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6 settembre 2014. Pensare che da ben sette anni oggi Luciano Pavarotti non sia più fra noi appare ancora strano a chi si era abituato ad immaginarlo instancabilmente in giro per il mondo a portare la propria Arte a gloria dell’Italia musicale.

Voce chiara ma non "leggera", piena, corposa, perfettamente dominata, unita ad uno “spirito” che gli consentiva non solo la capacità di trasmettere la veridicità del dramma che avveniva sulla scena, trascendendo la sua mole, ma che lo dotava anche d’autoironia, come dimostrava, per esempio, saltellando nei panni di Nemorino ne “L’Elisir d’amore” di Donizetti.

Un trascinatore di folle oceaniche perfino cantando canzoni, nel suo essere “onnivoro” in musica, dote che non è da tutti i musicisti possedere.

La più grande voce del XX secolo? Forse…Chi scrive ritiene di poterlo accostare (giammai, a questi livelli, metterlo a confronto!), nonostante le due voci siano veramente agli antipodi per caratteristiche e pregi, soltanto all’incommensurabile Enrico Caruso.

Leggi tutto...Una voce dolcissima, ereditata a quanto pare dalla madre, una profondità di sentimento e una grazia fisica non comune: se si volessero descrivere le tre caratteristiche peculiari del canto di Rosetta Pampanini sarebbero forse quelle appena elencate. La luce della notorietà cominciò a posarsi su di lei subito dopo la morte di Giacomo Puccini, tanto da diventare una delle più appassionate interpreti del repertorio del compositore toscano. Nata a Milano il 2 settembre del 1896, sin dalla prima infanzia cominciò a manifestare una passione sfrenata per il canto, il quale doveva poi riservarle una brillante carriera. Da bambina era infatti solita cantare le canzoni più in voga, indossando buffamente le vesti materne e cominciando a declamare dall'alto del tavolo di casa.

Leggi tutto...Verona, 27 giugno 2013. La notizia della repentina scomparsa del soprano Alida Ferrarini mi ha emotivamente commosso. Il teatro d'opera perde una delle sue cantanti più stimate ed apprezzate.

Leggi tutto...Fëdor Ivanovič Šaljapin, un nome spesso traslitterato in Chaliapin o Shalyapin. Comunque si voglia chiamarlo, questo basso russo viene ancora ricordato oggi come una delle voci più potenti in assoluto: la tipica descrizione che si faceva di Shalyapin lo raffigurava come un artista lirico capace come pochi di entrare nello spirito del personaggio che interpretava, grazie a uno studio approfondito e a una grandissima tenacia. Vissuto a cavallo tra '800 e '900, è stato ricordato anche per le pretese finanziarie, visto che i suoi onorari furono di gran lunga superiori a quelli di stelle come Gigli, Schipa, Lauri-Volpi e Martinelli. Ma si trattava di denaro ben speso.

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