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Leggi tutto...Nicolai Gedda, il cantante svedese che passò da una infanzia povera per diventare uno dei tenori più famosi del XX secolo, è morto a Tolochenaz in Svizzera.

 

Aveva 91 anni, ma la sua scomparsa per una crisi cardiaca non è stata mai annunciata dalla famiglia. Solo l’Opera Reale Svedese ne ha dato conferma qualche giorno fa tramite l’agenzia di stampa France-Presse. Ampiamente ammirato per la sua sensibilità musicale, il controllo magistrale dei toni e la dizione impeccabile, in un’ondata di lingue diverse (ben sette), Gedda possedeva una voce da tenore lirico che brillava come l’argento. E’ stato uno dei tenori più versatili e professionalmente di maggior durata della sua epoca, con decine di ruoli praticati fino al compimento dei settant’anni.Leggi tutto...
Fu presente nelle registrazioni discografiche delle più famose etichette internazionali e nei più grandi teatri, tra cui La Scala di Milano e il Covent Garden di Londra. In oltre un quarto di secolo, ha cantato 367 spettacoli al Metropolitan Opera di New York, dal suo debutto nel “Faust” di Gounod del 1957 alla sua performance finale, come Alfredo nella Traviata del 1983. La serie di incisioni che realizzò è sempre stata convincente: non fu mai un cantante bulimico che registrava tutto senza discernimento. La sua enorme discografia è il frutto di una conoscenza esaustiva e di una rigorosa disciplina artistica che gli permetteva di affrontare musiche in uno stile e con origini molto diverse. E’ questo il risultato anche della sua grande curiosità che manifestò lungo tutto l’arco della carriera, partecipando senza tregua a nuove produzioni o alla riscoperta di titoli caduti nell’oblio. Era nato a Stoccolma nel 1925, da un padre russo e da una madre svedese e passò la sua infanzia a Lipsia dove il padre esercitava la funzione di cantante nella chiesa ortodossa russa. L’attitudine tanto ammirata di Gedda non era solo quella di conversare in sette lingue, ma di cantare da poliglotta senza inflessioni o accenti particolari. Nel 1934 la sua famiglia emigrò dalla Svezia in Germania e qualche anno dopo Gedda cominciò il suo praticantato in una banca, finché un giorno Leggi tutto...la sua voce fu scoperta da Carl Martin Oehmann e da allora la sua vita cominciò a cambiare. Debuttò l’8 aprile 1952 all’Opera Reale Svedese nel “Postillon di Lonjumeau” di Adam. Il celebre produttore Walter Legge lo senti a Stoccolma e lo ingaggiò immediatamente per la parte di Dmitri nell’integrale realizzata per Emi del “Boris Godunov” di Mussorgski. Una tappa fondamentale della sua carriera internazionale fu nel 1953, con l’album cantato sotto la direzione di Alceo Galliera: una bella dimostrazione di stili diversi, sensibile tanto all’espressione vocale del bel canto italiano, che all’eleganza della linea melodica richiesta dalle opere del repertorio francese.

Leggi tutto...Zamoro, Corrado, Arrigo, Stiffelio e Riccardo: sono tutti personaggi principali di opere verdiane, ma hanno anche un altro elemento in comune. In effetti, questi ruoli tenorili furono impersonati per la prima volta in assoluto sempre dalla stessa voce, quella di Gaetano Fraschini. La figura di questo tenore lombardo è ricordata appunto per molte delle prèmiere del cigno di Busseto, però la sua carriera artistica è costellata di altri successi e aneddoti importanti. Fraschini morì il 23 maggio del 1887, dunque la giornata odierna può essere sfruttata per ricordarlo, visto che ricorrono oggi i 128 anni dalla scomparsa. L'atto di nascita reca la data del 16 febbraio 1816, più precisamente a Pavia, nella giurisdizione parrocchiale dei Santi Primo e Feliciano.

Leggi tutto...Ventidue anni di vita sono davvero pochi per lasciare un segno, ma a qualcuno sono stati sufficienti per essere ricordato come "il rivale mancato di Gioachino Rossini". Si sta parlando di Nicola Antonio Manfroce, compositore calabrese scomparso prematuramente nel 1813, tre mesi prima che nascesse Giuseppe Verdi per la precisione: le notizie biografiche che sono disponibili su di lui sono piuttosto scarse, però è possibile approfondire lo stesso la sua breve esistenza e quello che è riuscito a "donare" all'opera lirica. La passione per la musica fu influenzata senza dubbio dal padre Domenico, maestro di cappella, tanto è vero che dalla natia Palmi fu mandato a Napoli per gli studi classici in collegio.

Leggi tutto...Chi lo vide nel Rolla, opera che morì sulle sue labbra, avrà dovuto proclamarlo attore sovrano non meno che cantante impareggiabile. Gli Spagnuoli lo chiamavano il tenore della bella morte.

È con queste parole che lo scrittore Francesco Regli descrive Napoleone Moriani nel suo celebre "Dizionario biografico dei più celebri poeti ed artisti melodrammatici... che fiorirono in Italia dal 1800 al 1860". Moriani, passato alla storia proprio come il "tenore della bella morte", nacque a Firenze il 10 marzo del 1808, poco più di duecento anni fa, dunque l'occasione è quella giusta per essere sfruttata e rispolverare la storia di questo cantante molto apprezzato almeno fino alla prima metà dell'800.

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