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images_CDGioia! è il titolo del primo recital di Aleksandra Kurzak edito da Decca.

Non sono a conoscenza se la cantante di origine polacca abbia stipulato un contratto in esclusiva con la celebre casa “house” londinese, tuttavia Decca ha voluto porre un accento nuovo a questa incisione: affiancare alla solista un altro giovane direttore, Omer Meir Wellber, e un complesso in continua ascesa quale l’Orquestra de la Comunitat Valenciana. Avevo già sentito parlare della Kurzak qualche anno fa in termini lusinghieri in occasione di una ripresa a Londra dell’opera “Mathilde di Shabran” di Rossini (a fianco di Juan Diego Florez), poi di recente alla Scala si presentò in un recital piuttosto sbiadito per proseguire a Torino recentemente con una Traviata che ottenne enorme successo di pubblico. Prossimamente sarà impegnata a Verona ne “Il barbiere di Siviglia” e finalmente avrò occasione di sentirla dal vivo. La scelta dei brani inseriti in questo cd, riferiti ad autori quali Rossini, Mozart, Donizetti, J. Strauss, Puccini, Verdi e Bellini, sarebbero presupposto di una vera fuoriclasse per completezza interpretativa e canora, peculiarità essenziali per simile repertorio. Purtroppo non è cosi! La Kurzak ha dalla sua una voce molto graziosa di soprano lirico leggero ma con una spiccata predisposizione per la coloratura, però non sorretta da una definita tecnica. Nelle note di copertina lei stessa racconta di essersi avvicinata al canto all’età di diciannove anni, e sia pure che la madre fosse cantante d’opera ciò non toglie che la preparazione ad un primo ascolto non lascia particolari suggestioni. Un recital come tanti, confezionato bene, con brani celeberrimi nei quali dovrebbe emergere la grande cantante, la grande vocalista. Tra le cose migliori potrei citare la sortita di Rosina in versione sopranile e una Susanna da “Le nozze di Figaro” con un bel legato. Si fa apprezzare anche nella solita aria da “Gianni Schicchi” e tutto sommato anche come frizzante Adele da “Die Fledermaus”. Quando si ascoltano i ruoli più impegnativi e cerchi non si chiudono. Nell’aria dal primo atto della “Lucia di Lammermoor” manca di ampiezza, carattere, suggestione e le agilità sono appena accettabili, eseguita in tal modo, sarebbe assai improbabile una pazzia almeno decorosa.immagine_kurzak Il clima cambia ne “La traviata” seppur il recitativo sia banale, ma l’arioso è pertinente e abbastanza disinvolta nella cabaletta. “Caro nome” è eseguito in maniera languida ed estenuante con difficoltà nel legato, mentre nella polacca da “I puritani” cade clamorosamente per gusto e coerenza tecnica oltre ad uno stile impersonale del tutto estraneo a questo grande pezzo di bravura. Il brio sensuale non è poi il suo pane quotidiano, si avverte ascoltando il valzer di Musetta, appare un po’ meglio nel duetto da “L’elisir d’amore” perché più patetico ma noto seri dubbi che la sua Adina integrale possa avere tutte le sfaccettature della ricca ma innamorata provinciale. L’ultimo brano è una rarità: Do grobu trwac dall’opera “Straszny dwor” di Stanislaw Moniuszko, compositore polacco nazional popolare. Trattasi di un lungo brano molto lirico, dove la Kurzak infonde migliore sentimento e passionalità rispetto ad altri. Con lei nel duetto “Una parola Adina” merita una particolare menzione il giovane tenore Francesco Demuro, il quale affronta con molta professionalità e sentimento il ruolo di Nemorino. L’apporto orchestrale è molto valido, il suono bello e luminoso, semmai è la bacchetta di Wellber che è alterna. In Rossini si denota una certa pesantezza, migliore Mozart e Strauss; mi sembra di percepire che il romanticismo non sia il suo terreno d’elezione: in Lucia manca di poesia scansione e nei Puritani avrebbe dovuto essere più rigoroso nello stile.

 

 

Cd Decca 4782730 - 2011

 

Rossini: ILBARBIERE DI SIVIGLIA “Una voce poco fa

Mozart: LE NOZZE DI FIGARO Giunse alfin il momento… Deh vieni, non tardar

Donizetti: LUCIA DI LAMMERMOOR Regnava nel silenzio

Strauss II: DIE FLEDERMAUS Mein Herr Marquis

Puccini: GIANNI SCHICCHI O mio babbino caro

Verdi: LA TRAVIATA E’ strano.. Ah, fors’è lui… Sempre libera *

Verdi: RIGOLETTO Gualtier Maldè… Caro nome

Bellini: I PURITANI Son vergin vezzosa

Donizetti: L’ELISIR D’AMORE Una parola Adina *

Pucicni: LA BOHEME Quando m’en vo

Moniuszko: STRASZNY DWOR Do grobu trwac

 

* Tenore: Francesco Demuro

Orquestra de la Comunitat Valenciana

Direttore: Omer Meir Wellber

(registrato a Valencia: Palau de les Arts Reina Sofia, dicembre 2010)

 


 


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