Login

b_200_150_16777215_00___images_schermata_2018-01-18_alle_19.24.09.pngVincenzo Bellini, "Cavalleria Rusticana" e "I Vespri Siciliani": sono queste le prime cose che vengono in mente quando si accosta la Sicilia all'opera lirica, nonostante l'isola sia la grande protagonista in almeno un centinaio di lavori, gran parte dei quali finiti nel dimenticatoio. Rimuovere la polvere da tutti questi libretti non è semplice, quindi è più che apprezzabile l'intenzione di presentare un'opera nuova di zecca. Il progetto è stato illustrato proprio in questi giorni: il titolo sarà "1492", ma non ha nulla a che vedere con la scoperta dell'America. L'opera servirà infatti a ricordare un'episodio della storia siciliana che si colloca nello stesso anno in cui Cristoforo Colombo salpò con le famose tre caravelle.

 

"1492" vedrà la collaborazione tra il compositore Marco Betta e il librettista Davide Camarrone: la vicenda è quella dell'allontanamento degli ebrei dalla Sicilia in seguito all'editto firmato dai sovrani di Spagna, Ferdinando il Cattolico e Isabella. Nel corso dell'incontro in cui il progetto è stato presentato Betta ha parlato della necessità di interrogare le memorie perdute: la sua è stata definita come un'opera viva, una musica rivolta in prospettiva verso l'orecchio di chi sta leggendo. Il testo è stato preparato in forma classica, quindi ci saranno arie, recitativi e corali, il tutto in una lingua popolare che possa ricordare la fine del '400.

 

b_200_150_16777215_00___images_schermata_2018-01-18_alle_19.38.27.pngL'appuntamento di pochi giorni fa è stata anche l'occasione per conoscere alcune arie di "1492": l'obiettivo è quello di rappresentare per la prima volta il lavoro nel 2020, per la precisione in concomitanza con l'inaugurazione della Sinagoga di Palermo. Oltre mezzo millennio dopo l'editto, infatti, la comunità ebraica siciliana avrà un nuovo luogo di culto: la sinagoga verrà costruita nei pressi di una piccola chiesa che non viene più utilizzata da tempo per le celebrazioni, esattamente nella zona in cui si trovavano gli antichi quartieri ebraici della Meschita e della Guzzetta. La scelta di Marco Betta per la musica dell'opera non è certo casuale.

 

Nato ad Enna nel 1964, in questi anni si è fatto notare per una produzione teatrale di tutto rispetto. Oltre ai balletti, infatti, la sua mente ha partorito la musica di opere come "Bellini ultime luci", "Il fantasma nella cabina" e "Natura viva": quest'ultima è stata rappresentata per la prima volta in assoluto nel 2010 in occasione del Maggio Musicale Fiorentino. Il librettista di "1492", come già anticipato, è il giornalista e scrittore palermitano Davide Camarrone. Oltre ai premi e ai riconoscimenti ricevuti, si può ricordare il suo esordio romanzesco, il giallo "Lorenza e il commissario" in cui la Sicilia riesce a trovare spazio in alcune pagine.

 

b_200_150_16777215_00___images_schermata_2018-01-18_alle_19.32.29.pngTornando a parlare della vicenda storica alla base di quest'opera, cosa successe di preciso più di 500 anni fa? Alla fine del XV secolo la Sicilia era divisa in due gruppi di comuni, uno composto dalle città regie in cui l'amministrazione era affidata ai nobili (Palermo, Trapani e Catania facevano parte di questo novero) e un altro formato dalle città baronali, veri e propri centri rurali all'interno dell'isola. Gli ebrei siciliani erano i servi della Camera Regia e si concentravano soprattutto nel primo gruppo di comuni, nonostante non dipendessero da nessuno. L'editto del 1492 fu la conseguenza di una serie di eventi tumultuosi e sempre più gravi avvenuti tra il 1487 e il 1491.

 

Ad esempio, a Modica e Noto ci furono delle vere e proprie stragi, con il popolo armato e minaccioso contro gli ebrei e protagonista di ogni tipo di violenza e devastazione. Le predicazioni di alcuni frati francescani contribuirono a gettare altra benzina sul fuoco, ma le motivazioni dell'editto di re Ferdinando furono soprattutto di carattere politico, vale a dire la volontà di creare uno stato assoluto in Sicilia, tanto che persino i vescovi non gradirono il provvedimento, ritenendo di aver perso gran parte della loro giurisdizione. L'editto, datato 18 giugno 1492, non lasciò alternative agli ebrei, costretti ad abbandonare la Sicilia entro tre mesi per non rischiare la pena di morte.

 

b_200_150_16777215_00___images_schermata_2018-01-18_alle_19.29.25.pngUna parte della comunità trovò rifugio in altre zone dell'Italia meridionale, grazie alla protezione offerta da Ferdinando I di Napoli, ma soltanto fino al 1510, quando un nuovo editto sancì l'espulsione giudaica da tutto il Sud a meno che non fossero stati pagati 300 ducati. Grazie alla lirica sarà possibile tornare indietro nel tempo e riscoprire un episodio di cui si è dibattuto parecchio, una sorta di riconciliazione della Sicilia con questa comunità. Per il momento c'è stato qualche assaggio della nuova opera, gli appassionati di composizioni contemporanee dovranno attendere ancora due anni prima di apprezzarne la versione definitiva.

Collega la pagina al tuo social:

Visitatori

Visitatori oggi:496
Visitatori mese:6819
Visitatori anno:115161
Visitatori totali:319603

OperaLibera piace a...