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b_200_150_16777215_00___images_anthony-barrese-41.jpgAnthony Barrese, compositore, direttore d'orchestra e direttore artistico dell'Opera Southwest di Albuquerque, ha avviato da diversi anni un progetto sull'"Amleto", seconda e ultima opera di Franco Faccio: il prossimo mese di ottobre il teatro americano allestirà questo lavoro, la prima produzione in assoluto dopo ben 143 anni. Ecco l'intervista che ci ha rilasciato.

b_200_150_16777215_00___images_faccio_big.jpgCome è nata questa passione per l'Amleto?

 

Amleto è la tragedia di Shakespeare che preferisco ed è stato così sin dai tempi del liceo. Ricordo di aver letto dell'esistenza di una versione italiana dell'opera con il libretto di Arrigo Boito, anche se nessuno sembrava conoscerne i dettagli. La ragione è presto detta: a parte il manoscritto autografo, non c'era altro materiale disponibile. Dovevo ricostruire tutto, nota per nota, a partire dall'autografo e da questo dovevo creare un piano vocale e le parti orchestrali. Quindi, fino a poco tempo fa c'era poco materiale a disposizione.

 

L'Amleto è la seconda e ultima opera di Faccio: cos'altro pensa avrebbe potuto scrivere grazie al suo estro e alle sue invenzioni musicali?

 

La prima opera di Faccio, "I profughi fiamminghi", ottenne un successo moderato e da quel poco che ho visto non era nulla di speciale. Con Amleto, sia lui che Boito si resero conto della necessità di uno sforzo differente. In effetti, ci sono molte modifiche tra la versione originale genovese del 1865 e la produzione della Scala del 1871. Una delle critiche ricevute dopo la prèmiere fu quella di non aver inserito abbastanza melodia, oltre ai recitativi troppo pesanti: se si guarda al materiale ci si accorge che ci sono stati cambiamenti e tagli per la ripresa milanese e quasi tutti collegati ai recitativi. L'Amleto di Faccio presenta inizialmente una cabaletta nel secondo atto in aggiunta al suo "essere o non essere" e, mentre l'accompagnamento è molto interessante, la linea vocale risulta stagnante. Faccio capì che bisognava intervenire sulla melodia, dunque nella revisione per La Scala tagliò la cabaletta, modificò completamente la scena della pazzia di Ofelia, rendendola uno dei momenti melodici più belli dell'opera, e decise anche di tagliare la scena finale con il duello tra Laerte e Amleto nel castello (revisionò anche la scena del cimitero e ad Amleto viene fatto uccidere Claudio nel corso del funerale di Ofelia). Amleto è dunque un lavoro molto ambizioso. Somiglia molto a un'opera del Verdi "di mezzo", ma l'orchestrazione è sofisticata. Credo che se Faccio avesse avuto il coraggio di continuare avrebbe creato altra musica originale e sbalorditiva. Lui e Boito credevano molto nell'idea di fare "qualcosa di nuovo" e se si pensa quanto fosse conservatrice la scena operistica italiana di quel periodo (l'Amleto fu rappresentato per la prima volta nello stesso anno di Tristano e Isotta), sarebbe stato intrigante scoprire cosa avrebbero potuto creare.

 

b_200_150_16777215_00___images_opera_southwest.jpgIl suo Amleto verrà rappresentato ad Albuquerque: che cosa l'ha convinta dell'Opera Southwest?

 

Sono il direttore artistico dell'Opera Southwest di Albuquerque e ogni stagione siamo abituati a rappresentare due opere, una dal repertorio tradizionale e un'altra che dev'essere qualcosa di unico. Ad esempio, la stagione scorsa abbiamo allestito l'"Otello" di Rossini, il quale non veniva rappresentato negli Stati Uniti da ben vent'anni) e "Madama Butterfly". Abbiamo ricevuto parecchia attenzione per i nostri "pezzi sconosciuti" e la compagnia è ben felice di sostenere questo progetto. Comincia ad esserci risonanza nel mondo operistico, visto che il progetto non è molto conosciuto. Ci aiuterà moltissimo il fatto che stavolta si tratta del primo libretto in assoluto di Boito!

 

Quale versione di Amleto ha scelto, quella della prèmiere del 1865 o quella successiva del 1871 con diverse modifiche?

 

Stiamo preparando la versione della Scala, con alcune modifiche. Ad esempio, vogliamo reintrodurre l'aria della Regina del terzo atto, uno dei tagli della versione milanese, oltre alla scena finale (un altro taglio). Inoltre, stiamo puntando su altre piccole modifiche del 1871, ma la musica "nuova" (la sortita di Ofelia, la scena della pazzia, le revisioni della scena dello spettro) sarà tutta presente.

 

b_200_150_16777215_00___images_opera-southwestjournal1.jpgIl successo dell'Amleto fu breve, già nel 1871 il pubblico della Scala lo accolse con qualche riserva: perché quest'opera non è rimasta nei cartelloni come altre più famose?

 

Amleto ottenne un buon successo alla sua prima rappresentazione a Genova nel 1865. Il Movimento scrisse la seguente critica:

Ieri sera le porte del Carlo Felice si apersero al preconizzato spettacolo del nuovo spartito di Franco Faccio, l'Amleto. Grande era l'aspettative dell'universale, perché dubbia era corsa la fama sul nuovo genere di musica tentata dal giovane maestro. Accorse numeroso perciò il pubblico ed in atteggiamento di chi vuol giudicare con circospezione, diciamolo anche, con severità. Ma delle dubbie intenzioni ebbe a ricredersi, e dopo aver voluto pensarci sopra, prese la sua decisione; applaudì e applaudì con spontaneità, con coscienza, con entusiasmo.

Stesso discorso per La Gazzetta di Genova:

L'opera fu generalmente applaudita al finire del primo atto, al duetto di Ofelia e Amleto, al finale del secondo atto, alla canzone di Ofelia nel terzo, alla marcia funebre del quarto. Il giovine maestro fu chiamato più volte al proscenio.

In seguito, Faccio e Boito combatterono insieme a Garibaldi, di conseguena l'Amleto fu messo da parte. Al ritorno in Italia, però, dopo aver viaggiato in tutta Europa, guadagnando esperienza musicale e studiando le opere di Wagner, pensarono alla produzione per La Scala. L'unico motivo per cui quest'ultima fu un fallimento è l'indisposizione del tenore.

In seguito Faccio non compose più. Nel corso della sua vita non volle più riprendere queste esperienze, nonostante l'incoraggiamento di Ricordi, Boito e Pantaleoni. Come ho detto prima, non esisteva abbastanza materiale per l'opera prima che lo ricostruissi. Ricordi era solito pubblicare la versione per piano di ogni lavoro, ma nel caso dell'Amleto ci fu spazio soltanto per alcune arie e scene. La ragione principale per cui non è più stato allestito è questa. Sono convinto sia un lavoro interessante, con musica bella e creativa. Credo anche che meriti di essere ascoltato e giudicato in un teatro: dopo la nostra produzione la storia sarà più benevola nei confronti del povero Faccio.

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