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Verdi_requiem_pappanoLa casa discografica Emi pubblica una nuova Messa da Requiem di Giuseppe Verdi a distanza di circa dieci anni dall’ultima edizione incisa per il centenario. E’ scontato che questa pubblicazione si è fatta per presenza di Antonio Pappano, il quale è il direttore stabile dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e della Royal Opera House Covent Garden di Londra.

Il Requiem verdiano è un capolavoro assoluto e pur essendo l’unico nel suo genere nel catalogo del compositore (non sottovalutando o tralasciando i Quattro pezzi sacri e alcune Ave Maria) ha da sempre animato la critica se considerarlo a tutti gli effetti musica sacra. Questa domanda scaturì dal fatto che Verdi da un lato non amava le classificazioni e dall’altro la sua sempre affermata laicità quasi agnostica. In questa composizione egli volle esprimere il significato emotivo di fronte alla morte trasferendo la sua arte drammatica in musica e specificamene il suo atteggiamento verso la morte di cui non sussiste traccia della serena esistenza nell’oltretomba. La registrazione presa in oggetto è il frutto di due concerti che si sono tenuti al Parco della Musica di Santa Cecilia nel gennaio 2009. La direzione di Pappano, mai banale, quì si fa interessantissima perché egli non affronta il Requiem come un pezzo sacro, ma come una cantata drammatica, cercando lo scavo nell’orchestra e un suono tendenzialmente sereno ma non tragico di indubbio fascino e spessore. Inoltre, la sua razionalità rende spesso una serrata narrazione, che ai più potrebbe disturbare, viceversa trova una logica nel lirismo drammatico e in una concezione seppur personalissima di grande effetto. I complessi dell’Accademia rispondo alle precise intuizioni e gesta in maniera encomiabile, e una lode particolare per il Coro che segna un vertice tra i piu lusinghieri. In parte è la scelta dei solisti a destare perplessità, le quali sono sicuramente di prim’ordine ma non in perfetta sintonia con lo spartito. Anja Harteros è in possesso di una voce molto affascinante, duttile e anche molto sonora, il suo limite semmai è rappresentato da un’accentazione vacillante, se non sommaria, e da una tecnica non tra le piu agguerrite. Diversamente Sonia Ganassi, possiede tutte le qualità carenti nel soprano, ma la voce si è rimpicciolita molto negli ultimi tempi e la zona grave è spesso intubata e soffocata, pur restando nel complesso il miglior elemento del cast. Rolando Villazon, tenore che non ho mai avuto la fortuna di ascoltare dal vivo, mi pare abbia perso lo splendido smalto di alcune incisioni del recente passato. Le mezze voci sono ancora belle seppur non meravigliose e si non si possa negare lo spirito e l’aderenza allo spartito davvero encomiabili. È nella voce piena che il timbro risulta spesso aspro e talvolta nasale, tutto sommato forse per difetti tecnici la voce non emerge ma resta circoscritta a una decorosa gamma timbrica e nulla più. Anche René Pape, in possesso di voce timbrata e bella deve venire a patti con una partitura sotto molti aspetti difficili da interpretare con il solo strumento vocale. Mi pare che si possa registrare anche un certo indurimento vocale e questo lo mette spesso allo scoperto sia nella zona grave sia in quella acuta, dove gli accenti sono o latenti o decisamente poco armonici. Egli comunque è attento e partecipe ma non va oltre la formale ruotine interpretativa e manca decisamene nell’accento. Ottimo l’apporto tecnico dell’incisione e la documentazione nelle note interne.

CD EMI 50999 6 98936 2 9

Giuseppe Verdi:

MESSA DA REQUEIM

Soprano: Anja Harteros

Mezzosoprano: Sonia Ganassi

Tenore: Rolando Villazon

Basso: René Pape

Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia

M.o del coro: Andrés Maspero

Direttore: Antonio Pappano

Registrazione live durante i concerti dell’8 e 13 gennaio 2009 alla Sala Santa Cecilia, Auditorium Parco della Musica Roma

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