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rustioni 1Abbiamo incontrato velocemente a Verona Daniele Rustioni, giovane direttore d'orchestra milanese, durante le prove della nuova produzione di Falstaff di Giuseppe Verdi.


Lukas Franceschini

Verona, 12 dicembre 2010. Rustioni (classe 1983) ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio G. Verdi della sua città, dove si è diplomato a pieni voti in organo, rustioni 2composizione organistica, pianoforte e direzione d'orchestra. In seguito si è perfezionato con Gianluigi Gelmetti all'Accademia Musicale Chigiana di Siena (dove gli è stato conferito il prestigioso Diploma d'Onore), e con Cohn Metters alla Royal Academy of Music di Londra. Ha frequentato masterclass con Sir Colin Davis, Gianandrea Noseda, Kurt Masur ed è stato selezionato per seguire il seminario d'opera italiana tenuto da Riccardo Muti alla New Mediterranean Music Academy di Malta. Nel 2008 ha vinto il secondo premio al IX International Cadaques Conducting Competition cui fa seguito il suo debutto, sotto invito di Yuri Temirkanov, alla Sala Grande della Filarmonica di San Pietroburgo con il Requiem di Verdi. In campo operistico al Teatro Mikhailovsky di San Pietroburgo ha diretto nuove produzioni di Pagliacci, Cavalleria Rusticana, L'elisir d'amore e recite di Rigoletto, La traviata, e Tosca.

Ha ricevuto la nomina di Associate Conductor alla Royal Opera House Covent Garden di Londra ed è stato assistente di Gianandrea Noseda e di Antonio Pappano. A Torino ha diretto La bohème, alla Scala L'occasione fa il ladro e ritornerà per La Bohème nella stagione in corso, al Teatro Comunale di Bologna L'elisir d'amore, alla Fenice di Venezia Il barbiere di Siviglia ove ritornerà nel 2013 per I masnadieri, a Londra Simon Boccanegra, Aida e a Vilnus una nuova produzione di Otello.

 

Maestro Rustioni perché è arrivato a scegliere la professione del direttore d'orchestra?

Direi che è stata una conseguenza degli studi musicali da me intrapresi. Da piccolo certo non pensavo di fare questo mestiere, cantavo nel coro di voci bianche del Teatro alla Scala e non nego di essere stato affascinato dalla figura carismatica di Riccardo Muti che al tempo ricopriva la carica di direttore stabile. Intrapresi molto giovane gli studi musicali pertanto le prime esperienze sul podio le ebbi ancora da studente e fu lì che decisi di intraprendere la professione. Al Conservatorio peraltro ho studiato molte discipline, ma non mi sono mai applicato in una sola, fu attorno ai vent'anni presi la decisione di dedicare tutto il mio tempo e studio alla direzione d'orchestra.

Lei ha avuto la possibilità di seguire masterclass tenute da Colin Davis e Kurt Masur, quali differenze ha potuto raffrontare tra queste due eccelse bacchette?

rustioni 3Sono due grandi direttori, molto diversi tra loro. Di Davis ricordo una perfetta aderenza al classicismo e alla forma esatta della concertazione. Masur invece è uno spirito più "libero" meno ancorato del collega e con lui ho particolarmente seguito consigli di come sviluppare una concezione musicale.

Lei preferisce dirigere il repertorio sinfonico o l'opera?

E' difficile dirlo con certezza, anche se negli ultimi tempi mi sono trovato più a mio agio con l'opera.

Nei confronti delle regie lei si trova sempre d'accordo che le nuove visioni di spettacolo?

Assolutamente no! Io ho un'idea molto tradizionale dell'opera e preferisco che essa sia sviluppata nella sua interezza per quello che sta scritto nello spartito. Capisco ovviamene l'esigenza di un nuovo linguaggio d'espressione teatrale e in questo caso spero sempre che libretto e scena vadano di pari passo, pur accettando alcune diversificazioni. Sarei assolutamente contrario a proposte che esulino dal contesto drammaturgico del libretto, delle quali sovente mi capita di leggere su giornali o di vedere in servizi televisivi. Per esempio il Falstaff che stiamo preparando ha delle piccole differenze rispetto al libretto, ma sono delle variazioni che non vanno troppo in contrasto con la commedia.

A proposito di Falstaff e non per fare il provocatore, ma illustri Bacchette prima di lei, ad esempio Karajan, Bernstein, Solti, Abbado, hanno affrontato l'opera dopo i cinquant'anni...

Si è vero, ma bisogna osservare che rispetto loro i tempi sono anche molto cambiati pur ricordandole che Furtwängler a diciotto anni dirigeva Bruckner. Oggigiorno molti direttori giovani affrontano un repertorio sinfonico molto difficile, il che non esclude la sua buona riuscita. Uno dei primi spartiti da me eseguiti è stato il Requiem di Verdi, certamente non "facile", del cui buon esito non posso negare che mi ha aperto molte altre importanti offerte di lavoro. Non oso ovviamente mettermi in rapporto con i nomi che lei ha fatto, ma è anche vero che ci sono vari tipi di teatri e diverse forme di lettura. Tuttavia Falstaff è un'opera molto difficile sia dal punto di vista tecnico sia della concertazione, ma posso assicurare che l'impegno da parte di tutti è stato molto attivo. Inoltre posso aggiungere che in questa'opera si nota anche una certa "gioventù" di Verdi, una gioventù vista con il polso di un ottantenne all'apice della sua maturità musicale.

Verdi nel Falstaff ha scritto una delle poche parti per contralto, a tal proposito è uscito da poco un libro che parla di queste cantanti e dell'uso o meno della voce di petto. Lei cosa pensa in tal proposito?

Cerco di non prendere mai posizioni drastiche a priori, tuttavia penso che l'eleganza nel canto sia molto importante ma poi la cosa va rustioni 4contestualizzata con l'artista pertanto accetto anche questo tipo di canto purché inserito in una situazione musicale opportuna.

Quali saranno i suoi impegni futuri?

Dopo un concerto dedicato a Rachmaninoff con l'Orchestra di Santa Cecilia, dirigerò Il Viaggio a Reims di Rossini a Firenze.

C'è un titolo che vorrebbe dirigere, ma finora non ne ha avuta l'occasione?

Io adoro Richard Strauss, pertanto Salome!

Qual è l'aspetto più bello del suo lavoro?

Fare musica, respirando musica con tanti musicisti di talento.

Se avesse il potere assoluto per un giorno: la prima cosa che farebbe?

Amando molto il mio paese ed avendo a cuore la sua sorte, cercherei di dare una sana ripulita all'apparato che ci amministra.

Il vero lusso per lei cos'è?

Non voglio lamentarmi troppo, ma mi piacerebbe avere più tempo da dedicare alle persone cui voglio bene.

Che cos'è un oggi un tabù?

In generale la sincerità, non essere più in grado di dire con chiarezza cosa si pensa.

Il suo grado di felicità oggi da uno a dieci?

Sono sempre abbastanza ottimista e le rispondo nove.

 

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