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Vittorio_Italian_Tenor_JEWELThe Italian Tenor è il titolo del recital d’esordio di Vittorio Grigolo, giovane cantante non più promessa ma realtà internazionale.

Grigolo canta da sempre, ancor bambino intonava arie e romanze, conseguenza di essere nato in una famiglia di melomani. Dalla natia Toscana si sposta a Roma ed entra nel coro della Cappella Sistina. Le qualità si intravedono subito tanto che sarà scelto per il ruolo del pastorello nella Tosca inaugurale all’Opera di Roma nel 1990 al fianco di Raina Kabaivanska, Luciano Pavarotti e Ingvar Wixell con tanto di pubblicazione Cd RCA e diretta televisiva Rai. I fenomenali fanciulleschi esordi non restano confinati fini a se stessi, come spesso accade, e Grigolo inizia un periodo d’intenso studio per formare la sua voce, capirne la vocalità e cercare un repertorio. Iniziano i primi debutti teatrali che individuano subito un tenore lirico-leggero, infatti, canta spesso Il barbiere di Siviglia e Il turco in Italia nei ruoli principali ma non disdegna le parti di comprimariato. Chi scrive ebbe occasione di ascoltarlo nel 2000 a Bologna nel ruolo del timoniere ne Der Fliegende Holländer di Richard Wagner. Mi colpì l’incisività di un canto etereo ma altrettanto incisivo. Il ruolo è limitato, non nego, ma è da ricordare che in passato altri tenori affrontarono ruoli secondari prima di passare al repertorio di protagonista come ad esempio Fritz Wunderlich, e Vittorio Grigolo mi fece un’ottima impressione tanto che andai a conoscerlo alla fine della recita. Mi accolse come un vecchio amico, con simpatia e molta cordialità, si parlò di canto e delle sue aspettative e lui precisò che non voleva fare tappe affrettate. In seguito lo riascoltai in piccolo ruolo ne Il viaggio a Reims sempre a Bologna, ma soprattutto quale Tony in West Side Story di Leonard Bernstein alla Scala. Il passo era fatto, ora era protagonista e in tale occasione che protagonista! Classe, temperamento, spavalderia giovanile, tutti elementi che contribuirono alla riuscita perfetta di un personaggio non solo dal punto di vista vocale ma altresì scenico e di artista completo perché Grigolo interpretò splendidamente tutte le danze sulle coreografie originali di Jerome Robbins. La carriera era dunque avviata, seguiranno altri debutti importanti Alfredo nella Traviata, Elisir, Rigoletto, Lucrezia Borgia ma soprattutto Bohème e Manon di Massenet. A coronamento e conoscenza planetaria lo scorso settembre il Rigoletto televisivo girato a Mantova nei luoghi ove si svolge il dramma di Hugo da cui Verdi trasse l’opera. Per questo recital Sony Grigolo sceglie un programma da vero tenore: Donizetti, Verdi e Puccini. Non tutto quanto inciso è stato anche interpretato in teatro, ma si tratta di un disco pertanto il gioco vale la candela. Ascoltata oggi in cd la voce di Grigolo, si è certamente spostata verso il registro lirico, mai lezioso e piuttosto intenso, molto ben fraseggiata e con ottime capacità nel settore acuto. Presumo che con il passare degli anni, con una successiva maturità ed evoluzione, egli s’indirizzerà verso un repertorio più spinto, ma ciò avverrà se e quando lo riterrà opportuno. Intanto lo attendiamo in giugno alla Scala nel Romeo et Juliette. Nell’incisione appaiono particolarmente emozionanti l’aria di Des Grieux, dal tratto sognante e rapito mentre nell’addio di Cavaradossi il filato (di tradizione) è bello e l’espressività ragguardevole. Per contro nel Trovatore, ove affronta recitativo, aria e cabaletta, credo che la sua voce sia troppo leggera seppur non manchi di temperamento, il recitativo sia molto accurato e le note non lo spaventino. Ne Il ballo in maschera è carente la scansione e un certo vigore per tale ruolo il tenore non ancora lo possiede. Questi i punti deboli, si fa per dire, dell’incisione. Nelle altre parti troviamo un tenore meravigliosamente fresco, di ottima finitura e valente interprete. Eccelle in Nemorino, dal lirismo patetico e sentito ed esegue la cavatina di Fernando senza una minima incertezza nel difficile registro acuto. In Rigoletto sfodera tutta la baldanza e l’ardore che il ruolo richiede soprattutto in una cabaletta particolarmente ispirata. Squisito lirismo anche in Rodolfo, trovo sia particolarmente illuminato ne Le Villi cui non mancherebbe anche teatralmente più che positivi risultati e fortemente disperato e cesellatore in Luisa Miller. Infine, il brano che più mi ha entusiasmato, voi anche per la rara esecuzione, è la grande aria da Il corsaro di Verdi. Qui Grigolo trova non solo un terreno fertile per mettere a buon uso finezze vocali e fraseggio di prim’ordine ma altrettanta impulsività e vigore nella brillante cabaletta che rendono il tutto un traguardo di altissimo livello. La direzione di Piergiorgio Morandi è un valido apporto e ben disposto ad assecondare le peculiarità vocali del tenore, l’orchestra e il coro del Teatro Regio di Parma si comportano a dovere. Un ottimo debutto discografico che sicuramente non resterà unico considerata la determinazione e la perizia di scelte di repertorio e lo sviluppo vocale che lo ha accompagnato in questo cruciale decennio. La voce, molto affascinante, accomunata da un gusto elegante e da una piena consapevolezza dei suoi mezzi, dovrebbe portare sicuramente Vittorio Grigolo tra i cantanti più apprezzati. Ottima l’incisione Sony, con note molto esaustive fortunatamente tradotte anche in italiano.

 

 

CD SONY 88697723842 (P - 2010)

Tracking List:

GIUSEPPE VERDI:

Luisa Miller: Oh fede negar potessi… Quando le sere al placido

Rigoletto: Ella mi fu rapita!... Parmi veder le lagrime… Ma dove trovasi… Possente amor mi chiama

Il corsaro: Ah! Si ben dite… Tutto parea sorridere… Della brezza col favore… Si de’ corsari il fulmine

Un ballo in maschera: Forse alla soglia attinse… Ma se m’è forza perderti

Il trovatore: Ah! Si ben mio… Manrico? Che?... Di quella pira

 GAETANO DONIZETTI:

L’elisir d’amore: Una furtiva lagrima

La favorita: Favorita del re!... Spirto gentil

 GIACOMO PUCCINI:

La boheme: Che gelida manina

Gianni Schicchi: Avete torto… Firenze è come un albero fiorito

Le villi: Ecco la casa… Torna ai felici dì

Manon Lescaut: Donna non vidi mai

Tosca: E lucevan le stelle

 

Orchestra e Coro del Teatro Regio di Parma – M.o del coro: Martino Faggiani

Direttore: Piergiorgio Morandi

Registrato all’Auditorium Niccolò Paganini di Parma 28 gennaio/1 febbraio 2010

 

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