memorabile il mondo del melodramma e che senza di loro non avremmo sicuramente avuto questi risultati in tutto il mondo” dice l’autrice di Calla: la voce di Mary. dallari_calla“Per me la Callas è come un fiore elegante e di classe e questa meravigliosa storia fatta di opere liriche, ma anche della vita di tutti i giorni, mette in risalto il carattere della diva che non vuole farsi vedere piangere, ma che lo fa interpretando i suoi personaggi con passione e piena di sentimenti. Dunque questo racconto ha come protagonista Mary, una Star del bel canto, che ha un nome d’arte di origine greca, Callas e assomiglia al fiore calla, dal greco Kallos, che significa bello, raffinato. Gli altri personaggi sono il saggio baule Aristotele, stesso nome del grande filosofo greco e di Onassis e la macchina fotografica Clicka, che segue la Divina in teatro oltre che nella mondanità. A differenza di Artu e Melody non ho risparmiato la verità, anche se talvolta un po’ cruda, come nel caso del bambino morto o del fatto che Maria era innamorata dell’uomo che veniva dal mare, il suo Eros”.
Calla: la voce di Mary, edito da Azzali di Parma nel 2008, con disegni, illustrazioni e realizzazione grafica di Diego Gradali, è una storia fantastica, ma allo stesso tempo vera, dove la voce Calla e i due simpatici personaggi dialogano con Mary, in modo da accendere l’immaginazione dei bambini ed avvicinarli alla musica. Come in tutte le fiabe non mancano gli episodi più crudeli, come la difficile infanzia newyorkese o l’infelicità perpetua del suo amore, ma anche momenti felici e appassionanti, dal debutto in Tosca ad Atene ai grandi successi italiani, dalla ribalta dei più importanti palcoscenici del mondo alle copertine dei rotocalchi, e alla fine il fiore appassisce e si addormenta a Parigi, ma noi tutti ne possiamo ancora ascoltare la voce. Questo libro è dedicato a Franco Zeffirelli, che ha gentilmente donato una fotografia mai pubblicata e riportata in prima pagina, che lo ritrae con Maria Callas, durante Tosca al Covent Garden nel 1964.
dallari_nurij2“Dopo Arturo Toscanini e la Grande Divina, non poteva quindi mancare il magnifico Rudolf Nureyev” conclude Luciana Dallari, che quest’anno si è cimentata nella pubblicazione di Le giravolte di Nurij edito da Grafiche Lama di Piacenza. “Amo la danza fin da bambina ed avendo lavorato al teatro Romolo Valli di Reggio Emilia ho avuto l’opportunità di conoscere personalmente tanti grandi ballerini da Alvin Ailey a Martha Grahm, da Michail Baryšnikov a Carla Fracci e naturalmente il celebre danzatore russo. Per tutti noi, questi tre artisti – Toscanini, Callas, Nureyev – hanno cambiato il modo di interpretare gli spettacoli, hanno creato il mito, il fenomeno del divismo, modificato la maniera di recarsi a teatro, per un pubblico che era abituato ad andarci solo per farsi vedere. A differenza di Artu e Melody e di Calla: la voce di Mary, in questo racconto non ci sono altri personaggi, ma solo il protagonista. È lo stesso Nureyev a raccontare la sua vita ed è Violetta (che sono io) a scriverla. Inizia con la sua nascita a bordo di un treno in corsa in mezzo alla steppa russa”. Quest’ultimo libro, pur essendo sempre rivolto ai giovani lettori, è forse il più adulto dei tre, dove Luciana Dallari, anche grazie all’uso della prima persona, trova un modo di raccontare la vicenda umana e professionale del grande ballerino bolscevico con frasi dal respiro più ampio. Anche i disegni e le illustrazioni di Diego Gradali e la realizzazione grafica di Mirko Zavattoni sono meno infantili rispetto a Calla: la voce di Mary e forse questo rischia di coinvolgere di meno i più piccoli. L’autrice deve essere certamente premiata per l’idea, l’originalità, la passione che riesce a trasmettere, la partecipazione e l’attenzione che è in grado di attirare con i sui testi. Gli unici nei sono la punteggiatura e gli accenti, non sempre perfetti, ma difficili da notare durante letture così scorrevoli e piacevoli.

Artu e Melody, Editrice Berti, 2007, ISBN 8873641466
Calla: la voce di Mary, Azzali Editori, 2008, ISBN 8888252444
Le giravolte di Nurij, GL Editore, 2010, ISBN 9788896037232

FOTO GENTILMENTE CONCESSE DA LUCIANA DALLARI

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