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scansione0001Germanico, chi era costui? La Deutsche Harmonia Mundi pubblica una prima incisione assoluta, ma sarebbe il caso di parlare anche di prima esecuzione assoluta dell'opera Germanico attribuita a Georg Friedrich Händel su libretto di autore ignoto.

Le note scritte da Ottaviano Tenerani ci delucidano che il manoscritto di Germanico è stato rinvenuto nel gennaio 2007 presso il Fondo Pitti Teatro della Biblioteca del Conservatorio "Luigi Cherubini" di Firenze. Fino ad oggi l'opera era sconosciuta ma secondo molti indizi è attribuibile al Caro Sassone e si presume composta negli anni 1706-1710 che si riferiscono al periodo italiano del compositore. Le indagini e gli studi degli scopritori hanno portato ad alcune conclusioni, che sintetizzo:

a. l'opera Germanico non è presente in nessun catalogo antico o moderno delle composizioni di Händel e nemmeno fra quelle certe o attribuite, disperse o incerte

b. su tutti i cataloghi della Biblioteca del conservatorio di Firenze l'attribuzione appare in maniera chiara e cronologicamente corretta. Il titolo è anche citato nel catalogo della Biblioteca del Conservatorio di Firenze stilato da Gandolfi, Cordara e Bonavetura nel 1929

c. fino ad oggi non si è trovato nessun altro esemplare di Germanico, nessun riferimento della prima esecuzione (probabilmente privata) e conseguentemente nessuna copia di libretto a stampa

d. il manoscritto, non catalogato, è su carta e grafia risalenti senza dubbio ai primi annoi del 1700. Sulla pagina prima in alto a sinistra si legge "del sigr Hendl", nome dell'autore scritto dal copista basato sulla pronuncia secondo l'uso del tempo. Sono presenti mani di scrittura differenti da quella del copista, con altre parti per violino

e. è risaputo che la cronologia delle opere italiane di Händel è incerta per la scarsa documentazione che si dispone circa i suoi spostamenti nel nostro paese. Studi successivi, sul manoscritto in oggetto e sulle carte, collocano lo spartito nel periodo italiano del compositore e più precisamente al suo primo soggiorno veneziano o fiorentino. Lo stesso Tenerani rileva che confermata la datazione della carta appare del tutto improbabile se non illogico l'attribuzione per "errore" o "di comodo" di un ventenne, ancor sconosciuto appena giunto in Italia, come la dicitura sulla prima pagina attesta

f. i confronti stilistici e compositivi del periodo citato sono coerenti con i canoni handeliani. Interessante è l'utilizzo di una coppia di viole da gamba obbligate in due are, fatto insolito nella musica italiana del tempo. Inoltre, in un lungo recitativo accompagnato da viola e violino appaiono evidenti somiglianze melodiche, armoniche e strutturali con tutta la produzione handeliana, tuttavia senza aver individuato precisi o estesi elementi di riutilizzo

g. ultima considerazione: è certo che Händel arrivò in Italia nel 1706 e che i suoi soggiorni si svilupparono tra Venezia, Firenze e Roma. Il compositore scrisse in tale periodo su carta da musica veneziana (filigrana con tre mezze lune) fino ad esaurimento, poi su altra carta. Sappiamo che il libretto cita avvenimenti della guerra civile spagnola

Dunque, seppur con molti dubbi, dobbiamo considerare questo spartito come il primo di Händel e conosciamo per la prima volta l'Ensemble e Coro Il Rossignolo, il quale mostra una perfetta aderenza stilistica barocca risultando alla fine un complesso musicale di primordine.

La Deutsche Hamronia Mundi ha radunato per l'occasione un cast di specialisti su cui primeggia per stile, colore e adamantina vocalità Sara Mingardo. Sua degna compagna di viaggio è Maria Grazia Schiavo. La presenza di Franco Fagioli rende ancor più appetibile l'edizione poiché il cantante si sta affermando come uno più importanti controtenori a livello internazionale e lo conferma l'aria "Bella sorte con destra felice". La professionalità contraddistingue Laura Chierici, Sergio Foresti, anche se le sue agilità non sono perfette, e Magnus Steveland.

Il Direttore Ottaviano Tenerari tiene in pugno la briglia della partitura con dovizia ineccepibile, rigoroso nei tempi e nel linguaggio barocco. Sarebbe auspicabile sentire ancora questa bacchetta concertare il "suo" ensemble nel repertorio sei-settecentesco più conosciuto perché ritengo ci siano tutti i presupposti di specifiche e ottime interpretazioni.

L'opera in sé non si rivela un'eccelsa partitura, anzi si colloca sul formale, ma nell'insieme è piacevole, pur restando gli ampi dubbi sull'autenticità, i quali avrebbero dovuto suggerire una maggiore prudenza da parte della casa discografica inserendo in copertina il termine "attribuito".

 

CD DEUTSCHE HARMONIA MUNDI 88697860452 (2011)

Attribuito a Georg Friedrich Handel: GERMANICO

Serenata a sei. Libretto di autore sconosciuto.

Germanico: Sara Mingardo

Agrippina: Maria Grazia Schiavo

Antonia: Laura Chierici

Lucio: Franco Fagioli

Celio: Magnus Staveland

Cesare: Sergio Foresti

Ensemble e Coro Il Rossignolo

Direttore Ottaviano Tenerani

Registrato a Lonigo (Vicenza) Villa San Fermo dal 9 al 19 novmebre 2010

Sony Music.

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