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guagnini5Piacenza, gennaio 2016. Stefano Guagnini, venticinquenne piacentino di profonda cultura, è un compositore di vero talento che doveva soltanto essere scoperto. Grazie alla lungimiranza di Cristina Ferrari, direttore artistico del Teatro Municipale di Piacenza, sempre attenta ai giovani fin dai tempi d’oro del Teatro di Busseto negli anni attigui al primo Centenario Verdiano, ha potuto debuttare con la sinfonia e il coro “Vibri Piacenza al giubilo” dall’opera lirica Gerolama Orsini di cui è autore anche del libretto. “Scrivo prevalentemente opere liriche – ha detto Stefano Guagnini – nel rispetto della grande tradizione del belcanto, ma mi piace talvolta dedicarmi anche alla musica da camera, che considero un risvolto più intimo del mondo della composizione. Tuttavia, prediligo il melodramma in quanto rappresenta il punto d’incontro tra le mie grandi passioni: il teatro, la letteratura e la musica”.

guagnini1La musica di Guagnini è originale, ispirata, belcanto puro, ma che solo lontanamente ricorda i grandi classici, trasportando invece l’ascoltatore verso sentimenti più moderni e attuali; un vero prodigio della composizione musicale che ha ben chiare le nozioni tecniche e le sa mettere in pratica. “Generalmente, si dirà ad un primo ascolto, preferisco adottare le strutture e i canoni classici, ma non si tratta affatto di una scelta programmatica. Non compongo infatti una determinata scena, per esempio, aderendo senza variazioni alla struttura tipica del melodramma di stampo belcantistico, ma preferisco lasciarmi trasportare dalle mie emozioni riguardo ai personaggi e alla vicenda, di modo che la musica risulti sincera e spontanea. Credo sia importante, quando si crea, dimenticare la tecnica, lasciare che sia la musica a scriversi da sé. Ognuno ha il diritto di esprimersi come desidera nel campo dell’arte. Le mie melodie sono una trasposizione in musica dei sentimenti e del carattere del personaggio, per quanto riguarda il mio modo di fare melodrammi. Adoro scrivere romanze, ma anche le cabalette sono davvero divertenti da comporre. A tale proposito, ritengo sia importante ch’io ne scriva anche le variazioni ed eventuali puntature, se opportune. I recitativi? Niente di meccanico, per quanto mi riguarda: li ritengo importanti esattamente come ogni altra forma musicale, in quanto servono a conferire un certo dinamismo alla partitura, se non se ne abusa. Inoltre non affido quasi mai all’orchestra il ruolo di mero accompagnamento. Preferisco che anche Quest’ultima abbia un’importanza maggiore, come un personaggio a sé stante che segue la vicenda”.
guagnini2Stefano Guagnini ha già composto vari melodrammi, soprattutto a soggetto storico e tragico, generalmente anche autore dei suoi libretti scritti in versi, di cui è ideatore anche della sinossi. “Il mio primo esperimento in questo senso è Marie-Antoinette, tragedia lirica in due atti in francese, di cui ho intenzione di redigere un’ulteriore versione rimaneggiata e rivista in lingua italiana. Poi, dopo aver composto l’oratorio La Rivelazione e l’opera storica piacentina Bianchina Landi, ho partecipato al Concorso Internazionale di Composizione Terra di Franciacorta col mio melodramma Adelinda di Franciacorta, una tragedia lirica in tre parti. Ho anche rimesso in musica tre libretti poco conosciuti dell’Ottocento italiano: Fedra di Luigi Romanelli (1821), Caterina di Guisa (1833) e Giovanna Shore (1829) di Felice Romani [autore, tra gli altri, di libretti musicati da Mayr, Mercadante, Rossini, Meyerbeer, Donizetti, Bellini e Verdi. Ndr]. Nel 2015 ho composto Gerolama Orsini ossia La Congiura dei Farnese, tragedia lirica in due atti la cui sinfonia e il coro del primo atto mi sono stati commissionati dalla Fondazione Teatri di Piacenza ed eseguiti al Concerto di San Silvestro. Ho inoltre scritto molti pezzi da camera, tra cui dieci quartetti d’archi e alcuni concerti per strumento solista e orchestra, tra cui tre concerti per pianoforte (di cui uno a scopo didattico, commissionatomi dal M° Serena Perfetti) e uno per tromba. Ho inoltre già preparato i libretti e alcune musiche per altri tre melodrammi, sempre a soggetto storico: Caligola (i cui progetti di scene e costumi sono già stati ideati rispettivamente da Matteo Bonfanti e Arianna Gobbi), Aloisa di Grazzano e Rossana d’Ispahan. Nei miei libretti cerco di utilizzare il linguaggio letterario dell’Ottocento poiché si avvicina di più alla mia sensibilità. La metrica, inoltre, conferisce già di per sé musicalità al testo e aiuta a bilanciare le scene di modo che non risultino pedanti o troppo lunghe: credo infatti nell’importanza del senso della misura e dell’equilibrio nella musica. Infine, riguardo le vocalità, a parer mio tutte hanno le proprie potenzialità espressive e credo sia giusto affidare ad ognuna il giusto spazio, nei limiti del possibile. Il soprano drammatico d’agilità e il lirico-leggero sono però le mie voci predilette”.
guagnin3Stefano Guagnini ha studiato pianoforte, teoria musicale e solfeggio col M° Serena Perfetti per poi proseguire gli studi pianistici col M° Daniela Ghigino. Ha ricevuto altri preziosi insegnamenti di tecnica vocale dal M° Anna Maria Castiglioni e dal M° Timothy León, oltre che dal M° Cristina Pederiva e dal M° Eustasio Cosmo per quanto invece concerne la musica da camera e il quartetto d’archi. È inoltre laureando magistrale in Lingue e letterature straniere all’Università Cattolica di Milano. “Ho avuto occasione di comporre un oratorio (La Rivelazione ossia l’Apocalisse di Giovanni) per il M° Martinho Lutero (Direttore Artistico dell’Associazione Culturale Cantosospeso di Milano e creatore della Rede Cultural Luther King a San Paolo in Brasile), il quale mi ha dato fra l’altro ottimi consigli per quanto riguarda la musica corale e il repertorio sacro. Ho composto l’opera Bianchina Landi per il conte di Rivalta Orazio Zanardi Landi ed eseguito alcune mie arie in un concerto privato il 5 maggio 2012 nel Castello di Rivalta (Piacenza). Le stesse arie, riarrangiate per pianoforte e viola, sono state da me rieseguite con la mia amica e collega Serena Perfetti al concerto di Natale 2013 nella sede degli Amici dell’Arte di Piacenza. Ho inoltre ricevuto importanti consigli musicali sull’orchestrazione e la composizione dal M° Federico Santi e dal M° Vito Lombardi. Per quanto riguarda la composizione in senso lato, i miei punti di riferimento sono sicuramente Mozart, Donizetti, Verdi, Rossini e Bellini ma anche compositori contemporanei come John Williams e Nobuo Uematsu”.
Dopo il successo e il plauso caloroso con cui Stefano Guagnini è stato accolto al Concerto di San Silvestro 2015, il pubblico del Teatro Municipale di Piacenza attende speranzoso il debutto dell’opera completa nella prossima stagione.

 

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