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elisabetta rossini_dvdLa storica etichetta discografica bolognese Bongiovanni aggiunge al suo ricco catalogo Elisabetta Regina d'Inghilterra di Gioachino Rossini una registrazione effettuata nell’ ottobre del 2015 al Teatro Comunale di Sassari della produzione dell’ Ente Marialisa De Carolis per la regia di Marco Spada e con Federico Ferri alla guida dell'orchestra e del coro dell’Ente.
Andata in scena per la prima volta nel 1815 al Teatro San Carlo di Napoli Elisabetta Regina d'Inghilterra fu Il primo grande successo del pesarese a Napoli.
Con le sue numerose auto citazioni Elisabetta regina d'Inghilterra risulta quasi un compendio dell'opera rossiniana non seria a partire dall’ ouverture presa da Aureliano in Palmira e la cabaletta della cavatina di Elisabetta molto simile a quella di Rosina nel Barbiere.

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La regia di Marco Spada ambienta l’opera ai giorni nostri e Elisabetta I diventa l'attuale sovrana d'Inghilterra Elisabetta II. I costumi di Maria Filippi sono colorati e variegati e le scenografie sono dimesse senza risultare carenti. Prevalgono le suggestioni visive basate una visione quasi stereotipata dell'Inghilterra, bombette e union jack, ma la semplicità della messa in scena non ha impoverito affatto la resa generale.
Carenti sono invece riprese audio e video, missaggio e montaggio sono confusionari e per nulla diligenti ,tali da rendere poco piacevole a tratti la visione del DVD.
Silvia Dalla Benetta interpreta il ruolo del titolo con grande proprietà e agilità a partire da una buonissima esecuzione della cavatina “Quanto è grato all’alma mia”; È però nella seconda aria “Che penso desolata regina?” che ha occasione di dimostrare la versatilità del suo strumento. Eccellenti il controllo del fiato e la proiezione del suono nonché le colorature sgranate quasi sempre con grande facilità.
Degno di una prova sostenuta con grande perizia è il Leicester di Alessandro Liberatore la cui voce gode di notevole volume, che ben si sposa a quello della protagonista, gestito con oculatezza dal tenore. Squillo e baldanza, a tratti nei numero d’insieme poco bene amalgamata, caratterizzano la ragguardevole voce di Liberatore.
Risulta invece totalmente inadeguata al ruolo Sandra Pastrana nei panni di Matilde, la sposa di Leicester, cagione delle ire di Elisabetta. Il suo canto è spigoloso e poco affascinante, senza attenzione a pronuncia, legato o sostegno del fiato. Il registro acuto le è particolarmente difficoltoso in un ruolo cantato principalmente in esso e la sua interpretazione è gravosa all’ascolto.
Non gode di timbro particolarmente affascinante David Alegret ma supera comunque convenientemente la prova affrontando in modo soddisfacente anche l’insidiosa aria del secondo atto “Deh troncate i ceppi suoi” e il duetto del primo atto “Perchè mai, destin crudele”.

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Bravo, pur in un ruolo non vasto come quello di Guglielmo, Néstor Losàn, il suo è un bel timbro e il fraseggio è sempre convincente. Molto brava anche Olesya Berman Chuprinova nei panni di Enrico, fratello di Matilde.
La direzione di Federico Ferri è scomposta e poco incisiva nonostante gli sforzi dell’Orchestra. Le dinamiche sono confuse e il dialogo tra buca e orchestra a tratti completamente fuori fase, in particolare negli insiemi in cui la coesione è di fondamentale importanza. Bravissimi i solisti che nonostante questo sono riusciti per la maggior parte della rappresentazione a seguire le indicazioni di Ferri.
AB 20032

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