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2013 TF_Attila_Tagliavini_01_02_dl_foto_Ennevi_84Parma, 23 aprile 2014. Da dieci anni presente sulle scene dei teatri d’opera italiani, Roberto Tagliavini si sta ritagliando un’importante carriera internazionale, che lo vede protagonista in molti Paese europei, oltreché in Cina e Giappone. Originario di Parma, scopre le grandi qualità nascoste nella sua voce soltanto da adulto e studia privatamente con il conterraneo Romano Franceschetto. A partire dai suoi primi debutti, inizia a spaziare nel repertorio sette e ottocentesco italiano e francese, con incursioni nel contemporaneo, assestandosi sulla vocalità del basse-baryton. “Questa è la mia sensazione – ha detto Roberto Tagliavini – anche in accordo con il mio insegnante. Come basso cantante credo di essere troppo chiaro e, per il fatto che riesco a reggere tessiture più leggere, mi vedo molto bene come interprete di Mozart, Rossini e del Verdi più brillante. Purtroppo all’inizio non ho avuto molte occasioni di interpretare questi ruoli, ma spero che la mia carriera si muova in questa direzione. Certamente non ho le agilità degli espertisti, ma credo comunque di poter trasmettere qualcosa di interessante, meno meccanico ma più timbrato, con un certo tipo di forza e di polpa”.

R2013 TF_Attila_Tagliavini_01_02_dl_foto_Ennevi_278educe dai successi in Attila al Teatro Mariinskij di Sanpietroburgo e Maometto II al Teatro dell’Opera di Roma, l’artista parmigiano non vuole etichettare il proprio lavoro: “non posso dire di essere un rossiniano, né un verdiano; mi piace scoprire e sperimentare e solo il pubblico e la critica possono darmi un ritorno. Con Attila mi trovo molto a mio agio e ciò è accaduto fin dal debutto a Verona, dove ho potuto interpretare un personaggio più nobile e meno irruento, proprio come desideravo. A Shangai e a Sanpietroburgo ho vissuto esperienze completamente differenti sotto il profilo drammaturgico, mi sono lasciato andare, ma mi sono comunque sentito molto bene, poiché mi sono reso conto di avere acquisito una consapevolezza migliore. Invece a Berlino, trattandosi di una rappresentazione in forma di concerto, ho potuto concentrarmi maggiormente sul canto, mettendo a posto passaggi che prima non mi convincevano e sono piaciuto moltissimo, è stato un successo incredibile, anche se, quando mi riascolto, non mi piaccio mai”.

RoMaometto II_Un_momento_del_Maometto_IIal_centro_Roberto_TagliaviniMaometto_II_Teatro_Opera2013-14_francesco_squeglia_7976berto Tagliavini è entusiasta anche del recente trionfo romano: “sono molto contento dei risultati ottenuti con Maometto II. È un ruolo molto difficile, soprattutto perché si entra a freddo con un’aria e cabaletta molto complesse. Ovviamente ci si scalda in camerino, ma una volta in palcoscenico, non avendo l’opportunità di assestare la propria voce con qualche frase di recitativo, ci si sente un po’ sperduti, come se si stesse cantando in un campo, non sapendo dove si sta dirigendo il suono, non avendo la certezza se si stanno facendo le cose giuste, dovendo poi mettere particolare attenzione anche sulla regia. Ma sono davvero felice e orgoglioso di avere ottenuto dei consensi così positivi, soprattutto con la consapevolezza di avere interpretato questo ruolo con un cast stellare e mi piacerebbe moltissimo avere l’occasione di eseguirlo nuovamente in futuro”.

RestaTagliavini Il_viaggio_a_Reims_Teatro_alla_Scalando in campo rossiniano, dopo avere già vestito i panni di Lord Sidney ne Il viaggio a Reims scaligero, Tagliavini debutterà Le gouverneur ne Le comte Ory sul palcoscenico del Piermarini il prossimo luglio. “Ogni volta che studio qualcosa di nuovo, pur restando nello stesso repertorio, mi sembra di ricominciare da capo: ritornano le stesse preoccupazioni, i dubbi, il mettersi sempre in discussione, tipico del mio carattere, anche alla luce dei successi appena ottenuti. Sto ancora sperimentando, pertanto sto debuttando molti ruoli e la sfida è sempre doppia. Tra l’altro ne Le comte Ory incontrerò la medesima difficoltà di Maometto: entrare immediatamente in scena con un’aria e cabaletta davvero complesse. In questo caso però sarà ancora peggio, poiché il resto del ruolo non prevede ampie pagine in cui poter fraseggiare o mostrare un certo cantabile, ma ci sono tanti concertati e pezzi d’assieme, pertanto occorre sparare le cartucce a disposizione con la sortita, mettendo subito in gioco tutto quanto”.

AsTagliavini Il_viaggio_a_Reims_Teatro_alla_Scala_2siduo frequentatore del Teatro alla Scala, Roberto Tagliavini ha recentemente eseguito il ruolo di Ferrando ne Il trovatore: “è uno dei primi personaggi che ho debuttato, nel 2005, ma l’ultima volta mi sono piaciuto meno rispetto a precedenti occasioni. A parte ciò, lo sento particolarmente adatto alla mia voce, poiché mi trovo a mio agio con le tessiture più acute e in questa parte ci sono altre cose che ritengo più consone alle mie caratteristiche attuali. Non che io abbia il colore di riferimento per Il trovatore, ma spesso mi trovo a dover affrontare ruoli più pesanti, per cui credo di essere meno idoneo, come Il Re o Ramfis in Aida, ma continuano a propormeli comunque”, forse perché talvolta si preferiscono delle vocalità più brillanti. “Ovviamente  la voce tende ad assestarsi su certi suoni anche in base a ciò che si sta cantando. Ad esempio mi sono sentito benissimo nel cantare l’aria de Il frate in Don Carlo, è un passaggio che mi emoziona tantissimo e mi fa venire la pelle d’oca, ma se mi riascolto non mi piaccio, perché sento un colore troppo chiaro. Ciononostante me lo hanno riproposto, ma ho rifiutato, perché non credo di poter aggiungere nulla”.

Dopo2012 TF_La_Gazza_ladra_atto_I_Tagliavini_18_04_dl_foto_Ennevi_260 l’estate all’Arena di Verona, nel prossimo autunno inverno Tagliavini riprenderà i ruoli di Ferrando a Venezia, Raimondo in Lucia di Lammermoor a Bari e Lord Sidney ad Amsterdam: “credo che sia arrivato il momento di smettere di navigare a vista. Con il mio attuale agente stiamo restringendo un po’ il campo e stiamo parlando di ciò che vorrei fare in futuro e mi piacerebbe affrontare altro Rossini, Bellini, Donizetti e un certo tipo di Verdi, dunque un repertorio italiano un po’ più belcantistico, un territorio in cui mi sento bene e in cui ho avuto i giusti riscontri in passato. Per ora non ho in mente un particolare punto di arrivo, ma sto facendo esperienza di giorno in giorno. Ci sono tante opere bellissime in cui sono nascoste pagine incredibili da prendere e gustare. Penso di avere una voce abbastanza duttile per potermi cimentare con parti diverse ed è ciò che sto facendo: sto debuttando molti ruoli e solo la prova in palcoscenico, di fronte al pubblico, può dirmi se sto andando nella giusta direzione”.

Molti teatri internazio2012 TF_La_Gazza_ladra_atto_II_18_04_dl_foto_Ennevi_560nali stanno offrendo all’artista parti particolarmente pesanti. “Ci sono molti personaggi che oggi sicuramente non mi sento ancora di interpretare, come quelli del Verdi maturo, ma se in futuro la mia voce subirà dei cambiamenti, certamente mi adatterò e dunque deciderò di conseguenza. La mia speranza è quella di poter guardare indietro e vedere che, mettendomi sempre in discussione, essendo stato costantemente sincero e rispettoso del pubblico, senza mai bruciare le tappe, non è stato tutto invano, ma in funzione di una maturazione, di un continuo miglioramento, di una carriera lunga al servizio della musica. Purtroppo talvolta accade di dover eseguire dei ruoli per non perdere occasioni importanti, ma non mi piace e generalmente preferisco rinunciare. Mi auguro solo di non avere perso dei treni: se ho rifiutato delle opportunità è stato solo perché non mi sentivo ancora pronto; non voglio prendere delle decisioni contro natura, forzando gli eventi, ma desidero solamente sentirmi integro, certo di avere agito con coscienza e per il mio bene, sperando un giorno di non dovermi pentire”.

“Mi piacMaometto II_un_momentoal_centro_Roberto_TagliaviniMaometto_II_Teatro_Opera2013-14_luciano_romano_4905erebbe avere un po’ di tempo libero per stare con la mia famiglia, ma ho fatto un periodo in cui avevo sempre la valigia in mano e non potevo fermarmi. Fortunatamente mia moglie mi segue sempre e il peso dei sacrifici si fa più leggero. Sono davvero molto grato alle persone che hanno creduto in me, che hanno avuto fiducia in me, che mi hanno aiutato e dato coraggio, primi fra tutti mio padre e Paolo Ampollini di Parma Lirica, che oggi non ci sono più. Mi ritengo molto fortunato, perché sono sempre stato circondato da persone che mi hanno insegnato a lavorare sodo e con serietà per ciò in cui si crede e devo ringraziarli di avermi spronato a non sprecare il mio talento, confidando in me più di me stesso ed essendo fieri di me anche quando io non lo ero”.

 

GIUSEPPE VERDI, ATTILA, VERONA 2013, FOTO ENNEVI

GIOACHINO ROSSINI, MAOMETTO II, ROMA 2014, FOTO FRANCESCO SQUEGLIA

GIOACHINO ROSSINI, IL VIAGGIO A REIMS, MILANO 2009, FOTO M. BRESCIA

GIOACHINO ROSSINI, LA GAZZA LADRA, VERONA 2012, FOTO ENNEVI

GIOACHINO ROSSINI, MAOMETTO II, ROMA 2014, FOTO LUCIANO ROMANO

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