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ferrariniVerona, 27 giugno 2013. La notizia della repentina scomparsa del soprano Alida Ferrarini mi ha emotivamente commosso. Il teatro d'opera perde una delle sue cantanti più stimate ed apprezzate.

Nativa di Villafranca in provincia di Verona Alida Ferrarini, dopo una parentesi iniziale nella musica leggera, intraprenderà una carriera nel mondo della lirica diventando una delle più ammirate cantanti lirico-leggere.

Conseguiti gli studi musicali al Conservatorio "Dall'Abaco" di Verona, vince in seguito nel 1974 il Concorso di Internazionale di Canto "Toti Dal Monte" di Treviso debuttando in Mimì né La Bohème di Giacomo Puccini il 15 ottobre 1974 al Teatro Donizetti di Bergamo. Da questo momento, pur affrontando anche piccole parti in celebri allestimenti, inizia una straordinaria carriera che la porterà ad esibirsi sui più importanti palcoscenici a fianco d'illustri colleghi, direttori d'orchestra e registi. L'anno successivo al debutto canta per la prima volta all'Arena di Verona nel ruolo di Frasquita in Carmen di Georges Bizet assieme a Grace Bumbry e Franco Corelli. All'Arena di Verona canterà poi per oltre venticinque anni ottenendo molti trionfi della sua grandiosa carriera. Nella fase iniziale affronta anche i ruoli di Damigella, Voce di virtù e Drusilla né L'incoronazione di Poppea di Claudio Monteverdi con la regia di Sylvano Bussotti, Leila né Les pecheurs de perles di Bizet, Flaminia né Il mondo della Luna di Franz Jospeh Haydn e Ksenija figlia di Boris Godunov di Modest Mussorgskij. Nel 1976 sempre a Treviso debutta il ruolo di Oscar né Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi che sarà uno dei suoi cavalli di battaglia, cui seguirono Lucieta né I quattro Rusteghi di Ermanno Wolf-Ferrari e di particolare rilievo il ruolo di Nannetta nel Falstaff verdiano sempre a Treviso e che proporrà in molteplici occasioni successive, tra le quali si ricorda l'edizione bolognese diretta da Riccardo Chailly e al fianco di colleghi come Giuseppe Taddei, Rolando Panerai, Sesto Bruscantini e Renato Bruson. Al Teatro Filarmonico di Verona il 18 marzo 1977 debutta un ruolo che probabilmente è stato suo biglietto da visita in tutto il mondo: Gilda nel Rigoletto di Verdi. Memorabile l'edizione areniana del 1981. Con Gilda si afferma in tutti i più grandi teatri tra i quali l'Arena di Verona (tre edizioni), Opernhaus di Zurigo, Regio di Parma (tre edizioni), Cremona, Ferrara, Genova, San Carlo di Napoli, Weisbaden, Maggio Musicale Fiorentino, Opera di Parigi, Covent Garden di Londra, Colonia, Bilbao, Seul e Siviglia. Nel 1978 aggiunge altri due fondamentali ruoli al suo repertorio, Norina nel Don Pasquale al Filarmonico di Verona e Amina né La Sonnambula al Teatro Comunale di Treviso. Sarà tuttavia il debutto di Adina né L'Elisir d'amore alla Staatsoper di Amburgo, con la regia Jean-Pierre Ponnelle, uno dei ruoli fondamentali della sua carriera che interpreterà in molteplici rappresentazioni con tenori quali Luciano Pavarotti (Scala, Bologna, Montecarlo) e Alfredo Kraus. Dopo il debutto fiorentino né L'amore delle tre melarance (Principessa Ninetta) di Prokofiev diretta Bruno Bartoletti, partecipa al suo primo Sant'Ambrogio scaligero il 7 dicembre 1979 quale Xenia in Boris Godunov diretto da Claudio Abbado e con Nicolaj Ghiaurov, e sempre alla Scala debutta il ruolo di Sophie in Werther di Jules Massenet diretta da Georges Pretre con protagonista Alfredo Kraus. Alla Piccola Scala canta né Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa con Luigi Alva, spettacolo ripreso dalla Rai. Micaela in Carmen di Georges Bizet è un altro ruolo cardine della sua vita artistica. Di rilievo le edizioni all'Arena di Verona nel 1980, 1990, e soprattutto la produzione del 7 dicembre del 1984 al Teatro alla Scala, inaugurazione della Stagione, diretta da Claudio Abbado, regia di Piero Faggioni, con Shirley Verrett, Placido Domingo e Ruggero Raimondi. In Carmen otterrà successi personali in tutto il mondo sempre al fianco di artisti del calibro di José Carreras, Agnes Baltsa e Teresa Berganza. Ha cantato al Covent Garden di Londra (Rigoletto), al War Memorial di San Francisco (L'elisir d'amore), alla Salle Favart di Parigi (Il matrimonio segreto) e al Gran Teatro del Liceu di Barcellona ove debutta il ruolo di Giulietta né I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini assieme ad Agnes Baltsa. Interpreta per la prima volta Musetta né La Bohème di Giacomo Puccini al Festiva di Torre del Lago, ritorna poi a Parigi alla Salle Favart per il debutto nel ruolo in titolo né La fille du regiment. A Tolosa, Théâtre du Capitole canta Liù nella Turandot di Puccini, ruolo poi eseguito in numerosissimi teatri italiani ed esteri. Nel 1992 al Teatro Valli di Reggio Emilia si esibisce né La Serva Padrona di Giovanni Battista Pergolesi. Memorabile il suo Oscar né Un ballo in maschera verdiano interpretato in due edizioni arenaine, a Parma e a Vienna. Canta a Brescia, Teatro Grande 1985, in Orfeo ed Euridice di Christoph Willibald Gluck, in seguito Lucia di Lammermoor al Grand-Théâtre di Bordeaux nel 1986. Aggiunge al suo repertorio un altro ruolo pucciniano: Lauretta nel Gianni Schicchi eseguito a Torre del Lago al fianco di Giuseppe Taddei e Fedora Barbieri. Di Wolfgang Amadeus Mozart canta Zerlina nel Don Giovanni a Genova (1993) regia di Giorgio Strehler, con Ferruccio Furlanetto ed Alessandro Corbelli, e Despina in Così fan tutte al Politeama Garibaldi (1997). Proseguendo la sua carriera internazionale, gli ultimi suoi debutti saranno Gnese né Il Campiello di Ermanno Wolf-Ferrari al Comunale di Bologna nel 1998, e sempre nella città emiliana nel 2000 il ruolo di Lei né La notte di un nevrastenico di Nino Rota. Dopo il ritiro dalle scene si dedicata con passione all'insegnamento del canto, trasmettendo a numerosi allievi la sua arte.

Ho avuto l'onore di seguire una parte della carriera di Alida Ferrarini e di averla conosciuta personalmente. La sua voce dolce e musicale ha scolpito pagine del melodramma in maniera superba, ponendo dei punti di riferimento in ruoli che poche altre colleghe hanno saputo eguagliarla, sottolineando la stilistica scelta del repertorio, e se la statura artistica è riconosciuta unanimemente, non posso esimermi di ricordare la squisita simpatia della cantante, una donna di grande spessore morale che ha sempre evitato il divismo, che probabilmente le si addiceva, restando se stessa sia come artista sia come donna, moglie e madre, non scendendo mai a patti o compromessi con la vita del teatro. Ha dimostrato, ed è di esempio, come si possa conciliare una vita privata ed artistica mantenendo saldi i propri valori e principi. Di Alida Ferrarini restano scolpite nella memoria la dolcezza, l'affabilità, la gentilezza e il calore umano dimostrato in molteplici occasioni con le persone che la stimavano e l'apprezzavano. In me saranno particolarmente indelebili i ricordi teatrali e le emozioni del suo canto eccelso ma anche, e soprattutto, la sua disponibilità e sincera stima e simpatia da sempre dimostratami, in piccole cose, nel suo sorriso e nel suo animo buono e generoso.



Nella foto: Adina in L'ELISIR D'AMORE  - Teatro Comunale di Bologna Stagione 1986/87

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