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Rigoletto Sevilla_-_Celso_Albelo__Leo_Nucci_5 agosto 2013. Considerato uno dei migliori tenori dell’attuale panorama lirico internazionale, Celso Albelo ha conquistato l’attenzione della critica con Rigoletto a Busseto, accanto a Leo Nucci, dopo aver studiato con Carlo Bergonzi, nella splendida cornice del cortile di Santa Maria degli Angeli. “Ricordo quei momenti con una gioia ed emozioni che ancora oggi mi sembrano non vere. Imparare sul campo con due persone, due maestri così come sono Carlo Bergonzi e Leo Nucci, ha segnato per sempre la mia carriera. È stata un’enorme fortuna che questi due grandi artisti abbiano incrociato la mia strada. Situazioni come questa mi hanno portato spesso a sentirmi italiano come professionista. Non che non mi senta spagnolo, assolutamente, sono un canario molto orgoglioso del mio Paese, ma anche se una parte dei miei studi l’ho compiuta in Spagna, è in Italia dove ho consolidato la mia formazione, dove ho debuttato e ha iniziato la mia carriera, dove sono cresciuto come cantante ed interprete, quindi mi considero davvero un artista e un professionista italiano”.

Rigoletto-Montecarlo-2011-S.Flament 1Il Duca di Mantova è indubbiamente uno dei cavalli di battaglia di Celso Albelo e certamente uno di quelli eseguiti maggiormente. “Il Duca è un ruolo che continuo a maturare in modo naturale, sempre partendo da quella strada intrapresa nella prima esperienza bussetana. Oggi forse sono capace di trovare più colori adatti al personaggio libertino, cinico, ma a tratti anche romantico, senza perdere l’aria aristocratica che lo caratterizza. È veramente uno dei ruoli che più mi piacciono, perché mi dà l’opportunità di recitare, di sviluppare una personalità complessa e contraddittoria. È un personaggio che vive tra l’amore e il piacere, che crede che le donne gli appartengano. Anche vocalmente è un ruolo difficile, perché richiede concentrazione e tecnica impeccabile”.

Gaetano Donizetti è il compositore che il tenore canario frequenta più spesso ed è internazionalmente riconosciuto come uno dei migliori interpreti di Ernesto in Don Pasquale e Nemorino ne L’Elisir d’amore. “Amo particolarmente questo musicista, inoltre la mia voce è a proprio agio con la sua scrittura. Sicuramente studiando e approfondendo le opere di Donizetti ho notato che posso esprimere in una maniera sana le mie le mie caratteristiche vocali e l’amore per le sue opere cresce in me ogni giorno. Inoltre sono molto interessato al suo lato umano, poiché era una persona di umili origini che aveva lavorato duramente per tutta la vita raggiungendo la cima. Purtroppo la sifilide gli ha portato molta sofferenza, strappandogli i figli, la moglie ed infine trasformandolo in una smorfia di dolore. È anche stato internato in un manicomio in Francia contro la sua volontà e ha avuto un momento difficile. A Parigi Verdi lo visitò e rimase molto colpito dal suo degrado, perché allora non parlava e non poteva muoversi. È davvero incredibile che un uomo con tali problemi di salute, verso la fine del suo tempo creativo, potesse scrivere capolavori come Don Pasquale”.

I Puritani-Tokyo-2011_-K_Miura_16Accanto a Donizetti, nel repertorio di Celso Albelo, anche Bellini occupa un posto molto importante, soprattutto nel ruolo di Arturo de I puritani, per cui è stato spesso sotto i fari dell’intera  comunità lirica internazionale. “La stessa sensazione di gioia nel cantare che provo con Donizetti, la ritrovo anche in Bellini. La sonnambula e I puritani sono le opere che più ho cantato, e devo dire che con la seconda ho un rapporto molto speciale. Tutti conoscono la terribile tessitura dalla parte, la concentrazione che è necessaria quando si affronta un ruolo dalle caratteristiche così speciali. Nel personaggio belliniano di Arturo si trova un chiaro esempio di romanticismo: l’amore per la patria, l’amore per una donna, la fedeltà a entrambe. Individuare il giusto equilibrio vocale, nei colori e nelle sfumature, fra questi due sentimenti è ciò che porta ad un “abbandono romantico”,  necessario in questo tipo di belcanto. Mi appassiona molto anche la figura umana di Bellini, così diverso da Donizetti e Rossini, che ha scritto molto poco rispetto a loro e morì molto giovane. Mi sono sempre chiesto cosa sarebbe successo, nella storia del melodramma italiano, se Bellini e Donizetti avessero vissuto così a lungo come Verdi, verso quale direzione si sarebbe evoluta l’opera lirica e cosa sarebbe successo al lavoro del Cigno di Busseto”.

Celso Albelo, nei prossimi giorni, sarà protagonista di un Concerto di Belcanto a Pesaro e sarà interprete di Roudi in Guillaume Tell. Ciononostante Rossini non è così tanto presente nel suo repertorio. “In molti mi dicono che sarebbe interessante se io debuttassi altri personaggi rossiniani, ma forse questo momento arriverà più avanti. Sinceramente non ho una risposta assoluta in merito alla mia maggior concentrazione su altri autori. Ho cantato spesso la parte del pescatore e forse un giorno mi cimenterò in Arnold. In ogni caso, si tratta di forme un po’ diverse di affrontare il belcanto: Bellini, più romantico, scommette su melodie “lunghe, lunghe, lunghe” come diceva Verdi, che richiedono una tecnica di respirazione molto specifica; con Rossini invece bisogna applicarsi in un virtuosismo delizioso; mentre con Donizetti l’importante è dare un senso drammatico alla coloratura e all’ornamento vocale. In generale bisogna sempre riempire di significato la bellezza belcantistica ed è ciò che cerco di fare con il modo in cui affronto ruoli come Nemorino: credo che la mia visione del personaggio, fresca e diversa, sia molto valida; come pure il modo in cui affronto Arturo”.

Celso Albelo__Desire_Rancatore_Accanto al belcanto italiano, Celso Albelo ha anche debuttato nel repertorio francese, soprattutto con Les pêcheurs de perles. “Trovare la fluidità nella lingua francese è stato un lavoro piuttosto complicato per me, ma una volta che l’ho ottenuta mi ha dato grandi soddisfazioni. Esistono anche ruoli, in un futuro non così lontano, che pian piano vorrei includere nel mio repertorio, perché mi sento molto a mio agio. Personaggi come Roméo, Werther, Faust e Des Grieux sono davvero affascinanti: quale cantante della mia corda non vorrebbe dare vita a quell’eroe del romanticismo che è Werther? Jules Massenet inoltre è anche un grande creatore di melodie ed utilizza un’orchestrazione molto teatrale e suggestiva, senza mai perdere l’eleganza francese. E per mantenere quel canto di linea sobria, bella e raffinata, bisogna lavorare sodo e rimanere sempre concentrati, senza lasciarsi trascinare dalle emozioni”.

Oggi il repertorio belcantistico sembra essere una forma d’arte un po’ bistrattata. “Sinceramente ho sempre trovato una grandissima accoglienza nei Paesi in cui ho cantato e credo che siano grandi il rispetto e l’amore per tale manifestazione artistica, così elegante da trasmettere forti emozioni. Forse in un momento in cui certi sentimenti umani sono visti come debolezza, le persone fanno fatica a lasciarsi andare, ma alla fine gli affetti e le passioni affiorano ed è precisamente quella universalità dei sensi la vera forza del belcanto. Inoltre, in questo periodo, penso che ci siano ottime voci ed interpreti di stile, e riconosco che questo repertorio è sempre più amato in tutto il mondo. In Spagna, in molti teatri come il Liceu, le opere di Donizetti e Bellini sono molto frequenti e sono una parte fondamentale dei grandi cartelloni internazionali. In ogni caso occorre avere chiaro che questo repertorio, come del resto tutti gli altri, dal barocco al wagneriano, dipendono sopratutto dal fatto di avere interpreti adeguati. La rinascita di Donizetti, per esempio, è stata possibile grazie a Callas, Caballé, Sutherland, Gencer, Sills, Serra, Gruberova e Devia. Più in generale penso che la crisi nella lirica non si limiti al belcanto, ma all’opera in generale. L’Italia e i suoi teatri stanno vivendo una recessione importante, come quella che si vive in Spagna. Ma io sono ottimista: la crisi è una realtà che colpisce duramente, ma sono convinto che in situazioni come questa emerga il vero talento, più che mai. La gente si renderà conto che fare cultura è molto più di un certo numero di milioni spesi in un meraviglioso allestimento. Oggi tutti i professionisti dello spettacolo sono consapevoli di ciò che sta accadendo e siamo tutti pronti a fare sacrifici, ad adattare le nostre commissioni per aiutare una produzione”.

La Sonnambula_-London-2011__Royal_Opera_House_Nella vita di tutti i giorni Celso è “una persona affezionata ai suoi amici e alla sua famiglia e a cui, da vero isolano delle Canarie, piace il mare. Inoltre, come ho già detto, sono assolutamente ottimista di natura e credo che dedicarmi a questa professione mi abbia dato solo cose positive. La mia è una scelta libera e finora penso che mi stia dando buoni risultati. Logicamente mi manca una certa stabilità, una sede permanente, la vicinanza fisica della famiglia, anche se ora, con la tecnologia, si può avere un maggior contatto. In tutto questo è molto importante non perdere la sincerità con se stessi, per poter superare gli elogi eccessivi e le critiche che rasentano il ridicolo. In questa vita bisogna essere onesti, ma in questa carriera bisogna esserlo soprattutto con se stessi. Nella mia vita quotidiana, oltre a dedicare abbastanza tempo allo studio, mi piace ascoltare musica di tutti i tipi. In questo credo di essere molto strano. Ho iniziato a cantare nella “tuna”, istituzione universitaria spagnola formata da gruppi di studenti musicisti che si pagano gli studi facendo musica nei bar e ristoranti, e per un periodo sono stato molto legato al folklore canario e a gruppi come Achamán – Jóvenes Sabandeños o Parranda de Cantadores; poi ho cantato nei pub, accompagnato dalla chitarra, fino a quando ho iniziato a dedicarmi al canto lirico. Ma ogni volta che mi capita di incontrare amici finiamo la serata cantando boleros. A casa ascolto tutto, dai cantanti e cantautori di musica leggera, a gruppi rock spagnoli come Miguel Ríos o Fito y Fitipaldis, passando per i Rolling Stones, i Beatles, Mercedes Sosa, Stevie Wonder e la bossa nova, il folk sudamericano, il jazz. All’opera vado quando posso, poiché mi piace andare a vedere i colleghi in teatro e poi andare a cena con loro, ma non sempre è possibile, anche se vorrei farlo molto più spesso!”.

FOTO GENTILMENTE CONCESSE DA CELSO ALBELO:
G. VERDI, RIGOLETTO, SIVIGLIA
G. VERDI, RIGOLETTO, MONTECARLO 2011
V. BELLINI, I PURITANI, TOKIO 2011
G. BIZET, LES PECHEURS DE PERLES, SALERNO 2012
V. BELLINI, LA SONNAMBULA, LONDRA 2011

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