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ARCHIVIO STORICO TULLIO SERAFIN: INIZIATI I LAVORI DI RESTAURO

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Cavarzere (Venezia), 20 novembre 2019. Sono iniziati in queste settimane i lavori di restauro e riordino dell’Archivio storico Tullio Serafin, che dal 2017 ha sede a Vicenza e conserva prezioso materiale appartenuto al celebre direttore d’orchestra veneto (1878-1968). Presieduto da Andrea Castello, noto anche come direttore artistico del festival Vicenza in Lirica, l’Archivio è stato dichiarato di “interesse storico particolare” dalla Soprintendenza Archivistica e Bibliografica del Veneto e del Trentino - Alto Adige nell’ottobre del 2018 e successivamente di “interesse locale” da parte della Regione del Veneto

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Ed è proprio la Soprintendenza  ad aver dato il via libera al restauro di 23 tra spartiti e partiture, operazione che l’Archivio ha affidato alla veneziana Cecilia Peretti, restauratrice specializzata in questo tipo di interventi con all’attivo collaborazioni di prestigio, con istituzioni come la Bibliotheca Hertziana del Max-Planck-Institut fur Kunstgeschichte e l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma e la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.
Ma via libera dalla Soprintendenza anche al complessivo riordino dell’Archivio, in particolare per quanto riguarda carteggi, spartiti, partiture, rassegna stampa e fotografie, incarico affidato all’archivista vicentino Andrea Spaliviero, già attivo presso numerosi enti e istituzioni .
L’archivio conta 101 tra spartiti e partiture appartenuti a Tullio Serafin  e anche alla moglie, il soprano Elena Rakowska (1876-1964), oltre a fotografie e lettere inviate al Maestro da personaggi come Maria Callas, Ildebrando Pizzetti, Gian Francesco Malipiero, Giuseppe Verdi, Richard Strauss, Gabriele D’Annunzio, Italo Montemezzi, Franco Alfano, casa Savoia e altri; vi si trovano inoltre lettere alla famiglia inviate dal maestro e articoli apparsi sulla stampa dell’epoca. Tra i cimeli, da segnalare alcune onorificenze attribuite a Tullio Serafin, diplomi, abiti, due bacchette, il suo metronomo e il suo violino, risalente ai primi del ‘900. 
«Abbiamo avviato il restauro sui primi 23 documenti – spiega Andrea Castello – perché presentavano danni mediamente gravi ma a rischio di peggioramento, se non si interveniva subito. Il riordino, l’archiviazione e il censimento, invece, saranno fondamentali nella prospettiva di rendere l’intero archivio consultabile anche su piattaforme online della Soprintendenza e della Regione del Veneto. Questo primo intervento costerà all’Archivio 6 mila euro, cifra per metà già stanziata dalla Regione, mentre l’altra metà della somma è ancora scoperta. Intervenire sul fondo – continua Castello – è assolutamente necessario per salvaguardare il grande patrimonio musicale lasciato dal Maestro, prezioso per tutti coloro che vorranno approfondire i propri studi attraverso questo materiale straordinario. Proprio per questo – conclude Castello – stiamo cercando mecenati che ci permettano di raggiungere la cifra necessaria al restauro e speriamo vivamente che chi ama la musica e la cultura possa contribuire a questo progetto così significativo e importante, soprattutto per le nuove generazioni di musicisti». 
Un ulteriore restauro, per il quale sarà richiesto il nullaosta della Soprintendenza, coinvolgerà 22 documenti in pessime condizioni e richiederà circa 11 mila euro: l’obiettivo è avviarlo entro i primi mesi del 2020, proprio per salvaguardare il materiale e renderlo consultabile. A restauri completati,  altro traguardo sarà garantire una sistemazione definitiva all’Archivio, attualmente conservato a Vicenza».
L’Archivio ha avviato una collaborazione con il Circolo del Maestro Tullio Serafin, presieduto da Nicla Sguotti, e ha dato il proprio patrocinio al Premio Tullio Serafin istituito dal Circolo, che lo scorso venerdì 19 ottobre è stato consegnato al mezzosoprano Fiorenza Cossotto al Teatro Comunale Tullio Serafin di Cavarzere (Venezia); il premio si unirà così idealmente a quello che l’Archivio ha consegnato lo scorso anno al Maestro Maurizio Arena, durante il festival Vicenza in Lirica.